Le auto elettriche inquinano: solo la bici può rendere le città più green?

bicicletta

Gli investimenti nel settore delle auto elettriche non sono mai stati così corposi. Basti pensare che nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che spartirà in Italia i fondi europei del Next Generation EU, è previsto un investimento di 750 milioni di euro per realizzare le colonnine di ricarica in oltre 20mila nuovi punti.
E ancora: per rimanere in linea con le direttive europee, entro il 2030 dovranno circolare almeno 6 milioni di veicoli elettrici sul territorio dell’UE.
Tutte queste misure vengono adottate per mitigare il riscaldamento globale, con gli obiettivi di tagliare del 55% (rispetto ai livelli del 1990) le emissioni inquinanti entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Pubblicità

Le auto elettriche inquinano: solo la bici può rendere le città più green?

Uno studio ci spiega che anche le auto elettriche inquinano (e non poco), al punto che davvero si leva sempre più forte la voce che sostiene che la bicicletta è l’unica via per rendere le città più vivibili e green. L’impatto ambientale di chi pedala è imparagonabile con quello di chi guida un’auto.
Così, siamo sicuri che puntare tutto sulla e-car sia la direzione giusta per rendere il nostro pianeta, e le nostre città, a zero emissioni?

Le auto elettriche non sono la soluzione

Guardando i dati sembra di no. Attendere che tutto il parco auto europeo e globale sia elettrico richiederebbe troppo tempo: per ridurre le emissioni bisogna agire subito e in fretta. L’Italia, come tanti altri paesi europei ed extra-europei, produce l’elettricità (dunque il mix energetico per alimentare le auto elettriche) usando prevalentemente il carbone e il gas. Poi c’è il discorso della produzione e dello smaltimento delle batterie, su cui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi.

Ci sono delle tesi, come quella del CEO di Toyota (Akio Toyoda), secondo cui le emissioni totali di un’auto elettrica sarebbero maggiori rispetto a quelle generate per la fabbricazione di un’auto termica o ibrida, specialmente per colpa della produzione delle batterie e dello smaltimento di tutte le componenti.

Le auto elettriche, quindi, non hanno assolutamente un impatto ambientale irrisorio.
Al contrario, sono le biciclette che (statisticamente) sono dieci volte più importanti e decisive nell’ottica di ridurre al minimo le emissioni inquinanti provenienti dai centri urbani, che mai come in questo periodo si stanno aprendo alla mobilità sostenibile. A sostenerlo è un recente studio dell’Università di Oxford: ne parliamo qui sotto. 

L’impatto ambientale di chi pedala vs. l’impatto ambientale di chi guida

Per raggiungere il prima possibile i target climatici, bisogna investire con maggior decisione sulla mobilità ciclistica: più infrastrutture (come le recentissime bike lane), più bici, più agevolazioni (come il bike to work), più bonus o sconti (come il buono mobilità) e più informazione.
A testimoniarlo è stato il recente studio dell’Università di Oxford che abbiamo menzionato in precedenza. Gli esperti hanno preso in considerazione 4mila persone residenti a Londra, Orebro, Anversa, Barcellona, Roma e Zurigo per circa due anni. Ogni partecipante ha tenuto un diario di viaggio sul quale ha registrato, giorno dopo giorno, i propri spostamenti quotidiani: la durata, i chilometri, la destinazione, il mezzo utilizzato.
Gli autori dello studio hanno calcolato l’impronta di carbonio generata da ogni spostamento, e indovinate chi ha “vinto”? I ciclisti urbani. Chi pedalava quotidianamente era responsabile dell’84% di emissioni inquinanti in meno rispetto a chi non lo faceva.
>>LEGGI ANCHE: Mobilità urbana, ecco perché le corsie ciclabili colorate sono più sicure

