Smetti di mangiare schifezze e torna a mangiare sano così

Prendete i bambini piccoli, appena dopo un corretto svezzamento: a loro non piacciono patatine fritte, bibite zuccherine e gassate, junk food assortito e tutta la roba che ingurgitiamo sapendo che fa male, ma non riuscendo a farne a meno. Il piacere associato a questo genere di cibo cresce nel tempo, quando cominciamo a frequentare quello che gli americani chiamano toxic food environment. Ed è a quel punto che a livello cerebrale avviene qualcosa, e cioè che i centri del piacere e della ricompensano associano le loro reazioni di soddisfazione a questi alimenti e noi non possiamo più farne a meno

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È possibile reimpostare il cervello a mangiare cibo sano

Tuttavia, uno studio appena pubblicato su Nutrition & Diabetes, condotto da un pool di ricercatori della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, dimostrerebbe che è possibile riprogrammare a livello cerebrale i centri del piacere e della ricompensa associandone le sensazioni all’ingestione di alimenti sani e con un bilanciato apporto calorico.

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Come il cibo-spazzatura stimola i centro cerebrali del piacere e della ricompensa

Lo studio si è svolto così: sono stati presi 13 soggetti, uomini e donne adulti, sovrappeso e con una conclamata dipendenza dal cibo spazzatura; 8 di questi hanno partecipato a un programma di perdita di peso e controllo dietetico, 5 non sono stati coinvolti. A tutti e 13 è stata effettuata una risonanza magnetica al cervello all’inizio e alla fine del periodo di 6 mesi interessato dallo studio. E che cosa hanno notato i ricercatori? Che nei soggetti che avevano partecipato al programma dietetico si erano modificate le reazioni a livello dei centri cerebrali del piacere e della ricompensa: sostanzialmente era diminuita l’attività rispetto al junk food ed era aumentata quella relativa al cibo sano. Fatto che non è stato riscontrato nei soggetti che non avevano partecipato al programma dietetico.

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Indirizzare il bisogno di cibo verso alimenti sani

Ora, nel particolare la dieta seguita è stata la iDiet (a grandi linee: porzioni pesate e controllate, prevalenza di alimenti a basso indice glicemico, cibi ricchi in fibre che riducono le fluttuazioni della glicemia), ma non è tanto il tipo di dieta che conta veramente. Ciò che è importante è che, rispetto ad altri sistemi che riducono totalmente il bisogno di cibo e il piacere ad esso collegato, come il bypass gastrico per esempio, in questo caso il desiderio e il piacere sono rimasti invariati, ma sono stati indirizzati verso alimenti sani e tali da favorire il controllo del peso corporeo. Il che, secondo i ricercatori, sarebbe la chiave per il successo di qualsiasi programma di dimagrimento.

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