Cosa fare con le punture di zecca (e come toglierla)

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Le punture di zecca sono più frequenti e possono essere più pericolose di quanto si tende a pensare. Le zecche sono infatti delle aracnidi, parenti quindi di ragni, acari e scorpioni, molto diffuse in prati e boschi, e che per vivere devono fare talvolta dei pasti a base di sangue, motivo per cui si attaccano a diverse specie, dagli animali selvatici all’uomo. Durante una passeggiata in montagna, se si corre nei sentieri o tra i boschi, ma anche in mountain bike o in campeggio non è quindi impossibile, né raro, essere morsi da una zecca. Il problema è che la puntura di zecca spesso non provoca né prurito né arrossamento, motivo per cui non ci si accorge del loro morso e del fatto che possono rimanere attaccate. Nell’un caso e nell’altro però le zecche potrebbero trasmettere alcuni batteri o virus responsabili di varie malattie anche potenzialmente pericolose.

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Punture di zecca: che malattie possono trasmettere

Tra le malattie che le punture di zecca possono trasmettere all’uomo ci sono il morbo di Lyme, l’encefalite da zecche, la rickettsiosi o la febbre ricorrente da zecche. La trasmissione dei microrganismi responsabili di queste malattie non è però automatica e non avviene a ogni morso di zecca: solo infatti le zecche portatrici del germe responsabile di ciascuna di queste malattie sono pericolose, e non tutte le zecche sono portatrici di questi batteri e virus.

La malattia di Lyme, o borreliosi, è una malattia infettiva il cui primo sintomo è un anello rossastro sulla cute che si espande lentamente, che può degenerare in conseguenze anche gravi (che abbiamo spiegato nel dettaglio qui) e che tuttavia si può curare con una terapia antiobiotica. Anche l’encefalite da punture di zecca è una malattia infettiva, che spesso è asintomatica e che però in alcuni casi può provocare sintomi come quelli dell’influenza e, in una minoranza di casi, causare problemi al sistema nervoso come l’encefalite.

Dove c’è il rischio di essere morsi dalle zecche

Le zecche vivono ovunque ci siano verde, erba alta, cespugli, fogliame, quindi boschi, prati incolti, zone umide di confine tra prati e boschi, prevalentemente in zone collinari o di bassa montagna ma non esclusivamente. Esistono moltissime (nell’ordine delle centinaia) tipologie di zecche, in Italia si trovano praticamente ovunque, dalle Alpi alla Sicilia, con un rischio maggiore di essere morsi dalle zecche nelle zone alpine e prealpine e in regioni come Liguria, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. In tutte queste zone occorre prestare particolare attenzione nei mesi caldi, da maggio a fine ottobre o comunque dalla primavera al tardo autunno, e sarebbe buona norma, dopo ogni escursione, corsa, giro in bici o momento di gioco in aree con erba alta, cespugli o bosco, fare un’accurata ispezione di tutta la superficie cutanea alla ricerca di questi animaletti delle dimensioni da pochi millimetri a un paio di centimetri, in genere di colore rosso/marrone, dal corpo tondeggiante e con la testa che non si distingue dal corpo.

Cosa fare nel caso di punture di zecca

La cosa migliore sarebbe prevenire i morsi delle zecche, ma per fare questo bisognerebbe evitare le zone in cui si trovano più facilmente (ma questo ci toglie il piacere di stare nella natura, anche se stare sui sentieri segnati riduce il rischio) oppure coprirsi completamente, con maniche lunghe e pantaloni lunghi, meglio se infilati nelle calze (ma in estate non sempre questo è possibile). Allora un buon consiglio può essere quello di vestirsi di chiaro (così se si attaccano agli indumenti si vedono meglio) e magari cospargerli di permetrina, che è un antiparassitario piretroide a tossicità molto bassa per i mammiferi (ma attenzione ai gatti ne sono invece facilmente intossicabili) dato che possono pungere anche attraverso gli abiti oppure infilarsi sotto in qualunque zona del corpo fare una accurata ispezione dopo ogni momento passato in ambienti a rischio di punture di zecca. Non solo quindi mani, caviglie, braccia e polpacci ma anche schiena, sotto le ascelle, dietro le cosce, sul collo, nell’inguine: magari dopo aver fatto una doccia ci si può far dare una occhiata da un’altra persone che è con noi per maggior sicurezza.

Punture di zecca: come toglierla

Nel caso di punture di zecca bisogna poi provvedere a togliere l’animale dalla pelle, che è un’operazione non difficile ma abbastanza delicata. Tra i tanti metodi per togliersi una zecca dalla pelle il più pratico ed efficace è quello che prevede l’uso di una pinzetta (motivo per cui si trovano sempre nei coltellini svizzeri). Come prima cosa occorre afferrare la zecca con la pinzetta nel punto più vicino alla pelle: siccome la zecca avrà infilato la sua mandibola nella pelle bisogna tirare con pressione costante e delicatezza evitando di strappare o torcere l’animale, con il rischio di lasciare le mandibole sotto pelle (nel qual caso si può provare a toglierle sempre con l’ausilio della pinzetta). A questo punto è utile disinfettare, con dell’alcol, e/o lavare la zona con del sapone e acqua corrente, e immergere la zecca nell’alcol per poi gettarla nel WC.

Cosa non fare nel caso di punture di zecca

Tra le cose da non fare nel caso di punture di zecca c’è coprire l’arrossamento o la zona del morso con del cerotto, e sicuramente anche cospargere del petrolio sulla zona. È invece il caso di ricordarsi della puntura e, nel caso di sintomi come febbre, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari o gonfiore e dolore alle articolazioni, farsi controllare da un medico spiegandogli di essere stato morso da una zecca.

Credits photo: CC Freestockphotos

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