Riapertura palestre e piscine? Speranza per maggio 2021

Riapertura palestre e piscine? Speranza per maggio 2021

Sulla riapertura di palestre e piscine c’è speranza che possa avvenire a maggio 2021. Non prima, perché l’attuale DPCM firmato dal premier Mario Draghi è valido fino al 30 aprile e una possibile mitigazione delle misure restrittive anti-covid potrebbe essereci solo dal 20 aprile, solo nelle regioni con numeri da zona gialla (e attualmente sono Lazio, Umbria, Abruzzo, Marche, Liguria, Veneto, Basilicata, Molise, Trentino Alto Adige e Sicilia) e inizialmente solo per ristoranti e bar che possono consentire il consumo all’aperto e con il dovuto distanziamento.
Di fatto non ci saranno regioni ufficialmente “gialle” prima del 1 maggio, come stabilito dall’ultimo DPCM Draghi, ed è notorio ormai che il CTS sulla riapertura di palestre e piscine è sempre stato estremamente cauto nonostante il rischio di trasmissione sia meno dell’1% per 100.000 ingressi. Un aiuto potrebbe arrivare dalle proposte del ministro Franceschini per la riapertura di teatri e cinema, con l’idea di consentire l’accesso a chi ha effettuato un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o è già stato vaccinato, previa prenotazione online.

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La prenotazione online è già stata ampiamente implementata da numerose piscine, palestre e centri fitness, e la riapertura a maggio potrebbe avvenire almeno per le lezioni individuali, almeno nel primo periodo. In ogni caso l’essere in zona gialla è condizione necessaria ma non sufficiente (vale il caso della Sardegna, che nemmeno in zona bianca ha consentito la ripresa delle attività) per riaprire i centri fitness. Le divisioni all’interno del Governo, del CTS e anche del parlamento (a marzo Montecitorio ha respinto un’emendamento al decreto Covid-elezioni per la riapertura di piscine, palestre e scuole di danza con 217 voti contrari, 66 favorevoli e 160 astenuti) non aiutano a fare chiarezza per questo settore.

Palestre, piscine, scuole di danza e centri fitness sono chiusi ormai da inizio ottobre e per un settore da 180mila imprese, 700mila lavoratori dipendenti e 280mila professionisti il rischio è che molte realtà non abbiano la forza di riaprire. Un settore il cui giro d’affari pre-pandemia era di circa 12 miliardi l’anno e che nel 2020 ne ha perso almeno la metà.

Credits photo: by Vecteezy

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