5 posti a Milano in cui non sembra di essere a Milano

Milano

Trovare dei posti a Milano in cui non sembra di essere a Milano è uno degli obiettivi di tanti milanesi che, dopo più di un anno di pandemia e sei mesi consecutivi di restrizioni anti-Covid, sentono l’esigenza di evadere dalla città per godersi uno scenario diverso dai soliti palazzi, dai soliti vialoni e dai soliti parchi urbani.
La città si può anche amare visceralmente, ma ogni tanto i nostri occhi e la nostra mente hanno bisogno di “staccare”. Sì, dal 26 aprile la Lombardia è in zona gialla e ci si può muovere fuori dai comuni e fuori dalla regione (liberamente verso le regioni gialle, con il certificato verde verso quelle arancio o rosse), ma spesso è difficile trovare il tempo per un weekend o una giornata intera per una gita fuori porta o un giro in bicicletta. Insomma, a volte bisogna accontentarsi. E Milano, anche senza uscire dal territorio comunale, è in grado di sorprendere.
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5 posti a Milano in cui non sembra di essere a Milano

Evadere dal grigiore urbano è possibile: a Milano, dentro i confini comunali, ci sono dei posti in cui non sembra di essere in città. Ve ne consigliamo cinque, facilmente raggiungibili in bici, con i mezzi o ai piedi. 

  1. Parco della Vettabbia
  2. Borgo di Crescenzago
  3. Piazza dei Piccoli Martiri e la Cascina Martesana, lungo il naviglio
  4. Boscoincittà e Parco delle Cave
  5. Parco Lambro

Parco della Vettabbia

Prendete una bici, arrivate in Porta Romana e imboccate la ciclabile che, passando per Piazzale Lodi e Piazzale Corvetto, vi porterà dritti al Parco della Vettabbia, che è parte del Parco Agricolo Sud Milano. Non stiamo parlando del classico parco cittadino: è aperto, rettangolare (più di 100 ettari), pianeggiante e caratterizzato da enormi prati attraversati da vialoni sterrati.
Troverete un laghetto, una piccola (ma selvaggia) zona boschiva e tanto spazio per sdraiarvi su un telo per un po’ di relax. Il Parco della Vettabbia non ha alberi che fanno ombra, dunque è sempre esposto al sole. Attraversandolo da un lato minore all’altro, raggiungerete l’Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. (Foto: Milo iz / YouTube)

Borgo di Crescenzago

Percorrete via Padova verso la periferia, arrivate in Piazza Costantino (dove si trova uno degli ingressi al Naviglio Martesana) ed entrate in via Berra. A quel punto, in un batter d’occhio, passerete dal caos e dal traffico di via Padova allo scenario di un piccolo borgo dall’aspetto medievale, contraddistinto dalla Chiesa di Santa Maria Rossa (stile romanico lombardo, inaugurata nel 1140). Della Crescenzago ottocentesca è rimasto poco, solo il tratto (via Berra, appunto) che passa per la chiesa e che conduce in via Flumendosa. Ma due passi per questa strada ciottolata possono rivelarsi un vero e proprio salto indietro nel tempo, perché in via Berra il calendario è rimasto fermo a un centinaio di anni fa.

Piazza dei Piccoli Martiri e la Cascina Martesana, lungo il naviglio

I consigli che vi diamo in questo articolo riguardano esclusivamente il territorio comunale della città. Anche per il pittoresco Naviglio Martesana, dunque, rimarremo a “Milano Milano”.
In città, il tratto più particolare è quello da Piazza dei Piccoli Martiri alla Cascina Martesana. Piazza dei Piccoli Martiri, in zona Turro, si raggiunge dalla ciclopedonale del naviglio tramite un antico ponticello in pietra molto; la piazzetta è piccola, accogliente e si affaccia sull’elegante Villa Singer, riconoscibile grazie al suo inconfondibile colore rosa.
Tornando sulla ciclopedonale del Naviglio, una sessantina di metri più avanti troverete la Cascina Martesana (riapre il 30 aprile per la stagione estiva), che non ha nulla da invidiare ai “ruin pub” di Budapest. In questo locale all’aperto ci sono un orto urbano, amache, vegetazione e tavoli in comune con gli altri clienti: un posto perfetto per socializzare e per godersi una birra lontani da cemento e inquinamento. (Foto: Mapio.net

Boscoincittà e Parco delle Cave

Nella zona Ovest della città (Municipio 7), non lontano dal Parco di Trenno, si trova un grande parco pubblico di 110 ettari detto Boscoincittà. Nato nel 1974 e attualmente sotto la gestione della Onlus “Italia Nostra”, il Boscoincittà è perfetto per gli amanti della natura incontaminata: ha boschi, prati, corsi d’acqua, zone umide, orti, un laghetto, un frutteto e un apiario. Il Boscoincittà si ricongiunge con il Parco delle Cave, che deve il suo nome ai quattro bacini artificiali che vennero scavati qui; oggi sono riempiti d’acqua, e in alcuni si può persino pescare.

Parco Lambro

Spesso i milanesi non si rendono conto di quanto sia prezioso e unico il Parco Lambro, il parco non recintato più grande della città (900mila metri quadrati).
Tra il fiume che lo attraversa e le innumerevoli specie arboree presenti, sembrerà di essere all’interno di un maestoso bosco collinare: non c’è nulla (a parte il tratto di tangenziale Est che lo attraversa) che vi farà pensare di essere a pochi chilometri da piazzale Loreto, nel pieno del caos cittadino. Oltre che per il running o il calisthenics, il Parco Lambro è ottimo per il birdwatching e per un bel pic-nic in mezzo al verde. Per raggiungerlo è sufficiente scendere alle fermate di Crescenzago, Cimiano o Udine della metropolitana verde.
[Photo by: Luca Volpi / Flickr]

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