Cosa fare per i piedi freddi dopo lo sport (o dopo ore da seduti)

In inverno dopo un trekking a temperature particolarmente basse, una pedalata in mtb o una giornata sulle ciaspole come sugli sci può accadere di ritrovarsi con i piedi freddi. Niente di strano: è l’organismo che, registrando una situazione di difficoltà termica, induce una vasocostrizione delle estremità per mantenere il sangue e quindi il calore nelle zone dove risiedono gli organi vitali. Ecco qualche semplice e veloce soluzione al problema, che può tra l’altro manifestarsi anche quando per lavoro si sta ore seduti oppure fermi in piedi.

Per non avere i piedi freddi mentre si fa sport

Ovviamente, calze e scarpe tecniche giocano un ruolo fondamentale per mantenere i piedi alla giusta temperatura durante le attività outdoor. Attenzione, però: sono davvero ok se, una volta infilate, lasciano le dita dei piedi libere di muoversi, facilitando così la circolazione del sangue. Se risultano troppo strette, finiscono invece solo per favorire la vasocostrizione messa in atto dal corpo quando il termometro punta verso il basso.

Per le calze va poi considerato il tessuto: i modelli più economici hanno di solito un doppio strato di spugna, i migliori presentano invece un’alta percentuale di lana merino, che oltre al calore assicura una perfetta traspirazione (se il piede rimane sudato, risulta infatti ancora più facilmente preda del freddo). Lo strato non deve poi essere uniforme: in generale, dita, tallone e arco del piede devono risultare ben protetti, mentre la pianta deve favorire la traspirazione insieme con altri punti di aerazione “strategicamente” distribuiti.

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Un discorso a parte merita la mountain bike: pedalando, il sangue viene infatti naturalmente richiamato verso polpacci, cosce e glutei, quindi è ancora più facile ritrovarsi con i piedi freddi quando si è in sella. Per sapere come proteggerli adeguatamente, insieme con tutto il resto del corpo, clicca qui.

Per non avere i piedi freddi dopo lo sport

Diverse sono le possibili soluzioni per riattivare la circolazione del sangue alle estremità inferiori al rientro a casa dopo un allenamento al freddo o una prolungata uscita sulla neve. Eccole di seguito.

Pediluvi. Mettere i piedi in una bacinella d’acqua calda è già una buona mossa di per sé. Ma il pediluvio risulta ancora più efficace se si aggiunge una bustina di polvere di zenzero, di sale di Epsom o più semplicemente di bicarbonato. Sono infatti tutte sostanze che favoriscono la vasodilatazione e quindi un rapido ritorno di sangue (e di calore) ai piedi. Un’altra soluzione sta nel riempire una bacinella di acqua fredda e una di acqua calda: si inizia tenendo i piedi per 1-2 minuti nella prima, quindi li si immerge nella seconda per il medesimo tempo e così via per circa 15 minuti. L’alternanza di caldo/freddo stimola infatti a sua volta la circolazione, favorendo il ripristino di una normale temperatura corporea anche alle estremità inferiori.

Massaggi. Se non è possibile fare un pediluvio, sempre con l’obiettivo di riattivare la circolazione si può procedere a un massaggio “mirato”. Una mano sull’arco e l’altra sulla pianta del piede, bisogna andare verso le dita esercitando una leggera pressione con movimenti circolari. Per aiutare il ritorno del sangue in zona, serve inoltre contrarre e distendere ripetutamente le dita dei piedi ed eseguire anche alcune rotazioni della caviglia, prima in senso orario e poi in senso antiorario.

Cibi e bevande. Una tazza di caffè o di tè bollente non è una buona idea per restituire calore alle estremità del corpo dopo un’escursione o un training al freddo: queste bevande hanno infatti un effetto vasocostrittore. Per ridare spinta alla circolazione, sono invece perfetti una tisana di zenzero o un infuso di rosmarino. Se poi si deve pranzare o cenare, niente di meglio di un pizzico di peperoncino nel piatto (e non solo per riscaldarsi, come puoi scoprire cliccando qui).

Se si hanno i piedi freddi da seduti

Il problema dei piedi freddi può manifestarsi anche in ufficio o a casa (specie in questi tempi di smart working) dopo che si rimane a lungo seduti alla scrivania, così come se per lavoro si è costretti a stare ore fermi in piedi. In entrambi i casi il disturbo è la conseguenza di una cattiva circolazione indotta proprio dalla postura forzata e una soluzione tanto semplice quanto efficace sta nel fare 5-10 minuti di camminata sul posto, cercando di far rullare bene il piede per stimolare al meglio la circolazione. Quest’esercizio aiuta tra l’altro anche a scaricare un poco lo stress, che secondo diverse ricerche può essere a sua volta coinvolto con i fenomeni di vasocostrizione che portano ad avere i piedi freddi mentre si è davanti al computer. Per la prevenzione, specie se si fa un lavoro sedentario, può invece essere utile il regolare ricorso alla vite rossa (integratore o pomata), riconosciuta come un ottico tonico per la circolazione periferica.

Se il problema dipende da una malattia

Avere costantemente le mani e i piedi freddi, indipendentemente dalla temperatura o da altri fattori, suggerisce invece di farsi vedere dal proprio medico. In questi casi il fenomeno può infatti dipendere dalla sindrome di Raynaud (una patologia non grave, ma che induce un’eccessiva vasocostrizione ai danni delle estremità e può anche richiedere cure farmacologiche), così come può essere il segnale di problemi di circolazione collegati al diabete o ad altre patologie per le quali è fondamentale una diagnosi precoce.

Credits: foto di revac film’s&photography da Pexels.

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