Come correre in discesa

Correre in discesa

Non è necessario andare in montagna per ritrovarsi a correre in discesa, e spesso possono bastare anche pochi tratti di dislivello negativo per causare dolori alle gambe se non il vero e proprio rischio di infortuni: spesso infatti correre in discesa non è l’attività più amata dai runner, che intuiscono perfettamente come il corpo tenda a irrigidirsi e scomporsi per evitare di prendere troppa velocità.

Eppure i veri runner sono quelli che sanno sfruttare anche le discese per continuare a spingere e riguadagnare il tempo perduto durante le salite.

Come correre quindi in discesa?

Ecco alcuni semplici accorgimenti che si possono acquisire con un po’ di pratica.

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Lasciar andare le spalle a valle

Come prima cosa è bene non seguire l’istinto, che direbbe di tenere indietro le spalle, e invece conviene assecondare il movimento lasciando che le spalle si proiettino a valle: la postura corretta è infatti quella con le spalle perpendicolari all’appoggio dei piedi. Così facendo si riduce anche il rischio di spasmi costali, dovuti alla pressione del diaframma su fegato e milza (nel caso, il rimedio immediato è iperventilare per qualche secondo fino alla scomparsa del dolore).

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Appoggiare la pianta del piede, non il tallone

Un altro errore istintivo è quello di appoggiare per primo il tallone, come a voler frenare la caduta: questa tecnica scorretta non solo espone la zona del tallone a potenziali microtraumi, ma provoca anche sofferenza al quadricipite della coscia e al tendine rotuleo: mantenendo la corretta postura con le spalle in avanti si è anche indotti ad appoggiare prevalentemente la pianta del piede se non proprio l’avampiede, rendendo la corsa in discesa più fluida e meno traumatica.

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E non rattrappire le dita

Il timore di prendere troppa velocità porta spesso a tenere le dita a martello, ovvero rattrappite: anche in questo caso è un istinto da contrastare, lasciando che il corpo assuma la postura naturale sbilanciata a valle e il piede esegua il suo naturale movimento a terra.

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Mantenere le braccia vicine al corpo

Inevitabilmente però correndo in discesa vi ritroverete con un movimento scomposto delle braccia, con gli avambracci che non sfiorano più le creste iliache ma tendono a mulinare e roteare scomposti: per riprendere una corsa composta e fluida basta accorciare i passi, riducendo la velocità e riacquistando il giusto equilibrio.

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Sguardo sempre avanti

Infine, per non correre a strappi e con continui contraccolpi, è importante anche che lo sguardo sia sempre qualche passo avanti rispetto al punto in cui appoggiano i piedi: così si riesce a prevenire le eventuali irregolarità del terreno adattandovisi per tempo.

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Credits: FlickrCC Peter Mooney

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