L’Istria ha due facce. La prima è quella dei resort, dei porti turistici, delle città storiche con i ristoranti affollati in agosto.
La seconda è quella di Kamenjak — una striscia di terra calcarea nella punta più meridionale della penisola, coperta di macchia mediterranea, profumata di fiori selvatici, con il mare che cambia colore ogni cento metri.
Premantura è il paese che ci sta davanti — 850 abitanti, qualche market, un ristorante, la torre storica alta ventisette metri. Poi finisce la strada, comincia il parco e comincia qualcosa di completamente diverso.
La penisola di Kamenjak: cosa è e come girarla
Capo Kamenjak — chiamato anche Punta Kamenjak o Capo Promontore — è una riserva naturale protetta. La penisola è lunga 3,4 km e larga tra i 500 e i 1600 metri. Al suo interno: oltre 30 baie, undici isolette, 600 specie vegetali, fauna selvatica e quasi zero strutture fisse.
L’accesso in auto è possibile ma sconsigliato — le strade sterrate sono polverose e sconnesse, parcheggiarsi è difficile in alta stagione e il rischio di graffiare la carrozzeria è reale. Il modo migliore è lasciare l’auto a Premantura e entrare a piedi o in bici. A piedi si cammina liberamente, si scende alle calette quando si vuole, si cambia direzione senza logistica. In bicicletta — idealmente una MTB o una gravel — si copre l’intera penisola in poche ore.
L’ingresso al parco ha un piccolo costo — qualche euro per i pedoni, di più per le auto.
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Le spiagge: trenta baie, una sola di sabbia
La costa di Kamenjak è quasi interamente rocciosa — lastre di calcare bianco che scendono in gradoni verso un mare tra le sfumature del turchese e del verde smeraldo. Non è il tipo di posto per chi cerca sabbia e ombrellone. È il posto per chi ama nuotare da una roccia piatta, esplorare calette a cui si arriva solo a piedi o in kayak, stare in un posto senza musica e senza bar a due passi.
La Stupice è tra le baie più frequentate — grande, comoda, con un camping vicino. Le scogliere della punta sud sono il ritrovo degli appassionati di tuffi: altezze variabili, acqua profondissima, correnti marine da non sottovalutare. Chi non ha esperienza di tuffi da scogliera fa bene a osservare prima di lanciarsi.
In mezzo alla penisola, quasi nascosta dalla vegetazione, si raggiunge l’unica spiaggia di sabbia del parco — piccola, con scale di legno per scenderci, acqua bassa e graduale. È la più fotogenica e anche la più affollata — vale la pena arrivarci presto o tardi nel pomeriggio.
Il Safari Bar
All’estremità meridionale della penisola, in una posizione che sembra quasi impossibile, sorge il Safari Bar — una costruzione di paglia e bambù assemblata con oggetti di recupero, sculture di materiali riciclati, decorazioni bizzarre che sembrano uscite da un cantiere lasciato a metà. È l’unico posto nel parco dove si mangia e si beve.
Non è un bar in senso convenzionale — è più un’installazione artistica con un frigorifero e qualche tavolino. Birra fredda, succhi, qualcosa da mangiare. Vista sul mare aperto, isola di Cres all’orizzonte, Velebit sullo sfondo nei giorni limpidi. Va cercato, non si trova per caso — ma chi lo trova capisce perché è diventato un simbolo del posto.
Le orme dei dinosauri
Non molti lo sanno, ma nella parte settentrionale della penisola sono state rinvenute impronte di dinosauro fossilizzate nella roccia calcarea. Risalgono al Cretaceo — circa 100 milioni di anni fa, quando questa parte dell’Adriatico era un bassofondo fangoso frequentato da grandi rettili.
Sono visibili direttamente sulla superficie delle rocce, senza vetrine né recinzioni. Bisogna sapere dove guardare — ma le mappe del parco le indicano.
Premantura e i dintorni
Il paese di Premantura ha poco da offrire in termini di attrazioni, ma ha tutto quello che serve come base. La Torre di Premantura — alta 27 metri, a pianta quadrata, con un orologio meccanico azionato da pesi di pietra — è il simbolo del borgo.
A dieci chilometri verso nord c’è Pola — una città che merita almeno mezza giornata. L’anfiteatro romano è tra i sei più grandi e meglio conservati al mondo, costruito nel I secolo d.C. con una capienza originaria di 20.000 spettatori. Il Foro romano, l’Arco dei Sergi, le mura storiche — Pola è una città densa di storia e molto più tranquilla di Venezia o Spalato.
A cinquanta chilometri verso nord-ovest si trova Rovinj (Rovigno) — considerata da molti la città più bella dell’Istria, con il centro storico che sale su una penisola e la chiesa di Sant’Eufemia visibile da tutto il golfo. È l’abbinamento ideale per un weekend — Rovinj il primo giorno, Premantura e Kamenjak il secondo.
Come arrivare dall’Italia
Dall’Italia settentrionale Premantura è raggiungibile in auto in circa due ore da Trieste (148 km), tre ore da Venezia, tre e mezza da Milano. Si prende l’autostrada A4 fino a Trieste, poi si entra in Slovenia e si percorre la A9 croata fino all’uscita per Pola — da lì sono dieci minuti.
I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre — il mare è già caldo, le spiagge sono libere e il parco ha ancora colori vividi. Luglio e agosto sono affollati, soprattutto nei fine settimana, e trovare posto nelle baie più note richiede di muoversi presto.
Info pratiche
Dove: Premantura, Istria, Croazia — 10 km da Pola
Come arrivare: da Trieste ~148 km; da Venezia ~260 km; da Milano ~450 km; autostrada A4 + A9 croata, uscita Pola
Parco Kamenjak: ingresso a pagamento (pedoni ~3 euro, auto ~10-15 euro in stagione)
Come muoversi nel parco: a piedi o in bici — consigliato rispetto all’auto
Noleggio bici: disponibile a Premantura e a Pola
Unico bar nel parco: Safari Bar, all’estremità sud — no carta, contanti
Camping: Arena Stupice Campsite nei pressi del parco — prenotare in estate
Periodo consigliato: maggio-giugno e settembre-ottobre; luglio-agosto molto affollato
Da abbinare: Pola (anfiteatro romano, 10 km), Rovinj (50 km), Parenzo (80 km)
Foto Canva, Medulin Riviera
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