La prova delle nuove Mizuno Mujin 3 e Mizuno Daichi da trail running

Quanti sono gli italiani che corrono, almeno saltuariamente, secondo gli ultimi dati ISTAT? Contemplando il più ampio spettro del running, da chi pratica solo mezz’oretta al parco la domenica mattina a chi si iscrive alla Maratona di New York, se ne contano 5 milioni – meno della metà, secondo le stime delle riviste specializzate e delle aziende che vendono calzature. Quanti di questi praticano il trail running, cioè la corsa su sterrato e preferibilmente in montagna con relative pendenze? Solo 30.000 e il numero è arrotondato per eccesso. Eppure chiunque sia minimamente appassionato di running dovrebbe avere nell’armadio un paio di scarpe da trail perché correre in mezzo alla natura e fare fatica in salita regala emozioni ed eccitazione sorprendenti, anche ai principianti. Nonostante i numeri minimi (in altri paesi europei la proporzione è invero molto meno sbilanciata), ogni azienda sente l’obbligo di studiare, produrre e mettere in commercio almeno un paio di scarpe da trail di buon livello. È il caso di Mizuno che ha appena presentato al mercato le sue nuove Daichi e Mujin 3 della linea Wave. Chi vi scrive, pur facendo parte dei runner della domenica, ha partecipato ad un test impegnativo di due giorni in cui entrambe le calzature – diciamolo subito, con suola Michelin – sono state provate da atleti professionisti, tecnici e giornalisti di riviste specializzate su un percorso nella Savoia francese con fango, neve, erba alta, attraversamento di torrenti e discese da rupi calcaree verticali – sia su single trail piuttosto tecnici che su larghi sterrati.

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20160615_110629Le Mujin 3 (155 e 145 euro, nelle versioni con e senza tomaia in Goretex), nelle intenzioni del brand giapponese saranno il prodotto di punta, evoluzione del modello precedente. Uno degli ingegneri che le ha studiate le ha definita come “le scarpe perfette per chi comincia a fare trail“, pur essendo il top di gamma Mizuno. È una scarpa comoda, con una ‘pianta larga’ e una suola piuttosto rigida, ben sostenuta e con un drop 12 (il tallone cioè è più alto della punta di 12 mm) che permette di appoggiarsi bene  in qualsiasi situazione di corsa in piano e dà sicurezza in discesa, progettata per i trail sulle lunghe distanze. Sono definite “con appoggio neutro” per quanto nel trail non esista e non sia necessaria una vera e propria distinzione tra scarpe neutre e da pronatori. La versione col Goretex è un po’ più pesante, appena meno reattiva ma molto comoda, ideale per chi vuole essere sicuro di non avere i piedi fradici correndo o camminando nella neve e attraversando i torrenti. Quello che fa la differenza in una scarpa del genere è certamente la suola che deve garantire stabilità, trazione elevata anche sui terreni fangosi e presa sicura in discesa, anche su terreni molto instabili. Michelin ha sviluppato un disegno e una mescola ad hoc per queste scarpe: il tratto principale della suola è la scanalatura a X – brevetto di Mizuno XtaRride e comune anche all’altro modello – posta in mezzo alla suola che dà la possibilità alla scarpa di adeguarsi perfettamente al terreno sconnesso senza perdere in stabilità. Ogni singolo tassello e ogni singola scanalatura studiati da Michelin non sono messi senza una ragione – alcuni con lo scopo di far defluire l’acqua e il fango dalla suola e altri per garantire aderenza e trazione anche nelle condizioni più particolari. La suola si chiama Michelin Twister: abbiamo provato a correre in discesa nell’erba alta bagnata senza “sgommare” nemmeno per un centimetro.

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20160614_180709La Daichi (130 euro in negozio) è stata in senso assoluto la scarpa più gradita da tutti. È una calzatura completamente nuova, “molto tecnica, più leggera della Mujin (siamo ben sotto i 300 grammi) ma non per questo deve essere scelta solo dai super atleti. Anche i runner poco esperti possono apprezzarla. Eccome. È una scarpa progettata per tracciati dalla lunghezza intermedia, pensata per una corsa veloce su ogni genere di superficie avendo dimostrato una grande tenuta in qualsiasi condizione. Più leggera, più agile… è perfino esteticamente gradevole, che non guasta mai.

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Daichi HommeSe le scarpe di Usain Bolt sono delle Ferrari, possiamo dire che le Mujin 3 sono delle Hammer e le Daichi sono un Suv BMW X3, agile, leggero e veloce. E ovviamente a trazione integrale. Anche in questo caso la suola Michelin – questa cosiddetta G-Adaptive è ispirata ad un pneumatico da ciclocross – dà un grande valore aggiunto alla qualità della calzatura: le logiche sono più o meno le medesime della precedente ma con un rinforzo ulteriore per una stabilità e resistenza aggiuntiva che compensa la tomaia più leggera e una scolpitura accentuata sul perimetro esterno per una migliore tenuta laterale nei cambi di direzione.

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