Le città dove vivere meglio il lockdown (per gli sportivi)

città dove vivere meglio il lockdown

Ci sono città dove vivere meglio il lockdown dal punto di vista degli sportivi? Città dove senza uscire dai confini è possibile non solo correre e pedalare ma anche arrampicare, nuotare, fare immersioni, escursioni, andare a vela e perfino fare sci alpinismo? Oggi ci sono quattro regioni rosse (più la provincia di Bolzano cioè l’Alto Adige), dove è consentito praticare attività sportiva individuale ma senza uscire dai confini comunali. Ma è probabile che tra pochi giorni possano essere di più e inevitabilmente tutti avremo sempre più limitazioni alla nostra libertà di spostarci e di fare sport. Palestre, piscine e centri dove praticare lo sport indoor sono già chiusi da tempo e ci è consentito solo fare sport esclusivamente all’aria aperta, esclusivamente da soli ed entro i confini del nostro Comune di residenza. Abbiamo quindi provato a chiederci quali siano i Comuni italiani più outdoor-friendly, che possano regalare ai propri abitanti la possibilità di praticare il maggior numero di attività all’aperto, magari anche con un minimo di panorama nelle migliori condizioni (soprattutto in questo periodo di inizio inverno) e magari anche in un bello scenario naturale. Se state pensando che vi piacerebbe vivere nella isolatissima Livigno (dove già oggi ad esempio si può andare a far fondo) o all’Isola della Maddalena (dove oggi ci sono ancora 19°C  gradi e si potrebbe andare in spiaggia) avete ragione. Ma mentre molti pensano di fuggire nei piccoli comuni noi abbiamo abbiamo pensato a chi vive nei 107 capoluoghi di provincia.

Trento

Tra le città dove vivere meglio il lockdown c’è senza dubbio Trento. Forse non molti sanno che il territorio del Comune di Trento non comprende solo l’area nel fondovalle lungo l’Adige dove si estende la città ma anche la cima del Bondone, la “montagna dei trentini”. Sulle cartografie della provincia, compare proprio uno spuntone tra il Comune di Garniga Terme e quello di Cavedine che appartiene a Trento e corrisponde più o meno alla Strada Provinciale 85 che sale dalla città e che ospita parte del tracciato della leggendaria “Charlie Gaul”, la granfondo di ciclismo inserita nel calendario delle UCI World Series. Chi vuole pedalare sale da qui mentre chi ama correre in salita, fare trail, mountain bike o semplicemente fare un’escursione può arrivare fino in cima al Viote a 1563 metri e poi su fino alla cima del Palon a 2098 metri. In città, i runner vanno a correre sulle sponde dell’Adige.

Lecco

Quel ramo del Lago di Como che volge  mezzogiorno è tra le città dove vivere meglio il lockdown, dove si può fare tantissimo outdoor. All’interno dei confini comunali ci sono diversi km di costa non solo del lago principale ma anche del Lago di Garlate dove normalmente si può andare in canoa. “Ovviamente un posto come Lecco può essere l’idea per le uscite in barca“, ci dice Pippo Erroi, titolare del tour operator specializzato Horca Myseria che ha varie scuole di vela in Italia:  “La vela è equiparabile a qualsiasi altro sport outdoor. Se un residente possiede una barca a vela ed è in grado di uscire e di rientrare da solo dallo stesso ormeggio nel proprio Comune, niente gli impedisce di praticare“. Detto che c’è una ciclabile lunga diversi km sul lungolago frequentata sia dai ciclisti che dai runner, a Lecco si può fare tanta MTB e tanto trekking visto che nei suoi confini rientra perfino la vetta del Resegone a 1875 metri di quota. E si potrebbe perfino teoricamente sciare ai Piani d’Erna o quantomeno fare scialpinismo e andare con le ciaspole risalendo la montagna dei Piani d’Erna.

Cagliari

In inverno non ci sono moltissimi fenicotteri rosa (solo piccoli gruppi che rimangono in attesa del periodo di nidificazione) ma lo Stagno di Cagliari – una zona di protezione speciale di importanza internazionale e una delle aree umide più grandi d’Europa – rientra nel territorio comunale e può diventare un parcogiochi per gli amanti dell’outdoor. È possibile fare trekking e birdwatching in piena solitudine, nonché pedalare lungo gli argini. Acque dolci, salmastre e marine hanno portato allo sviluppo di una biodiversità incredibile che non si può trovare in nessuna altra riserva naturale italiana. Fortunati i cagliaritani in possesso di una canoa o di un sup per attraversare in sicurezza quelle acque. Uno dei percorsi runnning preferiti dai cagliaritani poi è quello che dalla marina corre lungo il mare fino quasi al confine con il Comune di Quartu Sant’Elena per poi girare tutto attorno alle saline e tornare al punto di partenza.

Ravenna

Sapevate che il Comune di Cerignola ha una superficie pari a tre volte quella di Milano? Banalmente, quando devi stare attento a pedalare entro i confini del tuo comune come impone il DPCM circa le zone rosse, anche la sua estensione diventa importante. Il secondo più grande d’Italia (dopo Roma) ad esempio è Ravenna che in effetti può ben proporsi come città outdoor ed essere annoverata per questo tra le città dove vivere meglio il lockdown. Ha una superficie pedalabile o percorribile di ben 653 kmq: tra i tanti, c’è un itinerario che dal centro scende al mare fino a Punta Marina Terme per poi risalire fino al Porto Corsini e ancora più a nord fino a Marina Romea tornando in centro lungo la SS309 ed è lungo una ventina di chilometri.  Si contano ben nove lidi sulla cui spiaggia lungo cui correre in riva al mare, per non parlare della Pineta e del Parco di Teodorico. C’è anche chi fa immersioni nel mare davanti a Ravenna, nell’attesa di andare alle Maldive l’anno prossimo: “L’ultimo DPCM consente ai subacquei con licenza di fare attività autonoma nel proprio comune, senza passare da un diving center (il che significa che bisogna avere una bombola di proprietà) e senza condividere il barchino con un collega“, ci dice Luca Laudati, direttore delle riviste specializzate di Sub e Apnea Sub. “È più probabile che in questa stagione si preferisca fare immersioni in apnea per andare a caccia di qualche grosso pesce da mettere in tavola“. E se non sapete l’ultima sui pavoni a Ravenna, vi consigliamo di leggere qui.

Torino

Ci sono molti altri capoluoghi di provincia che potrebbero essere citati tra le città dove vivere meglio il lockdown ma Torino si fa preferire per varie ragioni: all’interno dei confini comunali, tutta l’area a est del fiume Po – Borgo Po, Reaglie, Pian del Lot – è veramente verdissima e in mezzo alla natura. È possibile anche fare delle uscite a cavallo nel bosco. Ciò che fa la differenza però sono le due alture che rendono il lockdown degli appassionati di bici e di MTB senza limiti: il Colle di Superga (672 metri slm) e il colle della Maddalena (716 metri) permettono a tutti di divertirsi e fare fiato in salita.

> Se sei in dubbio su cosa puoi fare dal punto di vista dello sport nelle diverse zone rosse, gialle e arancioni puoi leggere tutti i nostri approfondimenti qui.

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