Pokemon Go è la nuova App per tenersi in forma?

Pokemon Go Camminare Natura tenersi in forma

Lo confesso: quando è esplosa questa moda dei Pokemon Go l’ho guardata con diffidenza. Non ho mai amato i videogame, sullo smartphone ho solo App “di servizio” e anche alla Playstation ci gioco per dovere di padre. Ecco, il punto però è questo: ho due figli, inevitabilmente immersi nei tormentoni, da Rovazzi a ovviamente i Pokemon Go, ed è stato inevitabile vederli coinvolti con i loro amici al gioco del momento. E allora ho cercato di capirci qualcosa di più, a partire dal funzionamento di Pokemon Go.

Cos’è Pokemon Go

Pokemon Go è una App di gioco in realtà aumentata basata sulla geolocalizzazione tramite Smartphone. In parole più povere: c’è un App, che si installa sullo smartphone, che sa dove siamo tramite il Gps, e sulla quale compaiono i mostriciattoli celebri ormai dagli anni Ottanta. La differenza rispetto al passato è che ora i mostriciattoli bisogna andare a catturarli nel mondo reale, e per fare questo c’è da camminare. Anzi, più cammini e più hai possibilità di far schiudere le uova da cui nascono i Pokemon, di trovare Pokéstop in cui fermarti a fare carica di Punti Esperienza, di incontrare Pokemon rari e di catturarli lanciandogli una Pokéball. Questo almeno nei livelli basi e per come me l’hanno spiegato i miei figli, perché poi si può combattere con altri Pokemon e fare altre cose da veri nerd.

Le cose da nerd mi interessano poco, ma quando ho cominciato a vedere sciami di ragazzini e ragazzine correre per strade, parchi e giardini, e i loro genitori arrancare al seguito quasi sfiniti nelle energie e con i piedi doloranti mi si è accesa una lampadina in testa: vuoi vedere che Pokemon Go riuscirà a far alzare dal divano anche gli ultimi, incalliti, ortodossi sedentari? Vuoi vedere che Pokemon Go riuscirà laddove hanno fallito gli smart tracker?

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Pokemon Go è la nuova App per camminare

In effetti sembra proprio così: “giocare” almeno 1 ora a Pokemon Go significa camminare per altrettanto tempo, ovvero almeno 5km. Il che non è così lontano dalla soglia di passi quotidiani fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per raggiungere il minimo livello di attività quotidiana. Poi: il gioco si pratica all’aperto, il che significa gironzolare per città e aree verdi o naturali come parchi, spiagge o boschetti (al netto che pare che i Pokemon tendano a farsi trovare nelle aree maggiormente frequentate) e questo è un modo molto interessante di camminare, o proprio correre, anche rispetto a una semplice camminata a passo costante, senza variazioni di dislivello, velocità, frequenza, etc. Insomma, senza sembrare blasfemo, siam quasi vicini al mitico Fartlek.

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Pokemon Go è la nuova App per microavventure

Ecco, questo è un altro punto interessante. Al momento siamo alle denunce di Codacons e Asaps, l’associazione amici della polizia stradale, per i pericoli che il gioco comporterebbe per la sicurezza nelle strade. E in effetti di gente che si è messa nei guai più o meno gravemente ne son piene le cronache. Poi però ci sono anche notizie più curiose: senza arrivare al caso delle due neozelandesi che si sarebbero imbarcate su un kayak per andare alla conquista di una Gym, è indubbio che Pokemon Go può essere anche lo stimolo per microavventure fuori dai soliti giri. Sì, gli allarmi si sprecano, dalla violazione della proprietà privata ai rischi di aree dismesse o marginali, ma in fondo è un gioco e con un po’ di attenzione anche una microavventura può essere stimolante. E se poi davvero gli sviluppatori volessero far comparire anche i Pokemon Leggendari come Mewtwo o Articuno (che secondo i rumors dei siti specializzati potrebbe trovarsi addirittura in Antartide!) allora il tutto comincerebbe a diventare davvero interessante, no?

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