Esiste una regione montuosa nel centro della Germania che la maggior parte dei turisti italiani non ha mai considerato — non perché non valga, ma perché è rimasta fuori dai radar delle destinazioni più pubblicizzate.
L’Harz è una catena collinare verde, densa di boschi, borghi medievali quasi intatti, sentieri segnalati per centinaia di chilometri e una storia che sovrappone leggende di streghe, letteratura romantica e Guerra Fredda in modo abbastanza insolito da rendere ogni salita al Brocken un’esperienza difficile da classificare.
Il Brocken: le streghe, Goethe e i sovietici
Il Brocken, con i suoi 1.142 metri, è la vetta più alta dell’intera Germania settentrionale.
Non è una montagna impressionante per quota, ma ha un microclima che inganna — nebbia per quasi 300 giorni all’anno, neve da settembre a maggio, temperature medie estive tra i 6 e i 14 gradi.
Le condizioni atmosferiche in cima assomigliano a quelle di una montagna alpina a 1.600-2.200 metri.
La sua reputazione leggendaria è molto più antica della reputazione letteraria.
Già in una poesia del 1300 il Brocken era descritto come luogo di incontro di esseri fantastici — e la tradizione del sabba delle streghe nella notte di Valpurga, dal 30 aprile al 1 maggio, resiste ancora oggi.
Nella notte di Valpurga migliaia di persone salgono al Brocken in costume, seguendo una tradizione che mischia paganesimo medievale e festa popolare in modo abbastanza irresistibile.
Johann Wolfgang von Goethe salì al Brocken almeno tre volte — la prima in pieno inverno, nel 1777, impresa non banale per l’epoca.
Il Brocken compare più di una volta nelle opere del grande poeta, e naturalmente è menzionato nel suo Faust.
Heinrich Heine ci scrisse un intero libro — Harzreise — nel 1826, e oggi il sentiero che parte da Ilseburg e sale fino alla cima porta il suo nome: 26 km, 800 metri di dislivello.
Poi arrivò la Guerra Fredda, e il Brocken cambiò identità.
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La Guerra Fredda sul Brocken: le postazioni di ascolto della DDR
Dal 1957, la cima del Brocken divenne zona di sicurezza militare.
Quando fu costruito il Muro di Berlino, nel 1961, le autorità della DDR trasformarono l’intera vetta in un’area di alta sicurezza: l’Armata Rossa dell’Unione Sovietica usò gran parte del suo territorio, e l’intero plateau venne circondato da un muro in cemento armato, composto da 2.318 sezioni, ognuna di 2,4 tonnellate di peso.
La posizione era strategicamente preziosa: a 1.142 metri, il Brocken era il punto più alto della Germania settentrionale — ideale per captare le comunicazioni radio e telefoniche dell’Occidente.
Le antenne sovietiche e della Stasi intercettavano il traffico da qui.
Per trent’anni nessun civile della DDR poteva avvicinarsi alla vetta — e chi tentava di fuggire verso ovest attraverso i boschi dell’Harz veniva fermato dalle guardie di confine armate.
Dal 1990, quando la cima tornò accessibile, furono smantellati il muro, le caserme e la maggior parte delle strutture militari.
Ma le tracce restano: lungo il Brockenrundweg e nella Brockenhaus si trovano spiegazioni e documentazione di quel periodo — antenne, pannelli esplicativi, fotografie d’archivio.
È uno dei luoghi tedeschi dove la storia della Guerra Fredda si legge ancora direttamente sul paesaggio, senza ricostruzioni o musei artificiali.
Come salire al Brocken: a piedi o in treno a vapore
Ci sono due modi di salire al Brocken, e nessuno dei due è sbagliato.
A piedi, il percorso più popolare è il Goetheweg — 8,8 km da Torfhaus, salita moderata, segnaletica impeccabile, circa 2-3 ore di cammino.
Chi preferisce un itinerario più impegnativo sceglie il Harzklub-Weg da Schierke: 5,4 km, dislivello di 540 metri, pareti di roccia, torrenti e, di tanto in tanto, un treno a vapore che sfreccia accanto.
In treno, la Brockenbahn è una ferrovia a scartamento ridotto a vapore che parte da Wernigerode e sale fino alla stazione in cima al Brocken — linea gestita dalla Harzer Schmalspurbahnen (HSB), attiva da oltre un secolo.
Le vedute — delle vette dei dintorni, del vapore della locomotiva che si addensa nell’aria cristallina — sono mozzafiato.
Non è una scelta per pigri: è un’esperienza a sé, che ha senso fare anche per chi ha già scalato il Brocken a piedi.
Wernigerode: il castello e le case a graticcio
Wernigerode è la base ideale per esplorare l’Harz.
Ai lati delle stradine tortuose dell’Altstadt sorgono case a graticcio dalle facciate colorate, sulle quali incombe un romantico castello ducale del XII secolo.
Lo Schloss Wernigerode, con la sua facciata neogotica ottocentesca, domina la città da un colle — si visita e offre una vista sull’intero Harz nelle giornate limpide.
