Sport di interesse nazionale: ecco quali sono

Sport di interesse nazionale: quali sono?

Sport di interesse nazionale è la nuova formulazione, contenuta nel DPCM del 25 ottobre 2020, che crea ulteriore confusione tra i praticanti di ogni ordine ed età. Già, perché se non bastava la distinzione già labile tra professionisti, dilettanti e amatori, ora il Governo ne ha coniata un’altra, al punto 9 paragrafo e):

e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; restano consentiti soltanto gli eventi e le competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettivefederazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di cui alla presente lettera sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva.

A questo punto milioni di praticanti si sono dovuti rivolgere alle rispettive federazioni per capire se, come e in quale modalità poter continuare con le proprie attività.

Per esempio la FIN Federnuoto, nella propria home page, riporta una nota intitolata DPCM 24 ottobre. Attività di interesse nazionale che specifica:

La Federazione Italiana Nuoto – attenendosi scrupolosamente a quanto disposto – comunica che le attività di interesse nazionale sono quelle che coinvolgono gli atleti tesserati alla Federazione Italiana Nuoto (di ogni settore e categoria di età) nell’ambito delle competizioni inserite nei calendari e nei regolamenti federali delle singole discipline.

In pratica? Cambia poco o nulla: fermo il nuoto libero, ma se sei tesserato per una società affiliata alla FIN continui come se niente fosse, qualunque età o settore di appartenenza.

Ma il nuoto non è uno sport di contatto, e il rischio COVID in piscina si è visto che è decisamente marginale. Cosa fanno invece il basket, la pallavolo, o il calcio?

La Fipav per esempio, anche a mezzo di una nota sulla propria pagina Facebook, dice che:

La Federazione Italiana Pallavolo, in base all’articolo 1 del nuovo DPCM emanato il 24 ottobre in base al quale <> e con riferimento all’articolo 1 del regolamento gare) già citato e reso noto in occasione della nota stampa diramata in data 19 ottobre ha stabilito che l’attività sportiva riguardante i Campionati di interesse Nazionale (Serie A, B, C e di categoria Under 13, 15, 17, 19) proseguirà.
Tale attività, comprendente gare e allenamenti, sarà consentita, ovviamente, nel totale rispetto dei protocolli federali fin qui emanati.

La Federazione Italiana Pallavolo, in base all’articolo 1 del nuovo DPCM emanato il 24 ottobre in base al quale <<…

Pubblicato da Federazione Italiana Pallavolo su Lunedì 26 ottobre 2020

In pratica fermi dalla Serie D (regionale) in giù (campionati di divisione provinciali) e tutte le categorie dall’Under 12 in giù.

Riguardo al DPCM del 25 ottobre 2020, la FIP – Federazione Italiana Pallacanestro chiede invece chiarimenti:

A seguito dell’emanazione dell’odierno DPCM da parte del Governo, la Federazione Italiana Pallacanestro sta cercando di comprenderne appieno le disposizioni. A questo proposito si chiede al più presto un chiarimento alle Autorità.

Nella fattispecie si chiedono delucidazioni circa le attività sportive consentite e le modalità di svolgimento. Il primo DPCM e il secondo si basavano sulla suddivisione tra sport di contatto e sport individuali aggiungendo la limitazione di Regionale e Nazionale.

L’attuale DPCM introduce un diverso elemento tra sport all’aperto e al chiuso. Ovviamente escludendo i campionati nazionali. Ciò che non si comprende è se sia consentito l’allenamento degli sport di contatto all’aperto o al chiuso. Sempre nel rispetto dei protocolli vigenti. E ciò rischia di ingenerare ulteriore confusione nel movimento sportivo italiano, già fortemente condizionato dalla drammatica situazione pandemica.

