Sette ghiacciai delle Alpi da vedere prima che spariscano per lo scioglimento continuo

Le Alpi perdono ogni anno milioni di metri cubi di ghiaccio. Sette ghiacciai rischiano di scomparire entro pochi decenni: eccoli, con la storia che portano scritto nel ghiaccio e le ragioni per andarci adesso.

Le Alpi non sono solo la catena montuosa più lunga e alta d’Europa. Sono un archivio climatico, un serbatoio d’acqua dolce, un confine naturale che per secoli ha diviso e unito popoli.
Attraversano otto paesi, dall’Italia alla Slovenia passando per Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria, sfiorando persino Ungheria e Monaco.
Eppure, sotto quella superficie di roccia e neve, qualcosa sta cedendo. 
I ghiacciai alpini si ritirano a un ritmo che i glaciologi definiscono senza mezze misure irreversibile su scala umana. Pensiamo ad esempio alla Marmolada. Visitarli oggi non è solo turismo: è testimonianza.

Cosa succede alle Alpi: il ghiaccio che sparisce

Negli ultimi cent’anni le Alpi hanno perso circa la metà del loro volume glaciale. Le estati sempre più calde e gli inverni con meno neve stanno erodendo masse di ghiaccio che si sono formate in migliaia di anni.
Alcuni ghiacciai si ritireranno di centinaia di metri entro il 2050; altri, quelli di quota inferiore, rischiano di sparire del tutto entro la fine del secolo. Il problema non è solo paesaggistico. Lo racconta anche quello che sta succedendo alle Isole Svalbard. 

Confronto fotografico di un ghiacciaio alpino con linee di ritiro storicoI ghiacciai alpini alimentano fiumi come il Po, il Reno, il Rodano e il Danubio, regolando il flusso d’acqua nei periodi di siccità. Quando il ghiaccio finisce, scompare anche il “rubinetto” naturale che tiene in vita intere pianure agricole e metropolitane.
Visitarli adesso ha senso proprio per questo: tra vent’anni, molti di questi paesaggi esisteranno solo nelle fotografie.

I sette ghiacciai da vedere prima che sia tardi

Ghiacciaio del Miage, Valle d’Aosta

È il ghiacciaio più lungo delle Alpi italiane, circa 11 chilometri, e ha la caratteristica di essere ricoperto da uno strato di detriti rocciosi che lo protegge parzialmente dal calore. Si raggiunge da Courmayeur in meno di due ore a piedi: il paesaggio, con le morene laterali e il lago proglaciale, ricorda certi scenari islandesi.

Ghiacciaio dell’Adamello, Lombardia e Trentino

Il più esteso ghiacciaio italiano, circa 18 chilometri quadrati, condiviso tra due regioni. Durante la Prima Guerra Mondiale, soldati austriaci e italiani combatterono letteralmente sul ghiaccio a oltre 3.000 metri. Alcuni resti affiorano ancora oggi man mano che il ghiaccio si ritira, rendendo questo posto un doppio archivio, naturale e storico.  La tua prossima avventura potrebbe essere in uno degli 11 Geoparchi italiani

Ghiacciaio del Gorner, Svizzera

Vicino a Zermatt, è il secondo ghiacciaio più grande delle Alpi. Si raggiunge comodamente in funivia e si può osservare dalla stazione del Gornergrat a 3.089 metri. La vista sul Cervino da qui è probabilmente la più celebre delle Alpi.

Ghiacciaio della Mer de Glace, Francia

Sotto il Monte Bianco, a Chamonix, è il ghiacciaio più lungo di Francia, quasi 7 chilometri. Un treno a cremagliera porta fin quasi all’ingresso della grotta nel ghiaccio. Dal 1820, anno delle prime misurazioni sistematiche, si è ritirato di oltre 2 chilometri.

Ghiacciaio del Careser, Trentino

Piccolo ma simbolicamente enorme: è stato scelto come “ghiacciaio sentinella” dai climatologi europei proprio perché la sua riduzione è particolarmente rapida e documentata.Escursionisti di fronte al bordo di un ghiacciaio alpino in estate
Negli anni Cinquanta copriva oltre 5 chilometri quadrati; oggi ne occupa meno di uno.

Ghiacciaio di Aletsch, Svizzera

È il ghiacciaio più grande delle Alpi e uno dei siti UNESCO del continente. Si estende per oltre 23 chilometri e ha uno spessore che in alcuni punti supera i 900 metri. Il sentiero panoramico lungo il bordo del ghiacciaio è uno dei percorsi ad alta quota più scenografici d’Europa. Si raggiunge da Bettmeralp o Riederalp senza bisogno di attrezzatura alpinistica.

Ghiacciaio del Montasio, Friuli

Il meno noto dell’elenco, sulle Alpi Giulie, quasi al confine con la Slovenia. Ha una dimensione contenuta ma un accesso relativamente semplice per chi arriva dalla pianura friulana. È uno degli ultimi ghiacciai dell’arco alpino orientale italiano ancora visitabili a piedi.

Domande sulle Alpi: la montagna più alta, le Dolomiti e le suddivisioni

Quali sono le Alpi?
Le Alpi sono la catena montuosa più importante d’Europa per estensione e per rilevanza geografica, climatica e culturale. Si sviluppano in un arco di circa 1.200 chilometri dal Colle di Cadibona, in Liguria, fino alla pianura pannonica in Slovenia. Comprendono le vette più alte del continente e ospitano circa 14 milioni di abitanti.

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Come sono suddivise?
La classificazione ufficiale risale alla Partizione delle Alpi del 1926, elaborata da una commissione di geografi italiani. La catena viene divisa in tre grandi sezioni: Alpi Occidentali (dal Colle di Cadibona al Colle del Piccolo San Bernardo), Alpi Centrali (fino al Passo di Monte Croce Carnico) e Alpi Orientali (fino alla pianura slovena). Ogni sezione comprende gruppi e sottogruppi identificati da nomi propri. La famosa mnemonica “MA COn GRAn PENa LE RECA GIU” aiuta a ricordare le sezioni principali nell’ordine corretto.

Che differenza c’è tra Alpi e Dolomiti?
Le Dolomiti sono un sottogruppo delle Alpi Orientali, concentrato tra Trentino, Alto Adige, Veneto e Friuli. Si distinguono dal resto della catena alpina per la composizione della roccia: la dolomia, un carbonato di calcio e magnesio che le rende più chiare, con pareti verticali e profili a torre. Non è una catena separata, ma un sistema montuoso all’interno delle Alpi, riconosciuto come Patrimonio UNESCO dal 2009.

 

Foto Pexels

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