Freeride e fuoripista: 8 consigli per cominciare

Gli amanti del fuoripista aumentano sempre di più, per il senso e la ricerca di libertà e divertimento che questa disciplina sa regalare. Lo dice anche l’Osservatorio italiano del turismo montano: il numero di sciatori che praticano esclusivamente il freeride sta aumentando sempre più e per questo motivo molte località in Italia si stanno votando a questa disciplina segnalando sulle cartine le aree adatte al fuoripista e installando dispositivi per il controllo del funzionamento degli apparecchi Arva. Chi ama sciare e ha provato almeno una volta nella vita ad andare veramente in fuoripista, sperimentando l’ebbrezza della neve fresca, sa che si tratta di un’esperienza completamente diversa dallo sciare in pista e che bisogna conoscere alcune regole essenziali. Eccole.

Conoscenza delle proprie capacità

Il freeride comporta una componente di rischio ed è quindi rivolto solo ed esclusivamente a sciatori esperti in grado di limitare i pericoli. Sciare fuoripista è molto più faticoso e impegnativo rispetto allo sciare in una pista battuta, quindi chi intende intraprendere questa attività deve sapere che deve essere sempre commisurata alle proprie capacità tecniche e fisiche, nonché all’esperienza sulla neve.

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Meteo

Bisogna sempre affrontare il fuoripista conoscendo prima le condizioni meteorologiche: il vento può creare disagi e modificare le condizioni del manto, mentre neve che cade e nubi basse possono ridurre la visibilità in modo anche drammatico, aumentando molto le difficoltà della discesa.

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Abbigliamento e attrezzatura

Un adeguato equipaggiamento consente di ridurre notevolmente i rischi. Oltre a scegliere quindi un abbigliamento adatto alle basse temperature, è bene sempre indossare un casco, portarsi una pala, un Arva e un zaino dove mettere un cellulare e la mappa degli impianti. L’Arva va indossato vicino al corpo, o al limite in una tasca chiusa da cerniera adeguatamente resistente.

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In caso di incidente

È fondamentale non levarsi l’attrezzatura, specie il casco: il pericolo finisce solo quando si è stati recuperati, quindi nel caso rimanete fermi e attendete i soccorsi, considerando che ogni movimento rischia di farvi sprofondare di più. Nel caso foste testimoni di un incidente o di una valanga chiamate immediatamente il 118 e fate avviare le ricerche segnalando l’incidente ai gestori degli impianti.

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Rispetto per gli altri e per la montagna

Amare la montagna significa rispettarla in ogni sua forma, quindi se si intuisce che il proseguimento dell’attività escursionistica impone rischi per sé o per gli altri serve avere il coraggio e il buon senso di fermarsi. Questa regola vale sempre e dovunque, quando abbiamo gli sci ai piedi.

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Non intraprendere un fuoripista da soli

La regola è di non praticare mai il freeride da soli, ma di scendere sempre in compagnia di qualcuno, assicurandosi che tutti abbiano sempre le attrezzature di sicurezza. Se non vi sentite abbastanza sicuri affidatevi a maestri e guide che conoscono il territorio e vi accompagneranno in totale sicurezza.

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Conoscenza del tracciato

Andare fuori pista non è una cosa da fare “a caso” o “quando capita”, ma va programmato studiando il tracciato. L’esperienza e la conoscenza della zona in cui sciamo ci aiuta a non prendere rischi eccessivi e a evitare le zone più pericolose. Attenzione che una traccia già percorsa non è automaticamente indice di sicurezza maggiore.

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Fattore valanga

Il rischio maggiore per chi pratica lo sci fuoripista sono le valanghe. Prima di entrare nell’area è indispensabile controllare sempre il bollettino valanghe che si trova sul sito della località. La scala del bollettino va da 1 a 5, da un rischio debole a un rischio molto forte passando per: 2 moderato, 3 marcato e 4 forte. Occorre ricordare che già a partire da un livello 3 il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi (30-35 gradi).

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Credits: Eider / Marco Tomasello

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