Perché le biciclette hanno la catena a destra?

Perché tutte le biciclette, in ogni parte del mondo, hanno la trasmissione - cioè catena, corona e pignone - sul lato destro? Ci sono motivi tecnici e consuetudini d'uso che lo possono spiegare

Perché le biciclette hanno la catena a destra

È una di quelle cose che sono così da sempre, che non ha alternativa e che non ci badi, ma perché le biciclette hanno la catena a destra (insieme a corone e pignoni)? Provate a pensarci: è così in tutto il mondo, anche laddove – come in Gran Bretagna e paesi affini – si viaggia a sinistra. È così su ogni tipo di bicicletta, da quelle basiche ai modelli top di gamma. Ed è così da sempre. Cioè gli uomini, e i Paesi, si sono distinti e divisi su un sacco di cose – il lato di guida, il senso di marcia, lo scartamento delle rotaie, per fare qualche esempio – ma sulla bicicletta sono andati tutti sempre d’accordo. Con buona pace della (presunta) bicicletta di Leonardo da Vinci che invece aveva la catena sul lato sinistro.

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Perché le biciclette hanno la catena a destra?

Circolano molte supposizioni sul perché le biciclette hanno la catena a destra: le più diffuse sono che la maggior parte delle persone è destrimana, cioè usa prevalentemente e preferibilmente la mano destra (e quindi avrebbe più forza nella gamba destra), o che nella maggior parte del mondo si viaggia a destra e quindi, in caso di guasto alla catena, si è protetti nel fare la riparazione. In realtà queste sono solo supposizioni. Invece le spiegazioni più accreditate sono 2, una tecnica e una sì relativa alla viabilità.

Quella tecnica riguarda la filettatura di dadi e bulloni, che a fine Ottocento, quando cominciarono a diffondersi i primi prototipi di bicicletta, era rudimentale ed esclusivamente con rotazione a destra. Avendo quindi il senso di filettatura standard a destra, con il movimento dei pedali le parti ruotavano in senso orario e questo non allentava le parti. Oggi in realtà è possibile anche una filettatura a sinistra, ma la consuetudine è rimasta.

L’altra spiegazione risale sempre a fine Ottocento e riguarda le cosiddette safety bicycle, o biciclette di sicurezza, sviluppate in Inghilterra. Le “safety bike” erano sostanzialmente biciclette con le ruote di diametro simile, diverse dai “bicicli” con la ruota anteriore molto più grande di qualche posteriore. Come detto le biciclette di sicurezza, antenate delle moderne bici, nacquero in Inghilterra (il primo prototipo fu quello di Thomas Humber del 1868 e il primo modello commercializzato quello di Harry John Lawson del 1876) e avevano due particolarità: il grande vantaggio di consentire di mettere entrambi i piedi a terra stando seduti sul sellino e la catena che muoveva la ruota posteriore anziché i pedali a spingere quella anteriore.

Viaggiando a sinistra come fanno ancora oggi gli anglosassoni, per i primi utilizzatori delle safety bike risultava più naturale smontare di sella a sinistra, sul lato del marciapiede e, qualora anche avessero dovuto spingere a mano la bici- cosa che dovevano fare nelle strette stradine nel caso in cui avessero incrociato carrozze a cavalli o anche una delle prime automobili che cominciavano a circolare – lo potevano fare stando fronte al traffico e senza sporcarsi i pantaloni col grasso della catena. Tecnica più praticità e sicurezza determinarono così il fatto che nelle biciclette la catena è a destra con corone e pignoni.

Foto di Haydan As-soendawy da Pexels

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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