Melanoma, allarme Italia: + 20% di tumori della pelle in un anno

E’ allarme melanoma per l’Italia: nel giro di un anno i tumori della pelle sono infatti aumentati del 20%, passando dai 12.300 registrati nel 2019 ai quasi 14.900 diagnosticati nel 2020. Il melanoma è così la neoplasia che ha fatto registrare l’incremento più elevato nella nostra popolazione e gli specialisti riconducono la causa a due principali fattori. Il primo, da intendersi positivamente in termini di prevenzione secondaria, è la disponibilità di migliori strumenti per la diagnosi e la maggiore partecipazione dei cittadini alle campagne di sensibilizzazione per il controllo dei nei. Il secondo, invece, è dato dalle conseguenze della scorretta esposizione al sole e anche dell’utilizzo delle lampade solari, inserite dall’Agenzia internazionale della ricerca sul cancro (IARC) tra i fattori cancerogeni di massimo rischio, al pari del fumo di sigaretta.

A rischio gli under 50

“Nel nostro Paese, il melanoma è il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne della medesima fascia d’età”, spiega la professoressa Paola Queirolo, direttore della Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. “Il rischio di insorgenza è legato a fattori genetici, fenotipici e ambientali. Il più importante è identificato nell’esposizione ai raggi Uv, in rapporto alle dosi assorbite, al tipo di esposizione (intermittente più che cronica) e all’età (a maggior rischio i bambini e gli adolescenti). L’incremento stimato nell’ultimo anno è in linea con la tendenza che osserviamo da tempo. Nel periodo 2008-2016, infatti, i melanomi sono stati i tumori che hanno registrato il maggior incremento medio annuale, sia negli uomini (+8,8%) che nelle donne (+7,1%) e in tutte le fasce di età. Si tratta di una crescita molto sostenuta che, sebbene rispecchi esposizioni volontarie ai raggi Uv iniziate nei decenni scorsi e la recente disponibilità di tecniche diagnostiche sempre più accurate, indica la necessità di implementare interventi tempestivi di prevenzione primaria, proprio per invertire questa preoccupante tendenza nei prossimi anni”.

Le regole della prevenzione

“Le regole da seguire sono semplici”, prosegue la professoressa Queirolo: “non bisogna esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, la crema protettiva deve sempre essere applicata e le lampade solari vanno assolutamente evitate. E ogni anno è necessario sottoporsi al controllo dei nei da parte del dermatologo: in particolare, il cambiamento nella forma, dimensione o colore di un neo rappresenta un segnale d’allarme da non sottovalutare e che deve spingere a un immediato controllo”.

Consigli da tenere a mente anche e soprattutto da parte di chi fa sport outdoor e quindi passa più tempo all’aria aperta, esposto alla luce solare. Non a caso l’Australia, nazione “outdoor” per eccellenza, registra in termini assoluti la maggior incidenza di melanoma rispetto al numero di abitanti, anche se grazie a sempre più numerose campagne di sensibilizzazione è ora l’unico Paese al mondo in cui il numero dei nuovi casi di melanoma è in diminuzione.

Una richiesta al Servizio sanitario nazionale

Come sempre in campo oncologico, una diagnosi tempestiva è determinante. “Se individuato precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto guaribile”, conferma il dottor Michele Del Vecchio, responsabile di Oncologia Medica Melanomi della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano. “Purtroppo, però, una parte delle diagnosi avviene già in fase avanzata o evolve in questo stadio progressivamente. Per questi casi, nel maggio 2016 l’agenzia regolatoria europea (EMA) ha approvato la combinazione di due molecole immuno-oncologiche, nivolumab e ipilimumab, che ha mostrato di poter garantire una sopravvivenza a 5 anni del 52% dei pazienti. In Italia, al momento, questa terapia combinata non è però rimborsata dal Servizio sanitario nazionale ed è invece necessario che lo sia, come già accade in altri Paesi europei, per offrire soprattutto ai malati con melanoma in stadio avanzato un’efficace alternativa di cura”.

Credits foto: NEOSiAM 2020 da Pexels.

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