Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare

Non proprio una guida al survival ma alcune semplici indicazioni per evitare di perdersi, oppure per cavarsi dai guai o aiutare i soccorsi nel caso capitasse

Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare

Sembra quasi impossibile per un semplice escursionista perdersi nei boschi. E invece ogni weekend, ogni vacanza, quasi ogni giorno c’è qualcuno che si perde in montagna, in un bosco, in un’area naturale e i soccorsi lo devono andare a riprendere. Sperando che riescano a trovarlo e riescano a farlo in tempo, perché altrettanto incredibilmente le statistiche parlano di centinaia di persone che ogni anno scompaiono letteralmente nel nulla e nn tornano più a casa da una gita, da una escursione a cercare funghi o castagne, da una passeggiata nella natura.

Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare

E allora anche per l’escursione più banale sarebbe bene sapere prima cosa fare e cosa non fare qualora capitasse di perdere l’orientamento in un’area naturale, oppure essere vittima di un infortunio e ritrovarsi nell’impossibilità di tornare a casa. E consolati: capita anche agli escursionisti più esperti o a chi è abituato a stare all’aperto in un ambiente selvaggio di perdersi. La differenza, solitamente, è che loro sanno cosa fare e cosa non fare.

Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare

Da questo punto di vista ci sono:

  1. cose che devi fare prima di partire per la tua escursione;
  2. cose che devi fare subito, immediatamente, non appena ti rendi conto di esserti perso;
  3. cose che devi fare nel breve tempo per cercare di tornare a casa con le tue gambe o facilitare il lavoro dei soccorritori;
  4. cose che non devi fare mai, per nessun motivo.

Cosa fare subito, non appena hai la sensazione di esserti perso nel bosco

La prima cosa da fare, subito, non appena ti rendi conto di aver smarrito il sentiero o la direzione, è fermarti e sederti.
In quei frangenti cruciali il tuo peggior nemico è dentro di te ed è il panico, prima ancora che la fame, la sete, qualche animale selvatico o la notte e il freddo. Gli americani, che sono sempre pragmatici, nei corsi di sopravvivenza parlano di Positive Mental Attitude (PMA), atteggiamento mentale positivo, e di protocollo STOP, che significa Stop, Think, Observe and Plan, ovvero fermati, pensa, osserva e pianifica.

Quando agitazione e panico hanno lasciato spazio al ragionamento, ripercorri mentalmente il percorso che hai seguito per arrivare dove ti trovi, ripensa a quali punti di riferimento dovresti essere in grado di riconoscere, e fatti alcune domande:

Dove penso di essere?
Quando è stata l’ultima volta che sapevo dove mi trovavo?
Quali attrezzature ho con me?
Che tempo fa?
Riconosco qualcosa?
Che ora è?
Sono al sicuro qui?
Qualcuno sa dove mi trovo?

 

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Se rimani lucido e concentrato potresti essere in grado di cavarti d’impaccio da solo. Per esempio potresti avere tutte le informazioni per poter chiamare i soccorsi ed essere certo che quantomeno non dovranno perdere tempo a cercare di capire dove ti trovi.

A questo proposito: se hai il cellulare, ed è carico e c’è segnale, chiama il numero unico del soccorso, che è il 112, oppure fallo attraverso Where Are U, che è l’App ufficiale del Numero Unico delle Emergenze. Il motivo è che negli smartphone è già da tempo inserita una tecnologia che invia in automatico le coordinate GPS al centro soccorsi (trovi tutto spiegato in questo articolo su come chiedere aiuto in caso di problemi in montagna o nei boschi). E questo vale in quasi tutti i paesi EU e anche in alcuni extra EU.

In alternativa, se sei in Italia, avresti dovuto installare GeoResq, che è l’App ufficiale del CAI per il soccorso in montagna in collaborazione con il Soccorso Alpino (ed è gratis, ne abbiamo scritto qui). Se sei davvero previdente allora potresti essere dotato di un localizzatore satellitare come il Garmin Inreach, che funziona indipendentemente dalla rete del telefono e ti può salvare ovunque nel mondo (ne abbiamo scritto qui).

Se invece non riesci a chiamare il Soccorso è ora di fare un piano per cavarti dai guai da solo.

Cosa fare quando ti è chiaro che ti sei perso

Se hai risposto con franchezza e fiducia alle domande precedenti e pensi di poter raggiungere da solo un luogo abitato o il punto in cui hai lasciato la tua auto o comunque un posto dove trovare soccorso e riparo, comincia a muoverti razionalmente.

Come prima cosa prendi la bussola e comincia a determinare i punti cardinali. Non hai la bussola? Forse non sai di averla, perché ormai in ogni smartphone c’è anche la bussola, così come in molti sportwatch. Ma nel caso proprio non ci fosse ed è giorno puoi orientarti usando l’orologio come abbiamo spiegato qui e cominciare a fissare dei punti di riferimento o rumori particolari, come di un corso d’acqua, o magari di una strada in lontananza.