E in effetti, oltre alla distinzione tra interesse nazionale e interesse regionale o provinciale, il DPCM del 25 ottobre dice anche che:

l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico
sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’articolo 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020

E il calcio? La FIGC ha pubblicato un documento sulle Attività SGS: online le FAQ per lo svolgimento degli allenamenti in cui Il Settore Giovanile e Scolastico rende note le indicazioni per l’attività di carattere giovanile:

2. Sport di squadra e di contatto: gli allenamenti nei centri sportivi (che restano aperti) possono essere svolti in forma individuale? Se no, i singoli atleti possono allenarsi nei centri da soli? E in contemporanea con gli altri?

Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri sportivi e circoli all’aperto, fermo restando il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, sarà possibile solo svolgere allenamenti e attività sportiva di base a livello individuale, previsti dal decreto del ministro dello sport del 14 ottobre 2020 che individua gli sport da contatto. Gli allenamenti per sport di squadra, parimenti, potranno svolgersi in forma individuale, previo rispetto del distanziamento.

3. È possibile continuare le attività delle scuole calcio o altri sport di squadra?

L’attività delle scuole calcio deve essere sospesa, tuttavia, come specificato nella FAQ n. 2, fermo restando il distanziamento ed il divieto di assembramento, è possibile svolgere allenamenti a livello individuale in centri sportivi, circoli e altri luoghi all’aperto. Non è quindi possibile fare partite di allenamento o altre attività che prevedono o possono dar luogo a contatto interpersonale ravvicinato, ma è possibile l’allenamento individuale come attività motoria.

4. Attività sportiva e attività motoria è consentita nei centri purché rispetti il distanziamento?

L’attività motoria e quella sportiva di base restano consentite in centri e circoli sportivi esclusivamente all’aperto, previo rispetto del distanziamento e delle altre precauzioni previste dai protocolli, come previsto dall’art. 1, comma 9, lettera d) del DPCM.

Diverso il discorso relativo ai campionato di categoria: se fino alla lega Pro (la vecchia Serie C) sono professionisti e continuano con le attività senza dubbi, anche la Serie D della Lega Nazionale Dilettanti, in quanto di interesse nazionale, continua con le proprie attivit:

Sulla base di quanto disposto dal DPCM del 24 ottobre 2020 e confermato dal precedente decreto e in seguito ai chiarimenti della FIGC del 10, 28 agosto e 17 settembre 2020, per quanto attiene il campionato di Serie D restano in vigore le indicazioni contenute nel Protocollo FIGC in ordine alla disputa di allenamenti e gare relativo all’attività dilettantistica, inclusa quella di interesse nazionale.

Dall’Eccellenza in giù invece si fa riferimento ai diversi comitati regionali ed è tutto fermato e rinviato a gennaio 2021 (nella migliore delle ipotesi) come dice per esempio il Comitato Regionale Lombardo:

“Nella riunione odierna abbiamo preso atto delle norme recentemente emanate e posto alcuni punti fermi sull’evoluzione della stagione – afferma il presidente del CRL Giuseppe Baretti -. In particolare, lo stop fino al 24 novembre, senza la garanzia che nemmeno dopo quella data l’attività possa subito ripartire, ci obbliga a rinviare all’inizio del 2021 la ripresa. Considerato infatti che, anche in ipotesi di riapertura al 25 novembre, servirebbero alle squadre almeno due settimane di preparazione per scendere poi nuovamente in campo, si arriverebbe in pratica a ridosso delle Festività Natalizie e di fine d’anno e cioè ad una ulteriore sosta. Per questo, abbiamo determinato che la ripresa ufficiale dell’attività non avvenga prima di gennaio 2021, mese che vorremmo dedicare ai recuperi delle gare non disputate nelle prime tre giornate di andata ed eventualmente alle manifestazioni di Coppa, per poi a febbraio riprendere i campionati da dove avevamo chiuso”.

E per gli sport di contatto non di squadra? La FIJLKAM Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali rimanda esattamente alle FAQ del Governo sul sito del Ministero dello Sport, che abbiamo riportato qui.

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