I viaggiatori che desiderano la vera solitudine sanno bene quanto sia difficile individuare angoli costieri protetti dalla calca. In loro aiuto, però, è arrivata la società JB.com che ha analizzato numerose località balneari mondiali incrociando dati precisi per strutturare un elenco scientifico delle coste più silenziose della Terra. La ricerca ha preso in esame il volume delle ricerche mensili sul web, le valutazioni degli utenti, le temperature estive medie, la quantità di strutture ricettive disponibili e l’assenza di bar o ristoranti nelle immediate vicinanze. Il risultato premia 5 litorali remoti che hanno trasformato la distanza logistica in un elemento di selezione naturale per il turismo consapevole: le potete scoprire nella gallery.
Minicoy Island, India
Questo lembo di terra nell’arcipelago di Lakshadweep, situato nel Mar Arabico al largo della costa sud-occidentale indiana, detiene il primato globale della tranquillità. Il merito risiede in un sistema di permessi d’ingresso rigido e in una traversata marittima in barca della durata di 18 ore che scoraggia i visitatori occasionali. Sul territorio di Minicoy Island sono attive soltanto 4 strutture per il pernottamento, a fronte di ben 78000 ricerche mensili sul web e recensioni su TripAdvisor con la media di 4.9 su 5. La zona conserva intatta la propria identità grazie al faro storico risalente al 1885 e a fitte piantagioni di palme da cocco. Foto: By Ajmal Hussain PKH – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
Whitehaven Beach, Australia
La seconda posizione appartiene a Whitehaven Beach, custodita all’interno del Whitsunday Islands National Park, nella regione del Queensland. I rari visitatori raggiungono la riva esclusivamente a bordo di imbarcazioni autorizzate o idrovolanti, trovando un ambiente selvaggio privo di stabilimenti balneari, locali o ristorazione. L’attrazione principale è costituita dalla sabbia bianchissima formata per il 98% da pura silice, lambita da acque limpide e trasparenti. .
Cala Goloritzé, Italia
Il terzo gradino del podio spetta all’Italia con Cala Goloritzé, celebre insenatura sarda della costa orientale racchiusa nel golfo di Orosei. Il sito è raggiungibile soltanto attraverso un impegnativo percorso di trekking a piedi tra i sentieri del Supramonte, oppure via mare con imbarcazioni prive di motore termico. La tutela come Monumento Naturale italiano garantisce la conservazione della gola calcarea e della sua caratteristica guglia di roccia che sovrasta il mare turchese.
Pasjaca Beach, Croazia
Pasjaca Beach è una stretta striscia costiera che si trova nella regione di Konavle, nella parte meridionale del territorio croato, nascosta sotto una falesia a picco sul mare Adriatico. Il transito richiede la discesa di una ripida scalinata scavata direttamente nella pietra della parete rocciosa, un percorso che funge da barriera per il turismo di massa. La formazione geologica nacque durante la costruzione di un tunnel nel 1955, quando le rocce di scarto vennero modellate dalle onde marine.
Playa Tecolote, Messico
La quinta posizione della rassegna è occupata da Playa Tecolote, distesa situata nello stato della Bassa California del Sud, precisamente vicino alla città di La Paz. L’area si affaccia sul Mare di Cortez ed è caratterizzata da venti costanti e panorami desertici che creano un contrasto cromatico con l’azzurro dell’acqua. La distanza dai flussi turistici principali della vicina Cabo San Lucas permette di mantenere un’atmosfera autentica e rarefatta.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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