Bonus bici fallito: come chiedere i danni a Poste Italiane

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Si possono chiedere i danni a Poste Italiane per via del fallimento del bonus bici?
La risposta è sì, perché la mancata erogazione del bonus non è arrivata a causa dell’esaurimento dei fondi o di problemi tecnici del sito del buono mobilità, bensì per via dell’inadeguatezza dei sistemi informatici del servizio PosteID con cui accedere tramite le credenziali SPID (essenziali per richiedere il bonus bici).
Insomma, chi ha usato Poste Italiane come Identity Provider con cui iscriversi al Sistema Pubblico di Identità Digitale (e non è riuscito a ottenere il buono mobilità), può ottenere il risarcimento dei danni. In questo articolo vi spiegheremo come fare, ma prima facciamo un passo indietro per capire cosa non ha funzionato.

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Ore e ore di attesa per il bonus bici, poi l’impossibilità di registrarsi a causa del sito di Poste Italiane

Premessa: tanti utenti sono riusciti a richiedere e ottenere il rimborso/sconto del bonus bici (rimangono 181milioni sui 215milioni iniziali), specialmente coloro che erano i primi nella sala d’attesa digitale. Con l’aumentare delle persone connesse contemporaneamente per il click day, però, in troppi hanno avuto stesso problema: non riuscire ad accedere allo SPID attraverso il sito e l’App di Poste Italiane.
Noi, così come tanti altri (basta leggere i tweet con gli hashtag #buonomobilità e #posteitaliane per capirlo), abbiamo fatto 3 ore di coda in attesa di poter richiedere il rimborso. Dopodiché si è aperto il servizio PosteID per inserire le credenziali Spid e accedere, ma da quel siamo rimasti bloccati. Sia il sito sia l’App di Poste Italiane, infatti, erano in “down”: nessun segnale di vita. Abbiamo provato e riprovato, ma nulla. Intanto i 20 minuti necessari per registrarsi sono scaduti, il sistema informatico ci ha riportato al punto iniziale e abbiamo dovuto aspettare altre 4 ore (le persone davanti a noi erano più di 500mila) per un nuovo turno.
Terminata la seconda “coda”, si è ripresentato lo stesso scenario del primo tentativo: era impossibile accedere al Sistema Pubblico di Identità Digitale tramite il sito di Poste Italiane. “Impossibile raggiungere il sito – Posteid.poste.it ha impiegato troppo tempo a rispondere” o “429 – Too Many Request” sono stati i due messaggi ricevuti dagli utenti a cui è stato negato l’accesso al bonus a causa del mancato riconoscimento con Spid di Poste Italiane. Senza quel passaggio, infatti, non si può andare avanti nel processo di registrazione per richiedere il rimborso del buono mobilità.
Siamo rimasti a bocca asciutta, noi come migliaia di cittadini. Qualche utente ha avuto problemi anche con Tim (uno degli altri Identity Provider con cui fare lo SPID), ma il peggiore è stato di gran lunga il servizio di Poste Italiane. Era prevedibile, considerando la formula del “vince chi si registra per primo” su cui si è basato il click day del bonus bici.

Come chiedere i danni a Poste Italiane per il mancato accesso al bonus bici

In seguito alle numerose segnalazioni ricevute, l’Associazione per i Diritti degli utenti e Consumatori (Aduc) ha pubblicato un comunicato molto importante. In sostanza, ha spiegato come chiedere i danni a Poste Italiane in caso di mancato accesso al rimborso a causa del malfunzionamento del servizio Poste ID con SPID.
Innanzitutto, è necessario inviare a Poste Italiane una lettera di messa in mora per raccomandata con ricevuta di ritorno o Posta Elettronica Certificata (PEC). La lettera deve contenere una descrizione dei fatti che danno il diritto a una certa prestazione, richieste puntuali per la risoluzione del problema, la fissazione di un termine e la minaccia di agire per vie legali nel caso in cui Poste Italiane non provvedesse a soddisfare le richieste. Il termine deve essere di 30 giorni: se entro quelle tempistiche Poste Italiane non dovesse rispondere positivamente, sarà possibile contattare il Giudice di pace della propria città (anche senza avvocato) per ottenere il risarcimento del danno pari al rimborso o buono perduto.
[Photo by: Pexels / Pixabay]

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