Red Bull Mini Drome: noi l’abbiamo provato

Marco Aurelio Fontana ed Elia Viviani al Red Bull Mini Drome di Milan.

Prendete un velodromo, accorciatelo e stringetelo fino a farlo diventare della lunghezza di 25 metri alla corda. Poi prendete una bici a scatto fisso, di quelle dei bike messenger, montateci in sella, e cominciate a girare: è Red Bull Mini Drome, l’ultima novità urban bike, sbarcata a Milano venerdì 22 novembre da Spazio Sarpi 6.

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L’idea è nata in Nuova Zelanda, poi è sbarcata in Europa e in occasione dei Giochi del Commonwealth di New Delhi 2010 è stato costruito il Red Bull Mini Drome che adesso gira il mondo, sempre nelle grandi città, in location sia outdoor che indoor. Noi a Milano c’eravamo, e abbiamo anche provato a pedalare, una ventina di giri: 5 per capire come stare in sella e non cadere, soprattutto nelle curve, 10 di gara vera e propria, anche se da soli e contro il tempo, e almeno 3 – andiamo a memoria – per riuscire a fermarci.

Com’è? Divertente, di sicuro. Adrenalinico anche, se si decide di metterla sulla competizione. Strano pure, perché il giro è brevissimo e non si fa in tempo a scendere da una parabolica che si risale sull’altra.

Il segreto? Ce lo ha detto Marco Aurelio Fontana: non guardare mai in basso, ma dritto davanti a sé, anche quando si è in piena curva. E poi non smettere mai di pedalare perché in curva, non appena diminuisce la velocità, si finisce per scivolare verso il basso.

PS: Il nostro tempo? 1’12″142 per 10 giri, e 0.06,727 il giro più veloce.

 

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