Acque smeraldo, foreste tropicali e ospitalità calorosa: le isole Riau, il paradiso indonesianoalternativo alle Maldive

A un\'ora di traghetto da Singapore, nel mezzo del mare indonesiano, le isole Riau custodiscono lagune trasparenti, foreste primordiali e calette deserte che fanno sembrare lontanissime le skyline lucenti della città-stato. Un arcipelago che richiede solo di essere cercato.

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Esiste un posto in cui il mare è così trasparente da sembrare falso, le foreste scendono fino alla riva e il ritmo delle giornate è scandito solo dal vento e dalle barche dei pescatori.
Si trova a poco più di un’ora da una delle città più efficienti e tecnologiche del pianeta.
Le isole Riau — arcipelago indonesiano affacciato sullo Stretto di Malacca, a sud di Singapore — sono ancora uno di quei segreti che circolano a voce bassa tra chi viaggia davvero, e che per qualche ragione non hanno mai conquistato le guide patinate.
Non perché manchi qualcosa. Piuttosto perché sono rimaste fedeli a sé stesse: meno infrastrutture, meno folla, meno filtri.

Un arcipelago dietro l’angolo, eppure fuori dal mondo

Le Riau comprendono oltre tremila isole, la maggior parte disabitate. Si estendono tra la punta meridionale della Malesia, la costa di Sumatra e l’isola di Borneo, formando uno degli arcipelaghi più estesi del Sud-Est asiatico.isole-riau-indonesia-asia
La destinazione è ufficialmente promossa dall’ente turistico indonesiano come uno dei gioielli meno esplorati del Paese: spiagge di sabbia bianca, barriere coralline intatte, mangrovie fitte e un’ospitalità Melayu che sa di cucina di mare e di conversazioni lente.
Il contrasto con Singapore — che si vede letteralmente dall’altra parte dello Stretto — è quasi comico. Lì le luci dei grattacieli, le code ordinate alla metro, i centri commerciali da capogiro.
Qui, a sessanta minuti di traghetto, l’orologio gira a un’altra velocità e il senso dell’orientamento si rimette in moto solo guardando le stelle.

Bintan: la porta delle Riau, tra resort e villaggi di pescatori

Bintan è l’isola più conosciuta dell’arcipelago e il punto d’ingresso naturale per chi parte da Singapore. Il porto di Tanah Merah, sulla sponda singaporiana, è efficiente come ci si aspetta: venti minuti di taxi dall’albergo, biglietto comprato, traghetto in orario. Meno di un’ora dopo si attracca a Bandar Bentan Telani o a Sri Bintan Pura, a seconda della destinazione sull’isola.
Bintan ha un doppio volto che vale la pena esplorare in entrambe le direzioni. Il nord dell’isola ospita resort costruiti su lingue di sabbia bianca, con piscine a sfioro e pontili in legno che si allungano sulle acque verdi.
Il sud, invece, appartiene ancora ai kampung — i villaggi tradizionali Melayu — dove le case su palafitte si specchiano in lagune silenziose e le barche dei pescatori escono prima dell’alba.
Tanjung Pinang, la capitale dell’arcipelago, è una città portuale caotica e autentica, con mercati galleggianti, templi cinesi e un odore persistente di pesce secco e spezie.
Chi fa scalo a Bintan solo per il mare trova già abbastanza: la spiaggia di Trikora, nella costa orientale, è fatta di sabbia dorata e acque poco profonde, con qualche chiosco che serve nasi goreng e birra fresca. Chi vuole di più deve andare oltre.

