Sesso in spiaggia: come non farsi scoprire

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Fare sesso in spiaggia è romantico, emozionante, adrenalinico ed eccitante ma, esattamente come fare il bagno nudi o fare sesso all’aperto, per la legge italiana si tratta di atti osceni in luogo pubblico (art. 527 del Codice Penale: oggi è stato depenalizzato ma si rischia un multa di parecchie migliaia di euro). Ma questo forse è il rischio minore perché, almeno in Italia, fatta la legge trovato il cavillo: per il nostro codice infatti un luogo pubblico è tale se qualcuno ci può vedere, e quindi in teoria farlo sul proprio balcone alla vista dei vicini è più perseguibile che farlo di notte, appartati, magari dietro a un gruppo di scogli e dove nessuno può vedervi (sempre al netto delle telecamere di videosorveglianza, che potrebbero riprendere il tutto come successo a questi due focosi escursionisti…). Poi però ci sono anche altri 8 consigli da tenere bene a mente prima di scatenarsi a fare sesso al mare.

Sesso in spiaggia: 8 consigli utili per non rischiare

Il primo dei consigli utili quando scatta il desiderio di fare sesso in spiaggia è quello di trovare un luogo appartato, lontano da occhi indiscreti e che garantisca intimità e tranquillità: una caletta lontano dal centro abitato, l’ultima spiaggia in fondo al lungomare, un angolino dietro agli scogli o un fazzoletto di sabbia dietro alle barche sono tutti luoghi potenzialmente ottimi per fare l’amore in riva al mare.

La sabbia però è terreno di coltura di germi, batterie funghi e, tra Enterococchi ed Escherichia coli, non è affatto il luogo più igienico dove abbandonarsi all’intimità. Come minimo serve un asciugamano abbastanza grande da evitare il contatto tra la sabbia i genitali, e sicuramente anche tra il preservativo e la sabbia, che potrebbe romperlo con tutto quello che ne consegue, dalle gravidanze indesiderate alle malattie sessualmente trasmissibili (nel caso di partner occasionali).

A proposito di preservativo: nel caso il trasporto vi trasportasse in acqua sarebbe bene tenere a mente che i preservativi non sono testati per funzionare in acqua, tantomeno in acqua salata, e che comunque il rischio di sfilarsi aumenta considerevolmente. Peraltro, nonostante certi racconti che si tramandano di generazione in generazione, l’acqua di mare non favorisce certo la lubrificazione vaginale, quindi il sesso in acqua non è qualcosa di così memorabile come racconta chi probabilmente non l’ha mai fatto.

Se l’igiene è importante, lo è altrettanto evitare di lasciare residui sulla sabbia. Quindi è bene dotarsi di un sacchettino nel quale riporre salviettine umide utilizzate per pulirsi, preservativi e quant’altro sia stato utilizzato prima e dopo il proprio piacere (a voler essere rigorosi, sarebbe anche il caso di evitare di sversare lubrificanti o gel stimolanti sulla sabbia, se siamo veri amanti della natura).

Per rischiare il meno possibile (e ricomporsi molto velocemente) anche l’abbigliamento può fare la sua parte: un abito comodo e leggero per lei è sicuramente più pratico di un paio di pantaloni attillati, se si tratta di rivestirsi al volo e non dare nell’occhio, e lo stesso vale per lui, preferendo pantaloni comodi e morbidi anziché jeans troppo stretti.

Infine, passare davvero e totalmente inosservati è quasi impossibile, però posizioni come quelle in cui lei è seduta sopra, occhi negli occhi o girata di spalle, possono farvi sembrare una coppia teneramente abbracciata, così come il classico doggy style in piedi, appoggiati a uno scoglio o a una barca spiaggiata, lasciano qualche dubbio in più rispetto al canonico e sempre bello missionario.

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