Assisi il 1° novembre non è come Assisi in luglio. Il turismo di massa si è ritirato, le strade del centro storico in pietra rosa tornano a una misura più umana, e la Basilica di San Francesco ha quella qualità del silenzio che d’estate è impossibile trovare. Arrivare ad Assisi a piedi, per Ognissanti, è una di quelle coincidenze di calendario che valgono la pena di essere organizzate.
La Via di Francesco, o Cammino di Assisi, non è un sentiero singolo. È una rete di percorsi storici che convergono sulla città umbra da direzioni diverse. Capire qual è quello giusto per sé non richiede una vocazione particolare, ma qualche calcolo pratico.
I percorsi principali e le distanze
La Via del Nord parte dalla Verna, in Casentino, e arriva ad Assisi percorrendo circa 190 chilometri attraverso Città di Castello, Pietralunga e Gubbio. È il tracciato con il profilo più mosso e i paesaggi più selvaggi: foreste di castagni e cerri, borghi medievali quasi vuoti. In novembre i boschi del Casentino sono ancora colorati, e le giornate corte impongono di fare i conti con la luce.
La Via del Sud parte da Roma, dalla Basilica di San Pietro, e copre circa 250 chilometri attraverso la Valle Santa di Rieti (Greccio, Fontecolombo, Poggio Bustone, i luoghi dove Francesco visse momenti cruciali della sua vita), poi Spoleto, Foligno, Spello. È un percorso con un profilo collinare più gestibile e una narrativa francescana densa: quasi ogni tappa è legata a un episodio della vita del santo.
Il Cammino di Assisi in senso stretto parte da Montepaolo, vicino a Dovadola, nelle Foreste Casentinesi, e tocca Camaldoli e La Verna prima di unirsi alla Via del Nord. Circa 300 chilometri, difficoltà medio-alta, non adatto a chi si avvicina per la prima volta.
Come organizzarsi per il ponte di Ognissanti
Chi vuole arrivare ad Assisi il 1° novembre deve calcolare a ritroso in base ai chilometri che intende percorrere. La Via del Nord è percorribile in circa 10-12 giorni a ritmo normale (18-20 km al giorno), quindi la partenza ottimale è intorno al 20 ottobre, data già passata per chi non si è organizzato.
La soluzione più pratica per chi vuole comunque camminare in questo periodo è percorrere le ultime tappe: da Gubbio ad Assisi sono circa 50-60 chilometri e tre giorni di cammino. Il paesaggio tra le due città medievali, con le colline umbri e i borghi di Valfabbrica e Petrignano, è già sufficiente a dare il senso del percorso. Per ottenere il Testimonium, il documento che certifica il completamento del cammino, bastano gli ultimi 100 chilometri percorsi a piedi con la credenziale timbrata.
Cosa aspettarsi in novembre
Novembre è fuori stagione, e questo ha conseguenze pratiche. Molti ostelli per pellegrini riducono i posti disponibili o chiudono, quindi è necessario prenotare in anticipo o orientarsi su piccoli hotel e B&B lungo il percorso. Le giornate corte impongono partenze presto al mattino. Il terreno dopo le piogge autunnali può essere fangoso, soprattutto nei tratti boschivi.
Dal lato positivo: i sentieri sono quasi deserti, la luce di novembre in Umbria ha una qualità morbida che non si trova in nessun’altra stagione, e i paesi attraversati tornano a essere paesi, non scenografie per turisti. Le castagne sono ancora sui rami, e in qualche tratto i cervi nel bosco non si spostano nemmeno al passaggio dei camminatori.
La credenziale del pellegrino si ritira facilmente presso le parrocchie, gli uffici di informazione turistica o direttamente all’Ufficio del Pellegrino ad Assisi, e viene timbrata in ogni tappa. Non è un documento obbligatorio per camminare, ma dà accesso agli ostelli francescani e al Testimonium finale.
Foto Pexels, canva
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