ACI contro ciclisti: che cosa sta succedendo

ACI contro ciclisti: che cosa sta succedendo? Le dichiarazioni del presidente Sticchi Damiani non sono passate inosservate, e la richiesta delle associazioni pro-bici non riguarda solo le dimissioni del numero uno dell’ACI. Ma lo scioglimento dello stesse ente.
Quella tra l’Automobile Club d’Italia (ACI) e le associazioni che promuovono la mobilità sostenibile è una disputa emblematica delle tensioni che, in Italia, stanno nascendo tra gli automobilisti più fieri e i ciclisti che rivendicano più spazio e tutele. La polemica è scoppiata l’11 settembre, quando sulla pagina Facebook dell’ACI, ente pubblico non economico che fa parte del CONI, è stata pubblicata una dichiarazione (estratta da un’intervista al Sole 24 Ore) alquanto discutibile del suo presidente Angelo Sticchi Damiani in merito agli autovelox urbani: “Premesso che i controlli di velocità servono, in certi tratti è facile sforare i limiti senza particolari pericoli. Ora che per favorire bici e monopattini potrebbero proliferare le Zone 30, rischiamo di multare tanta gente che va solo a 40”. Il giorno dopo, nel corso di un’intervista a RaiNews24, il numero uno dell’ACI ha ribadito la sua posizione: “Gli autovelox fanno arrabbiare l’automobilista e non aiutano il rapporto fiduciario tra gli enti e l’automobilista. L’automobilista va aiutato e accompagnato, non sanzionato e punito”.
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Sticchi Damiani si riferisce chiaramente alle nuove norme della mini-riforma del Codice della Strada: un argomento molto caldo che abbiamo approfondito qui e qui. Con queste dichiarazioni, però, ha sostanzialmente giustificato gli automobilisti a superare i limiti (imposti dalla legge) in alcune situazioni, quando l’eccesso di velocità sui mezzi a motore è la prima causa di incidenti in Italia. A questo punto il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti, che rappresenta decine e decine di associazioni ambientaliste e promotrici della mobilità sostenibile (tra cui la FIAB e Legambiente), ha deciso di prendere posizione in maniera netta. Le parole di Sticchi Damiani, infatti, è come se fossero state la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
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Il Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti ha scritto e firmato una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, a tre ministeri (Sport, Economia e Finanze, Infrastrutture e Trasporti) e all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Le richieste all’interno del documento sono tre: le immediate dimissioni del presidente Angelo Sticchi Damiani “per quanto dichiarato e più volte confermato”; il ritiro delle competenze in capo all’Automobile Club d’Italia e il termine di qualsiasi forma di contribuzione indiretta o diretta all’ente; lo scioglimento dell’ACI stesso e la conseguente assegnazione al Governo di tutte le funzioni di questo ente. Tra i motivi della terza richiesta, senza dubbio molto forte, c’è il fatto che l’ACI avrebbe un costo stimato di circa 200 milioni di euro all’anno per le casse pubbliche. L’ACI, al momento, non ha ancora replicato ufficialmente a questa lettera.

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