In ottobre, i larici della Valtellina diventano oro. Gli aghi cadono lentamente e si posano sulle rive dei laghi alpini: sull’acqua galleggiano come puntini dorati che si spostano con il vento. Il paesaggio cambia aspetto tre volte al giorno con la luce, e tra le cime già imbiancate dalle prime nevi e i boschi ancora accesi, i laghi diventano lo specchio più preciso di tutta questa transizione.
La Valtellina non è una provincia con uno o due laghi famosi. Ne ha decine, distribuiti su un territorio che va dalla Bassa Valle fino a Livigno e alla Valle Spluga, a quote tra i 700 e i 2.400 metri. Questi sette sono quelli più interessanti da raggiungere in autunno, scelti per il colore dell’acqua, il contesto, o per una storia che vale la pena conoscere.
Laghetto di Qualido, Val di Mello
Il Laghetto di Qualido, nella Riserva Naturale della Val di Mello vicino a Morbegno, è uno dei laghi più giovani delle Alpi italiane: si è formato nel 2009, quando una frana ha deviato il corso del torrente Masino ostruendo la valle con i detriti.
Nel giro di pochi anni, l’acqua ha riempito il bacino naturale e il laghetto è diventato un punto di sosta fisso per chi cammina nella Val di Mello. Le pareti granitiche attorno sono le stesse frequentate dagli arrampicatori sportivi di mezzo Europa.
La passeggiata dal borgo di San Martino è breve e adatta a tutti, con il bosco e il torrente che accompagnano tutto il percorso.
Lago Palù, Valmalenco
Da Sondrio si sale in direzione nord lungo la Valmalenco, e già dalla strada si vede come la vegetazione cambia colore salendo di quota. Il Lago Palù si trova a 1.921 metri, raggiungibile attraverso un sentiero tra conifere e radure che in autunno è uno dei più frequentati della zona.
L’acqua riflette le cime del Disgrazia e dell’Entova: un riflesso che al mattino, con la luce bassa, vale qualsiasi sveglia anticipata.
Laghetti di Sassersa: alta quota e silenzio
Per chi ha gambe e attrezzatura, i Laghetti di Sassersa sono tra i più suggestivi della Valmalenco. Tre specchi d’acqua glaciali tra i 2.300 e i 2.400 metri, nel comune di Chiesa in Valmalenco, incastonati in un paesaggio che il comunicato dell’ente di promozione locale descrive come “lunare”.
Non è un’esagerazione: a quella quota i larici finiscono, le rocce dominano, e l’azzurro dell’acqua è l’unica nota calda del paesaggio.
L’escursione è per camminatori allenati. In ottobre verificare le condizioni meteo: le nevicate possono anticiparsi.
Lago Lagazzuolo: le acque turchesi
Sempre in Valmalenco, partendo da San Giuseppe, il sentiero per il Lago Lagazzuolo sale con tornanti regolari fino a quota 1.900 metri. Quello che si trova in cima è un lago dalle acque turchesi che, in un contesto alpino nordico come la Valmalenco, sembrano fuori posto, nel senso migliore del termine. Il contrasto tra il blu-verde dell’acqua e i larici arancio-oro delle rive è il più intenso dell’intera lista.
Salita impegnativa, ma non tecnica. Abbigliamento a strati: a quella quota in ottobre la temperatura scende anche nelle ore centrali della giornata.
Lago Viola, Val Viola
La Val Viola si apre in Alta Valtellina, nel territorio di Valdidentro. L’itinerario parte da Arnoga e segue per circa cinque chilometri una strada quasi pianeggiante fino ad Altumeira, poi il sentiero risale lungo il torrente fino al Lago Viola, a circa 2.300 metri, e al vicino Rifugio Viola. Chi vuole proseguire raggiunge il Passo Viola al confine svizzero, con vista sulla Val di Poschiavo.
In ottobre i larici lungo il percorso sono al massimo del colore, e il dislivello graduale rende l’escursione accessibile anche a chi non è un escursionista abituale.
Laghi di Cancano, Valle di Fraele
I Laghi di Cancano nella Valle di Fraele, sopra Bormio, sono due bacini artificiali — Cancano e San Giacomo — collegati da una strada panoramica quasi pianeggiante che li costeggia entrambi.
Il percorso è adatto a tutti, incluse le famiglie, e in autunno il contrasto tra l’acqua blu e i larici dorati sui versanti è immediato e continuo per tutta la camminata. Chi prolunga può raggiungere il Lago Cava Imbuto, meno frequentato.
Lago di Montespluga, Valle Spluga
Il Lago di Montespluga chiude la lista con la cornice storica più densa. Si raggiunge percorrendo il Sentiero del Cardinello, parte dell’antica Via Spluga che collegava Chiavenna a Thusis in Svizzera attraverso le Alpi Centrali. Il sentiero risale da Isola attraversando le Gole del Cardinello, tratti scavati nella roccia con vedute verticali sulla gola sottostante, fino a Montespluga. Da qui il percorso costeggia il lago fino al borgo.
Ottobre è l’ultima finestra stagionale prima della chiusura invernale del percorso. Il paese di Montespluga ha un paio di locande dove fermarsi a mangiare: i piatti della tradizione valchiavennasca — pizzoccheri di grano saraceno, bresaola, formaggi — compensano la fatica.
Info pratiche
Per organizzare soggiorni e verificare condizioni dei sentieri: valtellina.it. I percorsi in quota (Sassersa, Lagazzuolo, Viola) sono consigliati entro la prima metà di ottobre: dopo, le nevicate possono rendere i sentieri scivolosi o impraticabili.
I Laghi di Cancano e il Laghetto di Qualido rimangono accessibili anche nelle ultime settimane del mese.
Foto APF Valtellina
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