Coronavirus e vacanze, che cos’è e come funziona il passaporto sanitario?

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Alcuni paesi come la Grecia e anche una regione italiana come la Sardegna sembra stiano pensando a affrontare l’estate del coronavirus ospitando turisti per le vacanze che abbiano il cosiddetto passaporto sanitario, ma che cos’è e a cosa serve? Si tratterebbe di un documento digitale sullo stato di salute di un turista per garantirne l’immunità dal Covid-19, ma si scontra con il parere dell’Oms che spiega che su questo fronte non esistono certezze. Intanto le compagnie aeree iniziano con gli esami del sangue prima dell’imbarco. Stando a quanto sappiamo oggi, sarà un’estate piuttosto incerta e macchinosa nelle procedure.

Coronavirus e vacanze, che cos’è il passaporto sanitario?

Il governo greco spinge per una riapertura dei confini ai turisti che arrivano con passaporti sanitari che certifichino l’assenza di contagio. La Croazia pensa di estenderli anche ai gestori di strutture dell’ospitalità, per garantire a sua volta i turisti. Ma se ne parla anche a Ischia e Capri e a Ibiza, tutti luoghi che non possono perdere una stagione turistica ma che devono farvi fronte in modo deciso.
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Quando si parla di passaporto sanitario (o passaporto di immunità) si intende così un documento elettronico che certifichi lo stato di salute di un individuo e confermi che il soggetto sia risultato negativo al Covid-19. I viaggiatori presenterebbero il documento sul proprio smartphone prima di salire a bordo del volo o del traghetto e poi verrebbero sottoposti a controllo della temperatura una volta sbarcati.
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Il passaporto sanitario è davvero efficace?

I governi di Germania, Francia e Regno Unito stanno cercando di mettere a punto con i comitati scientifici e aziende tecnologiche questi passaporti sanitari o di immunità per consentire alle persone di circolare liberamente nei loro paesi. Qualcosa di simile al codice QR che si usa in Cina, che verifica se un individuo presenta un rischio di contagio. Il passaporto utilizzerebbe dati dei test specifici per Covid-19 per certificare se le persone abbiano il virus o meno.
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Tuttavia sussistono dubbi sull’efficienza di questi documenti. Uno su tutti è quello di tipo medico: l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha affermato che attualmente non ci sono prove per dimostrare che le persone che sviluppano anticorpi dopo il recupero da Covid-19 siano immuni da una seconda infezione. Quindi non si può garantire l’accuratezza di un passaporto di immunità; non è un certificato che assicuri contro il rischio.
Insomma, la questione è spinosa e sono necessarie ulteriori ricerche prima che i passaporti sanitari siano praticabili. Ma già le compagnie aeree stanno andando in questa direzione, come Emirates, che ha iniziato a condurre test rapidi prima dell’imbarco, con un sistema di esame del sangue che dà risultati in 10 minuti.
(foto Geralt Pixabay)

 

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