Cosa succederebbe se un cittadino su cinque abbandonasse l’auto

Secondo lo studio, chi è passato dall’automobile alla bici anche per un giorno alla settimana, ha mediamente ridotto la propria impronta di carbonio di 3,2 chilogrammi. Passando alla comparazione tra mezzi: le emissioni prodotte dalla bicicletta (quasi nulle) sono trenta volte inferiori rispetto a quelle prodotte da un’auto a combustione e dieci volte inferiori a quelle prodotte da un’auto elettrica. E se solo un residente urbano su cinque passasse definitivamente dall’auto (sia classica, sia elettrica) alla bici, le emissioni provenienti dagli spostamenti delle città europee si abbasserebbero dell’8%.
Guardando i dati di TNMT sulle emissioni medie di carbonio per ciascun mezzo di trasporto, vediamo che le auto elettriche sono più impattanti dei treni, degli scooter a benzina, degli autobus, delle metropolitane.
La media di TNMT tiene conto di tutte le emissioni, sia quelle dirette (durante gli spostamenti) sia quelle indirette (durante la produzione dei mezzi).

E allora dobbiamo usare solo ed esclusivamente la bici?

In sintesi, possiamo affermare che l’auto elettrica non è e non sarà mai la panacea di tutti i mali, e che la bici rimane la soluzione più sostenibile (e anche più veloce) per spostarsi e rendere le città più vivibili e meno inquinate.
Ovviamente l’elettrico applicato ai mezzi pubblici è fondamentale, ed è sempre meglio avere un’automobile ibrida o elettrica piuttosto che un mezzo a benzina o addirittura a diesel. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, un’auto alimentata da batterie e ricaricata con l’energia elettrica proveniente dal mix medio europeo di fonti fossili (tra cui il carbone) e rinnovabili, permette di ridurre le emissioni fino al 30% rispetto a un’auto con motore a combustione.

Tuttavia, l’auto elettrica rimane ancora “roba per ricchi”, e finché i prezzi non si abbassano questo business non può decollare. E allora dobbiamo usare solo ed esclusivamente la bici? No, non vogliamo dire questo. L’approccio alla questione non deve essere integralista: un’Italia senza auto e con sole biciclette e monopattini elettrici non può esistere.
I paragoni con il Nord Europa reggono fino a un certo punto: in quei luoghi, spesso visti con ammirazione da parte di chi vive in Italia e ama la bici, ci sono un’altra mentalità, un’altra cultura e, soprattutto, delle infrastrutture ciclistiche adeguate. 

Abiti in una grande città? Lascia perdere l’auto

L’automobile rimane necessaria per chi vive nei piccoli centri: spesso il luogo di lavoro o la scuola dei figli distano decine di chilometri da casa, i trasporti ferroviari non collegano bene tutte le zone e spostarsi in bicicletta non sarebbe fattibile.
Il nostro focus di oggi, e quello dello studio dell’Università di Oxford, è però sulle grandi città. In questi centri, la macchina non serve (quasi) più: i mezzi pubblici sono sempre più efficienti, la sharing economy nel settore della mobilità green è ben consolidata, le infrastrutture ciclabili stanno aumentando e il concetto di “città in 15 minuti” si è ormai concretizzato.
Dunque, se vivi in una grande città e per fare 3, 4 o 5 chilometri usi l’automobile, ti stai comportando in maniera egoistica e non responsabile (anche nei confronti degli automobilisti che vengono da fuori e non hanno alternative).
Quello che abbiamo tracciato poco fa è però l’identikit di una efficiente metropoli europea: ben servita, bike friendly e ben collegata con dei mezzi pubblici puntualissimi che funzionano fino a tarda notte.
In Italia, oggettivamente, l’unica grande città che ultimamente si sta avvicinando a quella dimensione è Milano. Se da una parte è il cittadino che deve fare uno sforzo cambiando mentalità e abitudini, dall’altra deve avere le soluzioni per poterlo fare.
[Photo by: Flickr]

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Nessun Tag per questo post