25 modi + 1 per vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi

vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi

Caldo record, assenza di precipitazioni, nubifragi tropicali improvvisi, ghiacciai che si sciolgono, costo dell’energia alle stelle: se c’è un momento in cui vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi è proprio questo. Questo nel senso di momento storico, e questo nel senso di momento contingente: le vacanze sono ormai agli sgoccioli, tra poco ricominceranno a pieno regime tutte le attività, e tanto per l’ambiente quanto per il proprio portafogli il conto da pagare che ci verrà presentato potrebbe essere davvero caro.

25 modi + 1 per vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi anche a favore dell’ambiente

Già, ma come fare per vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi anche a favore dell’ambiente? Smetterla di pensare solo ai grandi sistemi, smetterla di pensare che ci debbano pensare altri a darci delle regole e dei limiti, e cominciare in quanto individui a ridurre le proprie emissioni di gas serra, il proprio consumo di materie prime, la propria impronta sull’equilibrio del pianeta. Partendo da piccoli e semplici cambiamenti delle abitudini che non richiedono né sforzo né soldi ma solo un po’ di impegno e un cambio di mindset.
Ma prima di vedere alcuni semplici modi per ridurre la nostra impronta di carbonio e consumo di risorse bisogna sapere da che punto partiamo. E il miglior strumento online è il calcolatore dell’impronta di carbonio dell’EPA – carbonfootprint.com – che può dare una misura concreta di quanto impatto abbiamo come individui sul pianeta e quanto potremmo risparmiare dei nostri soldi con qualche semplice cambiamento di stile di vita.

Vivere sostenibile partendo dal cibo che mangiamo

Il cibo che acquistiamo e mangiamo può avere più o meno impatto sull’impronta di carbonio che lasciamo sul nostro pianeta e sul consumo di risorse di cui siamo responsabili. Ecco alcune strategie per mangiare sano e preservare le risorse naturali.

1. Mangiare alimenti alla base della catena alimentare. Cioè soprattutto frutta, verdura, cereali e legumi. Il bestiame – carne e latticini – è responsabile del 14,5% delle emissioni globali di gas serra prodotte dall’uomo, soprattutto a causa della produzione e della lavorazione dei mangimi e del metano emesso da bovini e ovini (25 volte più potente della CO2 nell’intrappolare il calore nell’atmosfera nell’arco di 100 anni). Ogni giorno senza carne e ai latticini può ridurre la propria impronta di carbonio di 8 chili, ovvero 2.920 chili all’anno. Si può iniziare con un giorno senza carne a settimana, e poi aggiungerne un altro e un altro ancora.

2. Mangiare bio, locale e di stagione. Il trasporto di cibo da lontano, che sia su camion, nave, ferrovia o aereo, utilizza combustibili fossili per il carburante e per il raffreddamento per evitare che gli alimenti in transito si rovinino. Accorciare la distanza tra il luogo di produzione e quello di consumo riduce il consumo di risorse finite nonché l’impronta ambientale delle nostre abitudini alimentari.

3. Quando possibile acquistare cibo sfuso, senza confezioni o contenitori di plastica, oppure riutilizzare i contenitori che già abbiamo usato.

4. Ridurre gli sprechi alimentari pianificando il menu settimanale in anticipo, congelando l’eccesso e riutilizzando gli avanzi.

5. Se possibile, fare il compostaggio dei rifiuti alimentari, altrimenti fare la differenziata rispettando rigorosamente le indicazioni per la raccolta dell’umido.

Abbigliamento

Anche l’abbigliamento che indossiamo produce un’impronta ambientale e le nostre scelte possono davvero fare la differenza. Secondo numerosi studi il 20% dell’inquinamento delle risorse idriche globali dipende dall’industria della moda e l’industria tessile è considerata la seconda o la quarta più inquinante al mondo (in base a diversi metodologie e dati analizzati per stilare la classifica) e acquistare, indossare e riciclare consapevolmente i nostri capi d’abbigliamento può avere un enorme impatto.

6. No al fast fashion. Gli articoli di tendenza e a buon mercato che passano di moda rapidamente vengono gettati nelle discariche dove producono metano durante la decomposizione. Attualmente, un cittadino occidentale medio getta ogni anno circa 80 chili di vestiti, l’85% dei quali finisce in discarica. Inoltre, la maggior parte del fast fashion proviene da Paesi asiatici, con enormi consumi di combustibili fossili per il trasporto. La qualità paga sempre: meglio acquistare capi di qualità che durino nel tempo.

7. Lavare gli indumenti in acqua fredda. Ormai ci sono detersivi di origine vegetale i cui enzimi sono progettati per pulire meglio in acqua fredda. Ridurre o evitare i lavaggi in acqua calda o molto calda può far risparmiare in un anno oltre 200 kg di CO2.

Acquisti

8. Comprare meno roba, aggiustare di più, e quando possibile imparare ad acquistare prodotti usati o riciclati: non è necessario cambiare una giacca che si può rattoppare, non è necessario comprare una biciclettina nuova ai figli o nipoti quando ce ne sono di usate praticamente nuove, non è necessario comprare sempre il nuovo, imballato nuovo, quando ci sono un sacco di oggetti che possono andare benissimo benché già utilizzati.

9. Ridurre gli imballaggi, ridurre le borse, ridurre la plastica e la carta utilizzata per confezionare i prodotti: si può far la spesa con una borsa di tela riutilizzabile, si può evitare di prendere una borsa per un singolo prodotto acquistato, si possono evitare gli articoli con imballaggi in eccesso. Ci siamo mai chiesti quanta plastica produciamo ogni giorno a testa?

