Cosa succede al nostro cervello quando litighiamo con gli altri

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Uno studio ha scoperto cosa succede quando litighiamo con gli altri: il cervello fa fatica a lavorare.
Quando siamo d’accordo con gli altri il nostro cervello, al pari di quello di chi ci sta di fronte, mostra una calma sincronicità di attività focalizzata nelle aree sensoriali, come a dire che è rilassato, pacifico e l’attività elettrica occupa poco spazio nella materia grigia. Quando invece non siamo d’accordo, si attivano molte altre regioni del cervello coinvolte in funzioni cognitive superiori. Come a dire che si fa più fatica, si consumano più energie.
La scoperta arriva da uno studio di Yale e dell’University College di Londra i cui ricercatori hanno trovato un modo per scrutare nel cervello di due persone contemporaneamente mentre sono impegnate in una discussione.
Capire come funziona il nostro cervello mentre siamo in disaccordo o d’accordo è particolarmente importante in situazioni di forte polarizzazione politica come quelle che stiamo vivendo in questi anni, osservano gli autori.
Quando sono in discordia, due cervelli impegnano molte risorse emotive e cognitive in modo disarmonico, “come un’orchestra sinfonica che suona musica diversa”, si legge nel paper. Quando siamo in sintonia con gli altri invece “c’è meno impegno cognitivo e più interazione sociale tra i cervelli dei parlanti, simile a un duetto musicale”.
In ogni caso sappiamo come uno dei migliori amici del cervello è lo sport. 

Cosa succede quando litighiamo con gli altri: il cervello fa fatica a lavorare

“Il nostro intero cervello è una rete di elaborazione sociale”, spiega l’autore senior Joy Hirsch, “tuttavia, ci vuole solo molto più spazio per il cervello per non essere d’accordo che per essere d’accordo”.
Lo studio, pubblicato su Frontiers of Human Neuroscience, ha coinvolto 38 adulti, a cui è stato chiesto di dire se erano d’accordo o in disaccordo con una serie di affermazioni come “il matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto civile” o “la marijuana dovrebbe essere legalizzata”.
Grazie a una tecnologia di imaging chiamata sono riusciti a registrare la loro attività cerebrale durante le discussioni.
E hanno appunto scoperto che quando le persone erano d’accordo, l’attività cerebrale risulta armoniosa e tende a concentrarsi sulle aree sensoriali del cervello come il sistema visivo, (presumibilmente in risposta ai segnali sociali del loro partner).
Durante le controversie queste aree del cervello sono meno attive, ma l’attività aumenta nei lobi frontali del cervello, sede di funzioni esecutive di ordine superiore. “C’è una sincronicità tra i cervelli quando siamo d’accordo”, spiega l’autore senior Joy Hirsch, “Ma quando non siamo d’accordo, l’accoppiamento neurale si disconnette”.
[Foto di Vera Arsic da Pexels]

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