Il mandarino: le qualità del frutto principe di marzo

Il mandarino, di cui non si butta nulla, è un prezioso serbatoio di vitamina C e fibre, ricco di notevoli proprietà terapeutiche. Per questo è un elemento importante nella dieta di chi fa attività sportiva, sia a livello professionistico che amatoriale.

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L’unica rutacea dolce

Per chi se lo fosse dimenticato, ecco le cose essenziali da sapere sul frutto arancione: il mandarino, arrivato in Europa circa due secoli fa dalla Cina e dal Laos, appartiene (insieme al cedro e al pompelmo) alla famiglia delle Rutacee ed è l’unico, tra questi, ad avere un sapore dolce. E’ un frutto di facile reperibilità che spesso accompagna la fine dei nostri pasti invernali, abbondante nei mesi di febbraio e marzo.

È coltivato soprattutto nei paesi del Mediterraneo mentre in Italia le regioni che ne producono maggiori quantità sono la Sicilia, la Calabria e la Campania. Di solito viene mangiato fresco, ma si possono fare anche ottime marmellate, canditi e liquori.

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Benefici a tutto campo

I pregi del mandarino sono molteplici, così come i suoi benefici su chi lo assume regolarmente. Questo agrume, “inzuppato” di vitamina C, è uno strumento essenziale per mantenere reattivo il cervello: è noto, come afferma il dott. Pauling in un articolo apparso su”Science” del 1968, che il buon funzionamento dell’intelletto richiede la presenza delle molecole di molte sostanze differenti nel cervello come come biotina, acido ascorbico e acido folico, presenti in grandi quantità nella maggior parte degli agrumi presenti sulle nostre tavole come arance, mandarini e limoni.

Inoltre il dolce frutto è ricco di fibre e carotene che lo trasformano in un regolatore intestinale spesso consigliato in molte diete. La sua polpa succosa contiene calcio e potassio, indispensabili per il rafforzamento delle ossa e elementi utili per prevenire il raffreddore e per proteggere mucose e capillari.Infine, la sua buccia è ricca di limonane, un principio antiossidante in grado di ritardare l’invecchiamento della pelle; sempre dalla buccia si estrae un olio essenziale, capace di combattere insonnia e ansia.

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Come sceglierlo e conservarlo

I frutti migliori sono quelli che hanno una buccia lucida e di un arancione intenso. Si conservano bene a temperatura ambiente ma se li si mette in frigo la loro carica di vitamina C durerà più a lungo. Un tempo, la nonna li metteva sul termosifone per profumare la casa, ora possono seguirvi ovunque: piccoli e facilissimi da trasportare con i loro spicchi semplici da dividere, i mandarini sono l’ideale anche per uno spuntino di mezza giornata, in ufficio o in movimento; hanno anche una (poco scientifica) ricaduta positiva dal punto di vista psicologico: quando esplodono sulle papille gustative, riescono a dare per un piccolo istante la sensazione che stia arrivando l’estate.

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