Taping, come si usa il cerotto neuromuscolare per la fisioterapia

Taping, come si usa il cerotto neuromuscolare per la fisioterapia

 

La pratica del taping è sempre più usata spesso sportivi e non, con il cerotto neuromuscolare colorato da applicare ai muscoli nella fisioterapia. Il tape neuromuscolare è un adesivo elastico molto utile non soltanto per contratture e dolori. Il cerotto tape aiuta il movimento, non bloccandolo, ma facendo sì che avvenga in modo corretto. Vi può servire dopo un infortunio, come anche per allenarvi meglio e fare fitness. Scopriamone di più con l’aiuto della Fisioterapista Valentina Liquori, che fa subito la prima raccomandazione: “il tape non si applica da soli”. Vediamo che cosa sono i tape, come si usano, i vantaggi e le controindicazioni.

Taping: che cos’è il cerotto tape neuromuscolare?

Il tape è un cerotto elastico, inventato nel 1979 da un chiropratico giapponese, il dottor Kenzo Kase, per rispondere alle limitazioni date dal taping rigido che usava sui suoi pazienti. “Dura dai 3 ai 5 giorni, è resistente all’acqua, non contiene lattice ed è ipoallergenico”, spiega Liquori, “è molto versatile, lo applichiamo ai bambini come agli anziani. Non solo, lo spessore del tape è sottile come quello dello strato cutaneo e le onde create dalla colla riprendono la distribuzione delle cellule dell’epitelio, dunque è uno strumento fondamentale in molti casi”.

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Come funziona e a cosa serve il tape neuromuscolare nella fisioterapia?

L’obiettivo del tape è quello di favorire il movimento senza creare danni, dunque aiutare a muoversi, ma facendolo nella corretta posizione. “Il tape dà informazioni al sistema nervoso centrale e va a ridurre la pressione e quindi la sensazione di dolore nella parte del corpo su cui viene applicato”, prosegue la dottoressa, “crea spazio tra pelle e tessuti sottostanti, favorendo così il drenaggio di liquidi nell’interstizio. In base alla posizione in cui e da cui viene applicato e alla tensione che si dà al cerotto, sfruttando il ritorno elastico dello stesso, si possono avere effetti diversi: meccanico, di drenaggio, facilitatorio-inibitorio dei muscoli, antidolorifico”.
In sostanza quindi riduce il dolore, drena gli edemi, migliora la funzionalità e il movimento. Parlando agli sportivi: può servirvi nella ripresa dopo un infortunio, oppure ad esempio se avete avuto un’infiammazione della fascia plantare e volete riprendere la vostra attività podistica, o ancora se vi trovate con una caviglia gonfia ed è quindi necessario drenarne i liquidi o per aiutare la riduzione di grossi ematomi, o per stimolare un corretto pattern di movimento della rotula in una sindrome femoro-rotulea. 
“Funziona bene anche nel trattamento delle cicatrici, perché permette di scollarle ed evitare aderenze”, sottolinea Liquori.

 

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Come applicare il tape?

“Il primo consiglio è di non farlo da soli, evitando per esempio i tape pre tagliati: i muscoli sono diversi da persona a persona e il tape va applicato da origine a inserzione del muscolo. È evidente che una persona alta 1,90 avrà bisogno di un tape di una certa lunghezza, ben diversa da quella di chi è alto 30 centimetri in meno!”, spiega l’esperta.
L’applicazione deve essere fatta dunque da parte di personale formato, che abbia conoscenza della fisiologia oltre che della patologia, come fisioterapisti, fisiatri, osteopati, ma anche preparatori atletici e personal trainer.
“Il tape ha maggiore effetto se abbinato ad un trattamento”, continua la dottoressa, “soprattutto per mantenere il risultato ottenuto dallo stesso”.

 

 

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Ci sono controindicazioni nell’utilizzo del tape?

“Direi di no, non controindicazioni assolute”, spiega la fisioterapista, “consiglio di essere depilati, perché la rimozione dà un effetto ceretta poco simpatico! Attenzione invece se si ha la cute molto sottile o infiammata, oppure ci sono lesioni della cute e ulcere, o trombosi venose in atto in quei casi va evitato assolutamente”.

 

 

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Photo Credits: Aleksey Toritsyn [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

 

 

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