Qualcuno ci arriva per caso, dopo aver sentito un amico raccontare di settimane trascorse a piedi in Spagna con uno zaino da tredici chili. Qualcun altro lo pianifica da anni, confrontando mappe e dislivelli.
In entrambi i casi, il primo cammino europeo lascia un segno difficile da spiegare: il ritmo rallenta, la testa si svuota, e ogni borgo raggiunto a sera ha il sapore di qualcosa guadagnato sul serio.
I migliori cammini in Europa non si esauriscono nel Cammino di Santiago — per quanto quello resti il punto di riferimento.
Il continente è attraversato da migliaia di chilometri di sentieri ben segnati, dalla punta meridionale del Portogallo alla Norvegia, e la scelta dipende da quanto tempo si ha, che paesaggio si cerca e quanto peso si è disposti a portare in spalla.
Lungo il bordo del continente: i cammini sul mare più spettacolari
Il Sentiero dei Pescatori in Portogallo è, per molti, il cammino più bello d’Europa in assoluto. Lo è anche per. noi e ne parliamo approfonditamente in questo articolo.
Segue un tratto della Rota Vicentina nella regione dell’Alentejo, toccando spiagge selvagge, formazioni rocciose che sembrano sculture, villaggi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato negli anni Settanta.
Si percorrono 226 km da São Torpes fino a Lagos, in Algarve, con 13 tappe che alternano falesie vertiginose e dune di sabbia bianca. Il vento è quasi sempre presente — un compagno scomodo ma onesto.
Sulla costa opposta del continente, il Camino do Mar in Galizia porta da Santiago de Compostela fino all’oceano, a Finisterre.
Tecnicamente è un’appendice del Cammino di Santiago, ma ha una luce e un’atmosfera proprie. Chi lo percorre racconta di arrivare alla fine e di voler continuare indefinitamente.
I dieci itinerari a piedi che vale davvero la pena fare
Il Cammino di Santiago resta il riferimento da cui tutto parte.
Esistono almeno sei varianti ufficiali: il Camino Francés resta il più battuto (780 km da Saint-Jean-Pied-de-Port), mentre il Camino del Norte lungo la costa cantabrica e il Camino Portugués offrono paesaggi completamente diversi con meno folla.
La Via Francigena collega Canterbury a Roma in circa 1.900 km, attraversando le Alpi, la pianura padana e la Toscana.
In Italia la variante siciliana — la Magna Via Francigena — unisce Palermo ad Agrigento lungo strade che i Romani usavano già duemila anni fa. Un percorso asciutto, assolato, dal fascino austero che non somiglia a nessun altro itinerario europeo.

La Via degli Dei collega Bologna a Firenze in circa 130 km attraverso l’Appennino tosco-emiliano.
Sei-sette tappe tra boschi di castagni, creste ventose e il profilo di Firenze che appare all’improvviso dall’ultima salita. È uno dei cammini italiani più amati anche da chi non ha mai fatto un pellegrinaggio in vita sua.
Il Tour del Monte Bianco (TMB) è tecnicamente un trekking d’alta quota più che un cammino nel senso classico.
I suoi 170 km intorno al massiccio più alto d’Europa, tra Italia, Francia e Svizzera, richiedono un minimo di allenamento ma premiano con panorami che restano impressi a lungo. Si completa in 10-12 giorni e le vette cambiano forma a ogni curva del sentiero.
Le mete europee che si conquistano passo dopo passo
I grandi cammini trasportano in paesaggi che restano inaccessibili a chi passa in auto.
Le Dolomiti e i loro rifugi, la Via Alpina che attraversa otto paesi da Monaco a Trieste, la Via LIcia in Turchia sul bordo del Mediterraneo: ciascuno ha un carattere preciso, riconoscibile già dalle prime ore di marcia.

In Islanda, il Laugavegur Trail percorre 55 km tra campi di lava, sorgenti geotermiche e ghiacciai nel Parco Nazionale di Þórsmörk.