Le isole minori

Nelle isole più piccole le Riau mostrano il loro carattere vero. Batam, la più vicina a Singapore, è ormai una zona industriale e commerciale e non vale il viaggio per chi cerca natura.
Spostandosi verso est o verso sud si entra invece in un territorio diverso: atolli di calcare, barriere coralline ancora integre, acque che cambiano tonalità — verde smeraldo vicino alla riva, blu intenso al largo — in modi che sembrano varare con la luce e con l’ora del giorno.
Tra le isole remote dell’arcipelago, le acque intorno ai reef delle Anambas — tecnicamente parte delle Riau ma più a est, verso il Mar Cinese Meridionale — vengono spesso citate dagli appassionati di snorkeling come tra le più spettacolari del Sud-Est asiatico.anambasa-isole-riau-indonesia-asia-mare
Non è facile arrivarci, ma è esattamente il tipo di posto in cui il viaggio è già parte dell’esperienza.
L’area delle isole più remote dell’arcipelago ha attirato negli ultimi anni anche resort esclusivi costruiti su atolli privati, raggiungibili solo via idrovolante o barca: un segnale che il mondo se n’è accorto, anche se i numeri restano ancora contenuti rispetto ad altre mete dell’Indonesia.
Per chi non vuole spendere cifre da resort esclusivo, esistono guesthouse locali sulle isole intermedie, raggiungibili con i traghetti pubblici che collegano Tanjung Pinang agli arcipelaghi minori. Lento, scomodo, magnificamente vero.

Cosa fare tra le acque delle Riau

Lo snorkeling e il diving sono la ragione principale per cui ci si sposta dalle isole più battute verso quelle minori: i reef delle Riau ospitano tartarughe, razze, banchi di pesci colorati e, in alcuni punti, mante. La stagione secca garantisce visibilità fino a venti metri.
Chi preferisce la terraferma può esplorare le foreste di Bintan, dove alcune riserve naturali proteggono macachi dalla faccia pallida e uccelli endemici del Sud-Est asiatico.anambasa-isole-riau-indonesia-cosa-fare
Le mangrovie del litorale meridionale si percorrono in kayak, scivolando in silenzio tra le radici. Tanjung Pinang merita una mattinata: il Pulau Penyengat, una piccola isola raggiungibile in cinque minuti di sampan dal porto, conserva i resti di un sultanato del XVIII secolo.
La sua moschea è famosa per una leggenda locale secondo cui la calce fu mescolata con albumi d’uovo durante la costruzione.
Se le isole sperdute e i paradisi tropicali lontani dal turismo di massa ti attraggono, queste non sono le uniche destinazioni da tenere sul radar: nel Sud-Est asiatico, come altrove, esistono ancora molti angoli che il grande turismo non ha ancora scoperto davvero.
Le Riau non promettono lusso né avventura estrema. Promettono qualcosa di più raro: la sensazione di essere in un posto che non ha ancora deciso come presentarsi al mondo, che esiste ancora per sé stesso prima che per i visitatori. E questo, di questi tempi, vale il traghetto da Singapore.

Info pratiche

Dove: Arcipelago delle isole Riau, Indonesia, a sud di Singapore nello Stretto di Malacca. Principali isole: Bintan, Batam, Karimun, Lingga, Anambas.
Come arrivare: Traghetti frequenti da Tanah Merah Ferry Terminal di Singapore verso Bintan (circa 55 minuti) e Batam (circa 40 minuti). Per le isole minori occorre proseguire in traghetto locale da Tanjung Pinang; alcune destinazioni remote sono raggiungibili solo via charter.
Quando: Da maggio a settembre, durante la stagione secca, per mare calmo e migliore visibilità sott’acqua. Da novembre a marzo il monsone può rendere difficile la navigazione verso le isole più esterne.anambasa-isole-riau-indonesia-spiagge
Biglietto: Il traghetto da Singapore a Bintan costa tra i 35 e i 55 SGD (circa 25-40 €) andata e ritorno, a seconda dell’operatore e dell’orario. I cittadini europei entrano in Indonesia senza visto on arrival per soggiorni fino a 30 giorni.
Da abbinare: Una giornata a Tanjung Pinang e un’escursione a Pulau Penyengat completano bene un soggiorno a Bintan. Chi ha più tempo può spingere verso le Anambas per il mare più selvaggio.
Consiglio: Portate rupiah indonesiane in contanti prima di lasciare Singapore — fuori dai resort più strutturati il bancomat non è garantito, e il cambio in loco conviene poco.

Foto Canva

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