Zona 1: quando “troppo piano” rischia di essere tempo perso

Muoversi fa sempre bene, ma non tutto il movimento è "allenamento". Se hai i minuti contati, la Zona 1 va usata con estrema intelligenza: ecco quando aiuta e quando invece ti sta solo facendo perdere tempo.

Zona 1: quando "troppo piano" rischia di essere tempo perso

La Zona 1, intesa come zona cardiaca di allenamento e attività, segna un po’ il confine sottile tra sport e relax. Per uno sportivo amatoriale della domenica, il cosiddetto weekend warrior, il tempo è la risorsa più scarsa. E se hai solo 4 ore a settimana da dedicare alla tua passione sportivo, ogni minuto deve contare. La Zona 1 (sotto il 55-60% della tua frequenza cardiaca massima) è quella intensità che potresti sostenere mentre guardi le vetrine o pedali per andare a prendere il giornale.

Zona 1: quando “troppo piano” rischia di essere tempo perso

Dal punto di vista della performance, allenarsi costantemente qui è come cercare di caricare lo smartphone con una dinamo a mano: ci riesci, ma ci metti un’eternità. E anche dal punto di vista della salute cardiovascolare il rapporto tra tempo impiegato e benefici non è sicuramente vantaggioso.

Perché per te può essere inefficiente

In Zona 1, lo stimolo metabolico è minimo. I mitocondri non ricevono un segnale abbastanza forte per moltiplicarsi o diventare più efficienti, e il cuore non deve pompare con forza sufficiente per migliorare la gittata cardiaca.

Zona 1: quando "troppo piano" rischia di essere tempo perso

  • L’illusione del movimento: molti amatori pensano: “oggi ho fatto un’ora di bici, sono a posto”. Ma se quell’ora è stata passata tutta in Zona 1, hai fatto un’ottima attività salutare, ma non ti sei “allenato” nel senso tecnico del termine.

Quando andare piano diventa la tua medicina

Tuttavia, non è tutto tempo buttato. La Zona 1 ha un ruolo fondamentale: il Recupero Attivo.

  1. Smaltimento: dopo un allenamento durissimo o una gara, 30 minuti di “scarico” in Z1 aumentano il flusso sanguigno ai muscoli senza aggiungere stress meccanico, aiutando a riparare le fibre danneggiate.

  2. Consistenza: se sei troppo stanco per una sessione seria, ma non vuoi restare sul divano, la Z1 mantiene l’abitudine al movimento senza intaccare le tue riserve di energia per il giorno dopo.

Il trucco tech: se il tuo sportwatch segna che hai passato il 40% del tuo allenamento settimanale in Zona 1 e i tuoi tempi non migliorano, è ora di spostare quei minuti verso la Zona 2.

LEGGI ANCHE: Come trovare la tua Zona 2: la guida pratica per non allenarti a caso

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