Non fare sempre la stessa attività sportiva: la scienza spiega perché la varietà è il segreto di benessere e longevità

Non fare sempre la stessa attività sportiva: la scienza spiega perché la varietà è il segreto di benessere e longevità

Sei un runner che macina km e non toccherebbe un bilanciere o salirebbe in sella a una bici nemmeno sotto tortura? O un fanatico della palestra che considera la camminata un’inutile perdita di tempo? Ti concentri e dedichi sempre allo stesso sport puntando solo al miglioramento delle tue prestazioni? Se la risposta è sì, sempre e solo sì, potresti stare rinunciando a una fetta importante della tua salute. Attuale e futura.

Secondo una vastissima ricerca della Harvard T.H. Chan School of Public Health appena pubblicata su BMJ Medicine (qui il testo completo dello studio), la chiave per vivere a lungo non è solo “quanto” ci si allena, ma soprattutto “quante cose diverse” si fanno.

Più varietà, più vita: i numeri della ricerca

Lo studio ha seguito oltre 110.000 persone per circa trent’anni, monitorando le loro abitudini sportive. I risultati parlano chiaro: chi pratica una gamma diversificata di attività fisiche ha un rischio di mortalità prematura inferiore del 19% rispetto a chi si limita a un solo tipo di esercizio.

Non fare sempre la stessa attività sportiva: la scienza spiega perché la varietà è il segreto di benessere e longevità

Non si tratta solo di “non annoiarsi”: la varietà agisce come una vera e propria medicina preventiva multifunzione.

Perché il corpo ha bisogno di stimoli diversi?

Molti sportivi amatoriali cadono nella trappola della specializzazione, precoce e/o prolungata. Ma il nostro organismo è un sistema complesso che non risponde bene alla monotonia. Ecco perché variare è fondamentale:

  • Cuore vs muscoli: l’attività aerobica (corsa, bici, nuoto) è imbattibile per la salute cardiovascolare, ma fa poco per la forza. Al contrario, i pesi proteggono le ossa e contrastano la perdita di massa muscolare legata all’età (sarcopenia), ma non allenano il cuore nello stesso modo.

  • Prevenzione infortuni: fare sempre lo stesso gesto atletico (“overuse”) usura le articolazioni. Alternare la corsa con il nuoto o il Pilates permette ai tessuti di recuperare pur rimanendo attivi.

  • Cervello giovane: imparare nuovi schemi motori — come passare dalla palestra al tennis o all’arrampicata — mantiene attive le connessioni neuronali, proteggendo il cervello dal declino cognitivo.

La “ricetta” della longevità

Lo studio di Harvard non dice che devi diventare un campione in dieci sport diversi. Suggerisce invece di creare un mix bilanciato. Per uno sportivo outdoor o un appassionato di fitness, la settimana ideale dovrebbe prevedere:

  1. Una base aerobica: camminata veloce, corsa o ciclismo per il sistema circolatorio.

  2. Allenamento di resistenza: almeno due sessioni di pesi o corpo libero (che, come abbiamo visto negli studi di Stuart Phillips, non devono per forza essere massimali per funzionare).

  3. Attività di flessibilità o coordinazione: yoga, sport di racchetta o esercizi di mobilità.

Conclusione: esci dalla tua zona di comfort

Se il tuo obiettivo sono il benessere e la longevità, la parola d’ordine è cross-training. Non aver paura di essere un “principiante” in una nuova disciplina: proprio quel nuovo stimolo potrebbe essere ciò che aggiunge anni alla tua vita.

Quindi, se oggi avevi programmato la solita ora di tapis roulant, prova a scambiarla con una sessione di pesi o una nuotata. La scienza ti garantisce che il tuo corpo ti ringrazierà tra vent’anni.

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