Se hai una mappa cartacea cerca di individuare questi punti sulla mappa e muoviti in quella direzione, altrimenti comincia a camminare in una direzione dandoti un tempo limite, determinato dalle tue condizioni fisiche e dall’orario o disponibilità di luce che ti rimane. In alcune situazioni – inverno con la neve, terreno bagnato – potresti avere il vantaggio di riconoscere le tue tracce, o quelle di altri escursionisti passati prima di te, ma se così non fosse lascia dei segni, per esempio spezzando dei rametti o posizionando delle pietre o dei bastoncini come Pollicino. Se, con il tempo limite che ti sei dato, non sei giunto a nulla, torna suoi tuoi passi al “campo base” dove ti sei reso conto di esserti perso e ripeti il tutto in un’altra direzione.

Cosa fare quando è chiaro che ti sei davvero perso

Se non ne sei uscito con calma e razionalità, devi prendere atto che ti sei davvero perso, e cominciare a pensare di sopravvivere. La prima cosa che devi capire è che le tue energie non saranno infinite, quindi se non hai una direzione razionale verso cui andare è meglio che ti fermi e preservi le forze. La seconda – che dipende dalla prima – è che è molto più facile per i soccorritori trovare una persona ferma piuttosto che qualcuno che si muove continuamente.

Perdersi nei boschi: cosa fare e cosa NON fare

A questo punto dai priorità a queste 3 cose:

Proteggi te stesso – Qualunque cosa tu faccia, non peggiorare la tua situazione. Trova un riparo che possa proteggerti dagli agenti atmosferici. Accendi un fuoco che ti tenga caldo, ti consenta di sterilizzare l’acqua e ti protegga dagli animali selvatici (e visto che accendere un fuoco potrebbe non essere così banale, qui puoi leggere come farlo in situazione di emergenza). Trova una fonte d’acqua, poiché è essenziale per la tua sopravvivenza. A maggior ragione se sta facendo buio, sei ferito o sei vicino all’esaurimento.

Sii paziente – Il soccorso in luoghi isolati richiede tempo. Conserva le tue energie. Ne avrai bisogno per stare al caldo e sopravvivere.

Crea segnali – Il rumore aiuta a tenere lontani gli animali selvatici, ma aiuta anche i soccorritori a individuare la tua posizione. A intervalli regolari invia il segnale universale di S-O-S: tre fischiate, tre fuochi o tre di qualsiasi altra cosa. Questo aumenterà le tue possibilità di essere trovato. Se puoi, posiziona abiti o oggetti colorati di modo che possano essere visibili, dall’alto o a distanza.

Cosa avresti dovuto fare prima nell’eventualità di perderti

Se sei finito nella situazione di cui sopra è perché ci sono un po’ di cose che avresti dovuto fare prima, nell’eventualità di perderti.
E se stai leggendo questo articolo in modo preventivo, cerca di prepararti per l’imprevisto seguendo queste tre cose:

Fai sapere a qualcuno dove stai andando – Parla ai tuoi amici, chiama tua madre o lascia un biglietto sul frigorifero o sul cruscotto della tua auto che descriva la tua avventura del giorno. Se nessuno sa dove sei, sarà molto più difficile trovarti.

Acquisisci conoscenze – Prima di avventurarti in zone remote o su montagne isolate, impara le competenze necessarie per affrontare le emergenze. Un po’ di conoscenza può migliorare la tua sicurezza, comfort e possibilità di sopravvivenza.

Porta l’attrezzatura – Porta sempre le cose di cui hai bisogno in caso di emergenza in qualsiasi stagione. In particolare i cosiddetti “10 elementi essenziali” di ogni situazione d’emergenza:

1. Kit di pronto soccorso: prima di partire, assicurati che tutti gli articoli siano aggiornati e non compromessi o danneggiati.
2. Illuminazione: le lampade frontali sono le più convenienti perché lasciano libere le mani. Opta per luci a LED, poiché durano più a lungo e producono la luce più brillante. La nostra guida all’acquisto delle head lamp la leggi qui.
3. Fuoco: tieni fiammiferi, accendini o pietra focaia con materiale infiammabile asciutto in un sacchetto sigillabile e impermeabile.
4. Abbigliamento protettivo: il layering è la migliore opzione per le attività all’aperto e le condizioni meteorologiche avverse. Scegli strati di isolamento termico realizzati con materiali sintetici ad alte prestazioni.
5. Protezione solare: un cappello, una crema solare, ghette e occhiali da sole proteggono gli occhi e la pelle dal sole. Valgono sulla neve come nel deserto.
6. Rifugio: una tenda da campeggio o una copertura ti terranno al riparo dal maltempo e ti aiuteranno a conservare il calore corporeo.
7. Navigazione: porta qualcosa diverso dal tuo dispositivo cellulare per tenere traccia di dove stai andando, come un GPS, una bussola manuale o una mappa cartacea.
8. Kit di riparazione: corda, filo, adesivo e un coltello multiuso possono essere utili se rimani bloccato nei boschi. Per esempio potresti scoprire quante cose puoi fare con un semplice braccialetto Paracord.
9. Cibo: il cibo leggero da zaino come il cibo liofilizzato o disidratato non ti appesantisce.
10. Acqua: non puoi mai avere abbastanza acqua, ma è pesante. Considera sistemi portatili di filtrazione dell’acqua o compresse di iodio come alternative.

Con la maggior parte di questi articoli ben conservati nello zaino, dovresti sentirti sicuro di poter resistere per più giorni.

Photo by Jacek SmoterMarita KavelashviliMatt Whitacre

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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