Sogni di Grande Nord di Cognetti è un elogio di Into the wild

sogni-di-grande-nord-cognett-film

Sogni di Grande Nord, il film di Paolo Cognetti che si può vedere su Raiplay in streaming, fra le altre cose è un elogio di Into the wild. Della storia emozionante, ma anche del suo tragico e controverso protagonista Chris McCandless, delle grandi distese del Nord del mondo, della scelta di andarsene, della diversità.
Un bel film da vedere, che ti lascia qualcosa.

Sogni di Grande Nord di Cognetti e Into the wild

Uno scrittore che racconta di un suo viaggio in Alaska sulle tracce di altri scrittori e di se stesso. Si poteva temere un eccesso di retorica ‘montanara’ in un film del genere.
I momenti un po’ telefonati e autocelebrativi non mancano:
“Sento la bussola che mi spinge verso nord”
“Come era bello il mondo quando l’uomo non c’era”
“La notte fa più paura da dentro casa che fuori nel bosco”

Ma non si esagera. Sogni di Grande Nord è una serie di cose molto interessanti. Un bel film emozionante, una guida per un  viaggio letterario fra Canada e Alaska, una autobiografia di un autore, una riflessione su noi stessi, una presa di posizione sulla controversa storia di Into the Wild raccontata da Jon Krakauer nel libro (1996) e da Sean Penn nel film (2007).
E una immersione nella natura raccontata bene.

Di cosa parla Sogni di Grande Nord

Paolo Cognetti e l’amico pittore Nicola Magrin si mettono in viaggio per le montagne del Nordamerica, un percorso esistenziale sulle orme degli scrittori e personaggi che hanno più inciso sulla formazione di Cognetti.
Cioè Raymond Carver, Jack London, Henry David Thoreau e, appunto, Chris McCandless e il suo Magic Bus.
Nel loro viaggio incontrano persone in fuga dal mondo, da una coppia di milanesi che vive in una baita, una scrittrice di viaggi solitaria e dropout di ogni genere che finiscono qui come spinti su un piano inclinato di una vita andata storta. IN un luogo inospitale in cui l’uomo non dovrebbe vivere.

Paolo Cognetti e Into the Wild

Dopo gli spazi immensi del Canada, gli scenari mitici dello Yukon, le chiacchiere davanti al fuoco, le rievocazioni dei grandi scrittori, il pellegrinaggio nel Grande Nord ha il suo culmine nello spiazzo del Magic Bus dove McCandless passò gli ultimi giorni.

Cognetti e Magrin attraversano il fiume che Chris non riuscì a superare, autocondannandosi a morte, poi salgono sull’autobus verde, lo aprono e si fermano a esplorarlo, sdraiandosi sul giaciglio. In silenzio una sequenza molto riuscita e emozionante.
I due italiani sono stati fra l’altro gli ultimi a vedere il Magic Bus nel suo luogo originario: nel 2020, poco dopo le riprese di Sogni di Grande Nord, l’autobus n.142 è stato prelevato e spostato dall’esercito americano per ragioni di sicurezza.

Lo scrittore di Le otto montagne rivela il suo debito nei confronti della storia di McCandless e della sua scelta estrema di andare da solo nel bosco. Una vicenda che lo ha toccato nel profondo e ispirato, come per molti altri amanti della vita all’aria aperta. La scelta di andarsene da Milano a 30 anni per una baita in Valle d’Aosta è nata anche da quel libro.

Cognetti dice che si trova spesso a difendere, di fronte alle critiche, quella scelta ‘scriteriata’ che ha portato Chris alla morte. E si dichiara ammirato per uno che ha passato quasi tre mesi da solo in un bosco sperduto, cosa che l’autore italiano non sarebbe in grado di fare.
Insomma, un amore incondizionato per Chris McCandless e il mito di Into the Wild, come quello per il fascino oscuro del Grande Nord e le sfide che rappresenta.

Leggi anche

Sogni di Grande Nord, il trailer

Il film è diretto da Dario Acocella, che insieme a Paolo Cognetti e Francesco Favale è anche autore della sceneggiatura. È prodotto da Samarcanda Film con Feltrinelli Real Cinema e Rai Cinema, con il sostegno della Regione Valle d’Aosta e del MIBACT.
Dura 81 minuti.
Ecco il trailer

 

Dove vedere Sogni di Grande Nord

Dopo il passaggio i tv in prima serata il 26 agosto, il film di Cognetti è ora visibile in streaming su Raiplay. Ma è anche presente sulle piattaforme di Google Play, Amazon Prime Video e Apple Tv, a pagamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...

Il valore del silenzio
Odio i trolley
Odio i trolley
13 Aprile 2024