Con punte di 39-40°C in diverse regioni italiane, chi ha in programma un viaggio in bicicletta in questi giorni deve ripensare l’organizzazione della giornata più che rinunciare al viaggio stesso. Il cicloturismo estivo resta possibile, ma richiede un approccio diverso rispetto a un giro di primavera o settembre.
Partire presto non è un’opzione, è la base
Con il caldo estremo, la partenza all’alba diventa il fattore che più incide sulla qualità della giornata: percorrere i chilometri più impegnativi nelle prime ore, quando l’aria è ancora fresca e il sole non è alto, permette di affrontare le tappe con margine e arrivare a destinazione prima del picco di calura. Le ore centrali, indicativamente tra le 12 e le 16, andrebbero riservate a una pausa lunga all’ombra piuttosto che alla pedalata.
Tappe più corte, non più lunghe
In condizioni di caldo estremo, soprattutto per chi non ha grande esperienza di cicloturismo, è consigliabile non superare i 50-60 chilometri giornalieri, lasciando margine per soste frequenti e per un ritmo più lento di quello che si terrebbe in condizioni normali. Meglio un itinerario che si allunga di un giorno in più, piuttosto che una tappa ambiziosa affrontata con il rischio di esaurimento da calore a metà percorso.
Punti acqua: da pianificare, non da improvvisare
A differenza della corsa o del trekking, dove un dietrofront è sempre possibile, in bici un errore di pianificazione sull’acqua si paga più caro, soprattutto in zone rurali dove i punti di rifornimento non sono frequenti. Prima di partire vale la pena salvare il percorso offline e segnare in anticipo fontanelle, bar e paesi con servizi lungo il tragitto, portando comunque scorte extra di acqua rispetto al solito.

Scegliere il percorso giusto, non solo l’orario giusto
Alcuni itinerari italiani sono decisamente più impegnativi con il caldo estremo di altri: i lunghi tratti di pianura senza ombra — penso a diversi segmenti delle grandi ciclovie costiere del versante adriatico — in piena ondata di calore andrebbero evitati o affrontati solo nelle primissime ore. Meglio, in questo periodo, privilegiare percorsi collinari o di media montagna, dove la quota abbassa naturalmente la temperatura, oppure itinerari con tratti boscosi che offrono ombra continuativa.
Protezione e reintegro, in sella
- Crema solare resistente al sudore sulle parti esposte, da riapplicare durante le soste — non solo prima di partire
- Reintegro di sali minerali durante il giorno, non solo acqua: frutta secca, banane, bevande con elettroliti
- Abbigliamento tecnico leggero e traspirante, meglio se chiaro, con protezione su braccia e gambe nelle ore di sole diretto
- Al primo segnale — mal di testa, sete intensa, crampi, capogiri — fermarsi subito, cercare ombra e bere, senza aspettare la tappa successiva
Il caldo estremo non deve necessariamente cancellare un viaggio in bici programmato da mesi: con qualche accorgimento in più sull’organizzazione della giornata, il cicloturismo estivo resta un’esperienza godibile — cambia solo il ritmo con cui va vissuto.
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