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10. Scegliere prodotti che consumano meno energia. Per esempio quelli tra gli elettrodomestici, prodotti da ufficio e da illuminazione che hanno il bollino Energy Star, cioè certificati per essere più efficienti dal punto di vista energetico, oppure a “parità” di prodotto quello che consumano meno (per esempio un computer laptop anziché un desktop).

11. Rivolgersi ai marchi che hanno certificazioni ambientali terze e indipendenti e che fanno della sostenibilità lungo tutta la loro catena di produzione un valore: qui per esempio spieghiamo cosa dicono le certificazioni eco & green dei capi sportivi

Abitazione

12. Cambiare tutte le lampadine a incandescenza con quelle a LED. Se non l’avete ancora fatto, può sembrare un costo ma i LED consumano 1/4 dell’energia e durano fino a 25 volte di più e non disperdono energia sotto forma di calore.

13. Spegnere sempre le luci nelle stanze da cui usciamo. Meglio ancora, se possibile, installare un sistema di domotica che consente anche di regolare l’intensità della luce, oltre che di scollegare tutti i dispositivi non in uso.

14. Regolare la temperatura dello scaldabagno a gas in modo tale che aprendo solo l’acqua calda questa sia alla temperatura giusta per lavarsi o lavare le stoviglie (senza dover aprire anche l’acqua fredda per abbassarne la temperatura).

15. Installare i soffioni frangi getto per ridurre il consumo di acqua.

16. Fare docce che durano massimo 3′, il tempo di una canzone.

17. Regola la temperatura interna di casa per risparmiare. Il che non significa tenere spento il riscaldamento, ma avere chiaro che in inverno ogni grado in meno consente di risparmiare circa il 6% di energia. Per essere più chiari, si può stare in casa anche con una temperatura tra i 18°C e i 21°C, ovviamente indossando un maglione e dell’abbigliamento caldo: oltre che una questione di risparmio economico e di risorse naturali, secondo l’OMS è anche la temperatura più salutare per il nostro organismo. Se poi si ha la possibilità di differenziare tra gli ambienti si possono tenere i 20°C/21°C nel salotto / living, i 19°C/20°C in cucina, dove tra fornelli e forno c’è sempre qualche grado in più, e tra i 16°C e i 18°C nelle camere da letto, perché come dicevano saggiamente le nonne si dorme con il “corpo al caldo e la testa al fresco”. E in estate con l’aria condizionata? Gli ormai famosi 25°C sono una temperatura più che accettabile per lavorare in ufficio e a meno di picchi “africani” anche in casa ci si può rinfrescare con il ventilatore, che consuma decisamente meno dell’aria condizionata.

18. Scegliere fornitori di energia green certificata: non tutti e non sempre possiamo autoprodurre l’energia di cui abbiamo bisogno o utilizzare sistemi come le pompe di calore abbinati ai pannelli solari, e allora se questo non è possibile è una scelta responsabile anche quella di acquistare energia da fornitori certificati di energia rinnovabile.

Trasporto

Un’auto media produce circa 5 tonnellate di CO2 all’anno (la media è sempre quella del pollo di Trilussa, perché poi il dato varia a seconda del tipo di auto, della cilindrata, del carburante utilizzato e del modo in cui viene guidata). Ma modificare il modo in cui ci spostiamo può ridurre significativamente il bilancio delle emissioni di anidride carbonica.

19. Usare meno l’auto privata. Quando è possibile preferire i mezzi pubblici, andare a piedi o in bicicletta, fare car pooling: così facendo non solo si riducono le emissioni di CO2, ma si diminuisce anche la congestione del traffico e il conseguente funzionamento al minimo dei motori.

vivere più sostenibile, ridurre i consumi, risparmiare risorse e soldi

20. Evitare la guida aggressiva e nervosa: accelerare e frenare repentinamente può comportare un consumo di carburante fin del 40% superiore rispetto a una guida costante e tranquilla.

21. Fare la regolare manutenzione della propria auto può ridurre del 4% i consumi.

22. Accorpare le commissioni: un solo giro per più commissioni consente di risparmiare carburante e ridurre la congestione del traffico.

23. Utilizzate applicazioni per il traffico come Waze o Maps per evitare di rimanere bloccati negli ingorghi.

24. Nei viaggi più lunghi, andare a velocità costante (anche grazie al cruise control) consente di risparmiare benzina.

25. Se possibile evitare di volare: per le medie distanze ormai ci sono treni concorrenziali anche in termini di tempo. Se non si può rinunciare a volare, meglio farlo senza scali intermedi poiché gli atterraggi e i decolli consumano più carburante e producono più emissioni. E quando si vola è bene evitare di portare peso superfluo nel proprio bagaglio, che contribuisce all’aumento dei consumi di carburante.

Compensare e agire politicamente

26. Infine un punto aggiuntivo: se ce lo si può permettere, si possono compensare le proprie emissioni di carbonio versando somme di denaro a progetti che riducono i gas serra in altre parti del mondo e si impegnano a protezione del clima. Se non ci si può permettere questo esborso economico si può agire politicamente, dal livello locale a quello nazionale e oltre, scegliendo rappresentanti che si impegnano contro il cambiamento climatico e non lo negano e facendo pressione sui propri rappresentanti affinché si impegnino concretamente in questa direzione.

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