Prova – Helly Hansen Winter Running

Challenger Jacket. Il secondo strato, in doppia versione, a maniche lunghe o con taglio Vest smanicato. Sì, è un vero giacchino che veste ben strutturato, non morbido ma aderente nei punti strategici (i fianchi e le maniche, dove le infiltrazioni di aria fredda sono più fastidiose e insodiose) e con inserti stretch nei punti più ergonomici - come il dorso e le ascelle - in modo da permettere movimenti sciolti delle braccia e del busto quando corriamo nei boschi, in montagna o comunque su terreni variabili.
Helly Hansen Challenger Jacket
Helly Hansen Challenger Vest
Helly Hansen Challenger Vest
Helly Hansen Charger tight
Helly Hansen Charger tight
H2 Flow Jacket

[slideshow post_id=”7914″]

Se le temperature fredde non fermano i runner metropolitani figuariamoci i trail-runner che non aspettano altro che la neve per correre su un manto bianco immacolato. E per loro Helly Hansen, che da sempre produce capi per la montagna e il mare, ha sviluppato una collezione di capi – dall’intimo all’H2 Flow Jacket, una vera e propria giacca riscaldante – davvero tosti, di quelli che indossi per andare a correre quando gli altri preferiscono stare accanto al camino con una tazza di tè caldo.

Ci siamo vestiti proprio come in foto, cominciando dalla t-shirt Pace, una vera t-shirt traspirante, buona da sola in estate ma perfetta anche come primo strato che stacca il sudore dalla pelle e gli permette di evaporare anche se sopra indossiamo almeno altri 2 o 3 strati di abbigliamento, e poi siamo usciti a correre in una di quelle mattine di gennaio in cui il freddo lo senti nel naso e nelle ossa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA