Piedi piatti nei bambini: quali sono gli sport migliori?

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I piedi piatti nei bambini sono una condizione assolutamente comune che non deve preoccupare. La volta plantare infatti si forma con la crescita e cambia seguendo lo sviluppo fisiologico del bambino fino a raggiungere un’evoluzione definitiva attorno ai 10-12 anni. Non preoccupatevi quindi se notate che i vostri figli, ancora piccoli, posizionano il piede sul terreno in maniera strana. Ci sono però degli sport e delle attività che possiamo proporre ai nostri bambini per diminuire il rischio di piedi piatti o per alleviare il disturbo. Scopriamoli insieme.

Piedi piatti: cosa vuol dire?

Avere i piedi piatti significa presentare un arco mediale che è più basso del normale o addirittura assente. Chi ha piedi “normali” non poggia la parte centrale interna al terreno e in questo modo distribuisce meglio il peso del corpo e ha una postura corretta, anche nella camminata. Chi ha i piedi piatti invece poggia completamente il piede al suolo e altera la distribuzione del peso sugli arti inferiori, causando eventuali dolori ai muscoli, alle articolazioni e ai legamenti.

Piedi piatti nei bambini: quali sono gli sport migliori?

Piedi piatti nei bambini: all’inizio è normale

Nei bimbi piccoli i piedi piatti sono assolutamente normali: l’arco plantare infatti deve svilupparsi e solitamente hanno piedi in carne che non mostrano quindi l’arco longitudinale interno. Quando i piedini si snelliscono si noterà maggiormente l’arco plantare. Attendete prima di programmare una visita dall’ortopedico! Se invece notate una camminata o una postura davvero scorretta allora rivolgetevi ad un esperto, così da scongiurare peggioramenti dati dall’abitudine. 

I nostri consigli su come e quando portare i bambini a fare sport

Piedi piatti nei bambini: è importante sviluppare la sensibilità

Agevolare il contatto con il terreno è fondamentale per far sì che i bambini, soprattutto i più piccoli, non sviluppino la sindrome dei piedi piatti. Imparare a mantenere l’equilibrio su tutti i tipi di suolo ad esempio e riconoscere il terreno su cui si cammina è importante.

Come possiamo fare? Lasciandoli camminare, quando possibile, scalzi, soprattutto bella fascia di età che va dai 2 ai 5 anni. In estate approfittiamo delle spiagge: il contatto con la sabbia è formativo per l’arco plantare e l’esercizio dà al bambino la possibilità di sperimentare. Lo stesso vale per l’erba o i ciottoli nella bella stagione. In casa o all’asilo non forzateli con pantofole, ma preferite calze antiscivolo. Sappiamo che portare i bambini nella natura porta loro grandi benefici dal punto di vista motorio e mentale: ne parliamo qui.

 

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Piedi piatti: gli sport migliori per i bambini

Dai 6 anni in poi possiamo allontanare il problema dei piedi piatti grazie allo sport. Quali discipline preferire? Anche in questo caso quelle che prevedono i piedi nudi, come le arti marziali – judo, karate, taekwondo – e l’arrampicata da parete, nella quale il bambino deve trovare il suo equilibrio appigliandosi a spuntoni e aiutandosi nella salita sollecitando proprio i piedini. Del resto, come ci ha detto Simone Moro: lasciate arrampicare i bambini, si tratta di uno sport dai benefici moltepici e a tutto campo.

Sono adatti poi anche gli sport che favoriscono l’allungamento muscolare, tra spinte e salti che coinvolgono particolarmente piedi e polpacci, come il nuoto, il basket o la pallavolo. Oltre al divertimento da parte dei bambini, che è fondamentale in questa fascia di età, lo sport sviluppa armonicamente il corpo e sollecita i piedi. Bene quindi anche la danza o il calcio.

(foto birgl/pixabay)

 

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