È morto Cesare Maestri

È morto Cesare Maestri

È Morto Cesare Maestri. L’alpinista trentino, soprannominato il “Ragno delle Dolomiti” si è spento ieri sera all’età di 91 anni in ospedale a Tione, dove era appena stato ricoverato per l’aggravarsi delle sue già precarie condizioni di salute. La notizia è stata diffusa con un post su Facebook dal figlio Gian: “Questa volta Cesare ha firmato il libro di vetta della scalata sulla sua vita. Un abbraccio forte a chi gli ha voluto bene“.
Cesare Maestri era nato a Trento il 2 ottobre 1929. Militante partigiano nel movimento di Liberazione durante la Seconda Guerra Mondiale, aveva poi studiato arte a Roma e si era dedicato alla politica nel PCI prima di dedicarsi all’alpinismo conquistandosi la fama di “pioniere del sesto grado”.

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Da oltre 40 anni Cesare Maestri viveva a Madonna di Campiglio, dove era Guida Alpina e Maestro di Sci. Nel corso della sua carriera alpinistica Cesare Maestri ha portato a termine oltre 3500 scalate, per lo più in solitaria e sulle Dolomiti, a cominciare dalla solitaria sulla via Detassis-Giordani al Croz dell’Altissimo e la discesa della Paganella.
Tuttavia il nome di Cesare Maestri rimarrà per sempre legato alle ascese sul Cerro Torre in Patagonia. Un primo tentativo nel 1957, con la spedizione guidata da Bruno Detassis, terminato con la rinuncia, il ritorno in Patagonia alla fine del 1958 e l’ascesa con Toni Egger e Cesarino fava all’inizio del 1959. La morte di Toni Egger, precipitato con la macchina fotografica, scatenò dubbi e polemiche, compresa quella avanzata da Reinhold Messner secondo il quale Maestri si sarebbe fermato prima della vetta. Una presa di posizione che spaccò il mondo dell’alpinismo, con molti altri che non trovarono motivi di dubitare della versione di Maestri, e lo stesso Ragno delle Dolomiti che si stancò di replicare.
Nel 1970 Cesare Maestri tornò in Patagonia al Cerro Torre per salirlo con il compressore grazie al quale attrezzarono oltre 350 metri di parete ma senza risalire il fungo di ghiaccio che ricopre la vetta.
La sua carriera alpinistica è continuata fin oltre i 70 anni, partecipando anche alla spedizione del 2002 “A 8000 for peace”, sullo Shishapangma.

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