Grassi idrogenati: l’unico vero “cattivo” da eliminare subito dalla tua spesa

Mentre la scienza riabilita burro e uova, c'è un tipo di grasso che resta il nemico pubblico numero uno della salute cardiovascolare: i grassi trans industriali. Creati in laboratorio per rendere i cibi più croccanti e conservabili, sono i principali responsabili dell'infiammazione cronica. Impariamo a riconoscerli (anche quando si nascondono).

Grassi idrogenati

Nel mondo della nutrizione le mode cambiano: un anno i carboidrati sono il nemico, l’anno dopo lo sono i grassi saturi. Ma c’è una sostanza su cui non esiste dibattito, solo una condanna unanime da parte di medici e ricercatori: i grassi trans (o grassi idrogenati).

A differenza dei grassi che troviamo in natura, questi sono “mostri” creati in laboratorio attraverso un processo chimico chiamato idrogenazione, nato per trasformare oli vegetali liquidi in grassi solidi a temperatura ambiente. Il risultato? Un prodotto che costa pochissimo, dura anni sullo scaffale e rende i cibi irresistibilmente croccanti, ma che il nostro corpo non sa come gestire.

Perché sono così pericolosi?

L’impatto dei grassi trans sulla salute è devastante perché agiscono su due fronti contemporaneamente, come un killer perfetto per le tue arterie.

L’evidenza scientifica: Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO), il consumo di grassi trans è responsabile di oltre 500.000 decessi per malattie cardiovascolari ogni anno. Questi grassi non solo aumentano il colesterolo “cattivo” (LDL), ma abbassano attivamente quello “buono” (HDL), un effetto doppio che nessun altro grasso naturale produce.

Dove si nascondono i “veri cattivi”?

Oggi molte aziende li hanno eliminati, ma la vigilanza deve restare alta, specialmente nei prodotti ultra-processati. Ecco dove trovarli più spesso:

  • Margarine e panificati industriali: Merendine, biscotti di sottomarca e paste sfoglie pronte.

  • Snack salati e fritture industriali: Patatine nel sacchetto e prodotti da fast-food fritti in oli esausti e idrogenati.

  • Cibi “light” o proteici di bassa qualità: Spesso, per migliorare la consistenza di barrette o pasti pronti poveri di zuccheri, vengono aggiunti grassi vegetali idrogenati.

Grassi idrogenati

Come leggere l’etichetta (Il trucco del detective)

Le aziende sanno che la parola “idrogenato” spaventa. Per questo devi cercare tra gli ingredienti diciture come:

  1. “Grassi vegetali parzialmente idrogenati” (I peggiori in assoluto).

  2. “Oli vegetali idrogenati”.

  3. “Grassi vegetali non idrogenati” (Sono una scelta migliore, ma spesso si tratta di olio di palma, che pur essendo naturale, va consumato con moderazione).

Il consiglio per chi fa sport

Per chi cerca la performance outdoor, i grassi trans sono un freno a mano tirato. Aumentano l’infiammazione sistemica, rallentando il recupero muscolare e rendendo le articolazioni più rigide e dolenti. Se vuoi che il tuo corpo risponda al meglio durante una scalata o una corsa, devi fornirgli “materiale da costruzione” di qualità, non scarti chimici che le tue cellule faticano a smaltire.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUI GRASSI BUONI E QUELLI CATTIVI PER LA TUA ALIMENTAZIONE? LEGGI ANCHE GLI ALTRI NOSTRI ARTICOLI QUI.

Conclusione

La regola è semplice: meno un cibo è processato, meno probabilità ci sono che contenga grassi trans. Torna ai grassi della tradizione (olio EVO, burro, noci, avocado) e lascia sullo scaffale tutto ciò che promette di restare “croccante per mesi”. Il tuo cuore e le tue gambe ti ringrazieranno alla prossima salita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...