Si affronta in 4-5 giorni, è tecnicamente accessibile ma meteorologicamente imprevedibile. È il cammino giusto per chi vuole un paesaggio alieno senza volare su un altro pianeta.
Quando il caldo non è un nemico: cammini estivi da non sottovalutare
L’estate è la stagione più gettonata, ma i percorsi del Sud faticano sotto le temperature alte.
La Magna Via Francigena in Sicilia, ad esempio, splende in primavera o autunno ma può diventare un’esperienza piuttosto dura sotto il sole di luglio. Vale lo stesso ragionamento per i cammini del meridione italiano.
Chi vuole muoversi in estate farebbe bene a orientarsi verso quote più alte o latitudini settentrionali.
Il Cammino di Oropa in Piemonte, i percorsi delle Alpi Giulie in Friuli, l’Alpe Adria Trail che scende dall’Austria al mare di Grado beneficiano proprio dei mesi caldi, con i rifugi aperti e i sentieri asciutti.
Per chi parte dall’Italia con pochi giorni disponibili, esistono anche ottime soluzioni brevi.
Dai cammini di pochi giorni italiani ideali per iniziare si può partire senza impegni monstre e capire se questa forma di viaggio fa per te — spesso bastano tre tappe per rispondere alla domanda.
La selezione definitiva: percorsi per ogni tipo di camminatore
Chi cerca paesaggi nordici e solitari troverà nel Kungsleden, il Sentiero dei Re svedese (430 km tra Abisko e Hemavan) il suo itinerario ideale. Laghi silenziosi, renne che attraversano il sentiero, notti brevissime d’estate.
Chi preferisce la storia e i borghi medievali può percorrere il Chemin de Saint-Jacques nel sud della Francia, tra vigneti e abbazie romaniche, prima ancora di entrare in Spagna.
Per chi dispone di meno tempo ma vuole un’esperienza completa, il Cammino Portoghese della Costa da Porto a Santiago (280 km, circa 12 tappe) è forse il miglior compromesso oggi disponibile in Europa.
Panorami atlantici, tappe gestibili, strutture ricettive eccellenti e un’atmosfera meno caotica del Cammino Francese durante i mesi di punta.
Il punto, alla fine, è uno solo: ogni cammino europeo ha qualcosa che altrove si cerca invano. Non il traguardo, ma quello che succede tra una tappa e l’altra. E di solito, finita la prima, la seconda si comincia già a cercare sulla mappa.
Info pratiche
Dove: i cammini europei coprono l’intero continente, dal Portogallo alla Svezia, dall’Italia all’Islanda. Le rotte principali sono indicate nella Rete Sentieristica Europea (E-paths).
Come arrivare: la maggior parte dei cammini parte da città ben collegate da aeroporti internazionali. Porto e Lisbona per i percorsi portoghesi; Saint-Jean-Pied-de-Port in treno da Bayonne per il Camino Francés; Bologna per la Via degli Dei.
Quando: primavera (aprile-giugno) e autunno (settembre-ottobre) sono le stagioni migliori per la maggior parte dei percorsi. L’estate va bene per i cammini alpini e nordici; da evitare per quelli del Mediterraneo meridionale.
Biglietto: i sentieri sono generalmente gratuiti. Rifugi e ostelli sul percorso hanno costi variabili, dai 15 € delle albergues spagnole ai 40-60 € dei rifugi alpini con mezza pensione.
Da abbinare: qualunque cammino si scelga, vale la pena concedersi uno-due giorni di recupero nella città di arrivo prima del rientro — le gambe ringraziano, e di solito c’è sempre qualcosa da vedere.
Consiglio: non partire con uno zaino oltre i 10 kg. Ogni chilo superfluo si sente al terzo giorno, e spedire in anticipo parte del bagaglio nelle tappe principali è più semplice di quanto sembri.
Foto Canva, Rota Vicentina
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