Quando Briatore se la prendeva con i maratoneti

Quando Briatore se la prendeva con i maratoneti

Ve lo ricordate quando Briatore se la prendeva con i maratoneti? Era il 20 marzo 2020, la pandemia era da poca esplosa tra noi, del Coronavirus sapevamo poco o nulla, né sapevamo come curarlo e come contenerlo. Erano i giorni della caccia all’untore, in perfetto stile Promessi Sposi, individuati di volta in volta nei runner, nei ciclisti, in quelli col cane e chi più ne ha più ne metta. Peraltro, sarebbe bastato nei giorni del lockdown rileggere i capitoli 31 e 32 del libro del Manzoni per avere tutto già ben chiaro: gli untori che diffondono la pesta su mandato del cardinale Richelieu e delle potenze straniere (i complottisti di oggi), i politici inetti e inerti, la credulità del “volgo profano” e il relativismo dei maître à penser. Noi non vogliamo essere tra quelli che ora alzano il ditino e affermano “ve l’avevamo detto”, il senno di poi è sempre troppo facile. Né ci piace la legge del contrappasso e non vogliamo scomodare anche Dante, ci mancherebbe: preferiremmo davvero che nessuno, Vip o meno, risultasse positivo. Nemmeno il buon Flavio. Però l’anatema del guru di Verzuolo qualche pensiero ce lo fa tornare in mente:

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Gli italiani, che prima per fare 100 m per andar a comprare le sigarette prendevano la macchina, adesso son tutti diventati maratoneti! Bisogna bloccare questi incoscienti e irresponsabili che sono causa di questa continua diffusione del corona virus. Una vergogna. Lancio una proposta al Governo: chi infrange le regole venga multato immediatamente: 200 euro da pagare subito altrimenti si viene condotti direttamente in caserma e si esce solo su cauzione! I soldi raccolti andranno agli ospedali. Tolleranza zero per questi idioti che mettono a rischio la vita di tutti.

 

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Gli italiani, che prima per fare 100 m per andar a comprare le sigarette prendevano la macchina, adesso son tutti diventati maratoneti! Bisogna bloccare questi incoscienti e irresponsabili che sono causa di questa continua diffusione del corona virus. Una vergogna. Lancio una proposta al Governo: chi infrange le regole venga multato immediatamente: 200 euro da pagare subito altrimenti si viene condotti direttamente in caserma e si esce solo su cauzione! I soldi raccolti andranno agli ospedali. Tolleranza zero per questi idioti che mettono a rischio la vita di tutti. #stateacasa #iostoacasa #italianiacasa #italylockdown #covıd19 #coronavirus #coronavirusitalianews #emergenza #governoitaliano #palazzochigi @palazzo_chigi

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A noi non interessa se vai al Billionaire o in cima a una montagna. Se il tuo sport preferito è correre o sciabolare una magnum di Veuve Cliquot. Se ti alzi alle 5 pimpante per andare a correre o torni a casa alle 5 barcollante e non è per l’acido lattico. Il mondo è abbastanza grande per dare spazio a tutti. La questione non è cosa fai ma come lo fai. Cioè il senso di responsabilità individuale e verso la collettività. Non ci piacevano nemmeno i grupponi di ciclisti che, non appena scattata la Fase 2, se ne infischiavano del distanziamento fisico e delle scie di droplet, se è per questo. Ci piace capire le cose e comportarci di conseguenza.
Il distanziamento fisico è efficace nel contenere il contagio? E allora manteniamo le distanze fisiche, sia per fare una corsa che per bere un aperitivo. Pulirsi le mani è una misura individuale di igiene efficace? E allora ci laviamo le mani spesso e comunque ogni volta che siamo in una situazione potenzialmente a rischio. La mascherina riduce il rischio di diffusione del contagio e protegge soprattutto gli altri, in una logica di responsabilità verso le fasce più deboli? E allora quando necessario e prescritto indossiamo la mascherina. La soluzione perfetta, efficace e indolore non esiste, e i continui distinguo non aiutano affatto, come scriveva già il Manzoni parlando de “l’imperfezione degli editti, la trascuranza nell’eseguirli, la destrezza nell’eluderli
Lo ripetiamo: la questione non è cosa fai, ma come lo fai. Il Coronavirus c’è, è ancora tra noi, ci rimarrà a lungo e ormai abbiamo imparato a conoscerlo. Pochi e semplici comportamenti possono permetterci di tenerlo sotto controllo e fare una vita abbastanza simile a quella di prima, che ci piaccia andare a correre o in discoteca. Altrimenti le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, con i focolai che si accendono un po’ ovunque e lo spettro di un nuovo lockdown che ci aspetta con il ghigno stampato in volto. Nel dubbio rileggere i capitoli 31 e 32 dei Promessi Sposi e sottolineare la frase “Parlare è talmente più facile che pensare“.

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