Gravel bike: le 6 regolazioni da fare subito appena comprata

Gravel bike: le 4 regolazioni da fare subito

Se hai appena comprato una gravel bike ci sono almeno 6 regolazioni da fare subito. Sì, la voglia di montare in sella è più forte di tutto, e se vuoi concederti un primo giro di battesimo della tua nuova gravel hai tutte le giustificazioni del mondo. Ma poi è bene che ti ritagli del tempo, prendi la cassetta degli attrezzi e cominci a fare bene il settaggio personalizzato della tua bici gravel. Cominciando da questi setup.

1. Regolazione altezza della sella
La regolazione della sella è di solito la prima che tutti fanno, ovviamente partendo dalla altezza. Su quanto alzare o abbassare la sella ci sarebbe da leggere un’enciclopedia, perché dipende da molteplici fattori, ma sostanzialmente esistono questi 6 metodi. Attenzione però: i metodi per calcolare la giusta altezza di sella riguardano principalmente le bici da corsa e le questioni biomeccaniche di corretto posizionamento in sella. Ma una gravel non è una bici da corsa, non è votata alla ricerca delle prestazioni, e ha una filosofia tutta propria di scoperta e avventura. A questo punto verrebbe da pensare di regolare la sella come in una MTB, e se parliamo di Marathon o Cross Country ci si avvicina parecchio. Ma in definitiva, senza voler andare da un biomeccanico né fare calcoli troppo complicati, l’altezza di sella in una gravel deve consentire una pedalata comoda ed efficiente nonché poco traumatica dal punto di vista delle articolazioni, e soprattutto di poter appoggiare bene i piedi a terra nel caso di perdita di controllo della bici (cosa non improbabile fuori dall’asfalto). E il miglior parametro è quello di mettersi in sella, distendere la gamba fino a portare la pedivella nel punto più basso e parallela al suolo, e avere un angolo al ginocchio circa tra 30° o 40°.

2. Arretramento della sella
L’altezza non è l’unica regolazione che si può fare per una gravel bike. Per pedalare in modo confortevole senza sollecitare troppo le articolazioni si può pensare di arretrare anche un po’ la sella. La prova da fare è molto semplice: se una volta in sella, con le pedivelle alla stessa altezza e parallele al terreno, il ginocchio della gamba appoggiata alla pedivella che si trova davanti è avanzato rispetto al perno del pedale allora è il caso di arretrare un po’ la sella. Quando la rotula si trova più avanti rispetto al perno del pedale si ha senza dubbio un vantaggio prestazionale, ma è una impostazione pensata per gli agonisti e non è il caso di una bici gravel, pensata per altri usi più ricreativi. La situazione ideale sarebbe quella di avere la perpendicolare alla rotula che passa esattamente in mezzo al perno del pedale (basta far calare un filo a piombo, magari con l’aiuto di un’altra persona) e per ottenere ciò basta allentare le viti e far scorrere i binari indietro. In questo modo, considerando che le gravel sono pensate per farsi anche lunghi tratti di strade bianche e sterrati più o meno sconnessi, non si hanno sovraccarichi pericolosi per il ginocchio.

3. Inclinazione della sella
Last but not least si deve pensare all’inclinazione di sella. Ora, consideriamo la situazione tipica di utilizzo di una gravel bike: percorsi misti, un po’ stradali e un po’ sterrati, con saliscendi a piacere. E quando si affrontano salite e discese sterrate con una bici che non una MTB ma “una specie di bici da corsa” il focus deve essere quello di migliorare l’aderenza, senza disperdere energie né perdere il controllo del mezzo o compromettendo la manovrabilità. Con un po’ di tiltaggio della sella verso il basso – che di solito è già previsto in fase di assemblaggio se si ritira la gravel in un negozio – si aumenta un po’ il grip sull’anteriore e si migliora il comfort di guida tanto in salita quanto in discesa sugli sterrati.

4. Regolazione del manubrio
Altra questione cruciale in una gravel bike è la regolazione del manubrio. Il motivo è sempre più o meno lo stesso: un conto è guidare con una piega su percorsi stradali, un altro paio di maniche è farlo su percorsi sterrati, anche single track e strade bianche. Tendenzialmente – tendenzialmente – il manubrio di una gravel bike è già pensato per il suo utilizzo d’elezione, quindi è già leggermente più alto di suo. Però poi a parità di taglia della bici, chi ci monta in sella non è mai uguale a nessun altro. Persone diverse hanno lunghezza del busto o delle braccia, mobilità del bacino e altre caratteristiche antropometriche diverse tra di loro, pur essendo alti uguali. In generale, per una posizione più comoda in sella e per una migliore guidabilità, un manubrio gravel è un po’ più alto e un po’ più vicino alla sella rispetto a quello di una bici da corsa classica. Si parla di 1 o 2 cm massimo, non cose così evidenti a un occhio non esperto, ma che possono fare davvero la differenza a livello di carico sulla schiena, sulle braccia e sulle spalle. Oltre che a livello di controllo di guida (un manubrio leggermente più alto è più facilmente guidabile).

5. Gonfiaggio degli pneumatici
Ok, questa è una regolazione che forse non avrà mai fine e per la quale molti non arrivano mai a una quadra. Indicativamente e generalmente, per le escursioni di qualche ora o il giro della domenica, su percorsi tipicamente misti, con un po’ di asfalto e un po’ di sterrato e ghiaia, si può tenere una pressione un po’ più bassa, tra 2,2 e 2,5 bar. Se invece si usa la gravel bike per cicloturismo, con lunghe percorrenze quotidiane, si può andare anche oltre i 3 bar. La logica è abbastanza semplice: più pressione significa più scorrevolezza sull’asfalto, meno pressione più grip sullo sconnesso. Poi però non è così semplice. Perché un conto sono gli pneumatici tubeless, che tollerano una pressione più bassa, e un altro le coperture con camera d’aria. E ancora poi dipende dal tuo peso, perché a parità di altezza una persona più pesante avrà bisogno anche di maggior pressione di gonfiaggio. Insomma, alla fine la pressione di gonfiaggio di uno pneumatico tubeless è sempre come la ricerca del sacro Graa(ve)l.

6. Regolazione dei pedali
Generalmente le gravel bike sono vendute senza pedali, anche quelle che al momento sono considerate le entry level della categoria. Quindi la prima scelta che dovrai fare è quella dei pedali. Ne esistono sostanzialmente di tre tipi ma, esclusi i flat, il dubbio è tra SPD puri o ibridi (in pratica degli SPD a sgancio rapido con però un po’ più di superficie d’appoggio se pensi di usare la gravel anche con le scarpe normali). In ogni caso, l’uno o l’altro, quello che c’è da regolare è la tensione delle molle di aggancio. La teoria dice che più le scarpe sono salde con il pedale e meglio è dal punto di vista dell’efficienza, ma un conto è la strada e un altro lo sterrato, soprattutto se cominci a incontrare fango. E in quelle situazioni di sporco e polvere nonché di guida precaria avere uno sgancio più facile è meglio, nel caso in cui si debbano appoggiare i piedi a terra improvvisamente e anche per evitare che non si sgancino proprio per i depositi di fango.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun Tag per questo post