Ansia da Coronavirus: come riconoscerla e cosa fare

Ansia da Coronavirus: come riconoscerla e cosa fare

L’ansia da Coronavirus è uno degli effetti collaterali di questa pandemia. Preoccuparsi è umano, soprattutto davanti a eventi di cui si fatica anche solo a immaginare l’esito, ed è naturale anche aver paura e ricadere così in stati di stress e ansia. E secondo i dati del XII Congresso Nazionale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia sono più di un milione i casi oggi diagnosticabili di decadimento della salute mentale, che vanno dall’ansia cronica alla depressione e fino ai disturbi ossessivo-compulsivi post traumatici. La Dottoressa Angela Pellecchia , Psicologo e Psicoterapeuta del Centro Medico Unisalus ci spiega che cos’è l’ansia da Coronavirus, dandoci anche qualche consiglio su come attenuarla. Soprattutto in un momento come quello attuale di pandemia, in cui il Coronavirus non colpisce solo il nostro fisco, ma anche la nostra mente (e la mente di chi, pur non avendo sofferto direttamente del virus, ne subisce i danni indiretti).

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Ansia da Coronavirus: come riconoscerla
Il coronavirus rappresenta una minaccia invisibile , sfuggente, altamente contagiosa. Se ne parla molto in questo periodo e sappiamo che il coronavirus, oltre alle note problematiche fisiche, ha provocato e provoca malesseri psicologico che spesso si esprime con stati ansiosi che se non ascoltati in tempo possono trasformarsi in veri e propri disturbi d’Ansia . Anche molto forti e intensi. L’ansia si esprime di solito in queste modalità:

● aumento del battito cardiaco (a volte ci sembra quasi che abbiamo problemi di cuore)
● tensione muscolare (molto forte e dolorosa)
● stato di estrema vigilanza e tensione (il timore che da un momento all’altro stia per succederci qualcosa di terribile)
● comportamenti di grande prudenza e di evitamento di persone , luoghi e situazioni che sentiamo rischiosi alla nostra incolumità

Possono capitare solo alcune di queste modalità, oppure colpirci tutte insieme o una alla volta.

Buone pratiche per alleviare uno stato d’ansia da Coronavirus
Succede anche a voi? Chi non ne ha mai sofferto? Conoscete qualcuno che ne soffre. Ho pensato di condividere con voi delle buone pratiche da dire o da dirsi (oppure non dire e non dirsi) quando vi relazionate con persone ansiose:

NO: “Andrà tutto bene.”
SI: “Sono qui per te. Ti sostengo.
”L’ansia può portare all’isolamento, e dire qualcosa come: “Sono qui per aiutarti ed esserti amico” può fare tutta la differenza.

NO: “Pensa solo ad essere felice.”
SI: “Cosa posso fare per aiutarti a stare meglio?
Sapere che qualcuno è semplicemente lì per te, è molto rassicurante e contenitivo.

Ma se le preoccupazioni e i sintomi ansiosi si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, potrebbe trattarsi di un DAG (Disturbo d’ansia
Generalizzato) ed è meglio consigliare di consultare uno specialista.

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