Il centro storico è quasi completamente intatto: siamo in quello che era il territorio della DDR, ma l’impronta della Germania Est è quasi invisibile all’occhio di un visitatore esterno.
Quedlinburg e Goslar: i patrimoni UNESCO
L’Harz non è solo montagna.
Quedlinburg, a est, ha un centro storico con oltre 2.000 case a graticcio ed è Patrimonio dell’Umanità UNESCO — uno dei centri storici medievali più intatti della Germania settentrionale. 
Goslar, sul versante occidentale, è anch’essa patrimonio UNESCO — per il centro storico medievale e per le Miniere del Rammelsberg, dove si estraevano argento, piombo e zinco dal 968 d.C. fino al 1988.
Il suo Altstadt è cinto da una cinta muraria e percorso da vie medievali acciottolate su cui si affacciano minuscole case abitate un tempo da minatori.
La Bodetal: il Grand Canyon dell’Harz
L’escursione più incantevole dell’Harz è quella che conduce alla spettacolare Bodetal partendo da Thale, ex cittadina della DDR.
La valle è scavata dal fiume Bode tra pareti di roccia che in certi tratti sembrano uscite da un paesaggio alpino — e il fatto che sia completamente fuori dal radar del turismo italiano la rende ancora più interessante. 
Dal Hexentanzplatz — il piano delle streghe — e dalla Rosstrappe si aprono viste sulla valle che hanno la qualità visiva di un set cinematografico medievale.
Due funivie permettono di salire senza fatica; a piedi il sentiero scende nella gola tra cascate e formazioni rocciose.
Il Teufelsmauer: il Muro del Diavolo
A nord dell’Harz, il Teufelsmauer — letteralmente il Muro del Diavolo — è una formazione rocciosa di arenaria che corre per chilometri come una cresta dentata tra i boschi.
È una delle riserve naturali più antiche della Germania, e il sentiero che la percorre alterna viste sulle pianure nordtedesche a tratti che sembrano usciti direttamente da un romanzo fantasy.
La Megazipline: volare sopra la diga a 85 km/h
Per chi vuole l’adrenalina con il paesaggio dell’Harz sotto i piedi, la Megazipline nella zona della diga di Wendefurth, ai margini della valle del Bode, è la risposta più immediata.
Con una lunghezza superiore a un chilometro e un dislivello di circa 120 metri, è considerata la più grande teleferica doppia d’Europa — due cavi paralleli che permettono a due persone di lanciarsi contemporaneamente, affiancate durante tutto il percorso.
Si raggiungono punte fino a 85 km/h, attraversando in volo il bacino della diga con la vista sulle foreste, sulle pareti rocciose della valle e sull’acqua sottostante.
Non richiede esperienza tecnica — dopo il briefing e l’equipaggiamento di sicurezza, si raggiunge la torre di partenza e si parte.
Come arrivare e quando andare
In auto dall’Italia: il percorso più diretto porta da Milano a Wernigerode via autostrada in circa 8-9 ore.
Da Monaco e dall’Austria meridionale si passa per Norimberga e Lipsia — circa 7 ore.
In aereo: gli aeroporti più vicini sono Hannover (a ovest, circa 1h30 da Wernigerode) e Lipsia-Halle (a est, circa 1h30).
Da Francoforte, il treno ad alta velocità ICE porta fino a Halberstadt in circa 3 ore, con coincidenza per Wernigerode.
Il periodo migliore sono la primavera — quando l’Harz fiorisce e i sentieri sono asciutti — e l’autunno, quando i faggi cambiano colore.
L’estate è la stagione dei turisti tedeschi sul Brocken.
L’inverno porta neve frequente e la possibilità di sci di fondo.
La notte di Valpurga (30 aprile) è l’evento più caratteristico della regione — prenotare con mesi di anticipo.
Per chi vuole combinare l’Harz con un itinerario più ampio nella Germania orientale — Dresda, la Svizzera Sassone, i vigneti dell’Elba — la guida alla Germania in bici lungo la ciclabile dell’Elba mostra come costruire un itinerario di una settimana o più tra le due destinazioni.
Info pratiche
Dove: Monti Harz, confine tra Bassa Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia, Germania centrale
Brocken — sentiero Goetheweg: 8,8 km da Torfhaus, 2-3 ore, segnaletica eccellente
Brocken — Harzklub-Weg da Schierke: 5,4 km, 540 m dislivello, circa 2h
Brockenbahn: treno a vapore Wernigerode-Brocken, verificare orari su hsb.de
Brockenhaus: museo sulla natura e la storia della Guerra Fredda in vetta — ingresso incluso nella visita
Megazipline: diga di Wendefurth, Valle del Bode, biglietto circa 30-35 euro — verificare su megazipline.de
Quedlinburg e Goslar: patrimoni UNESCO, raggiungibili in auto o treno da Wernigerode
Bodetal: partenza da Thale, funivia disponibile, sentiero nella gola accessibile tutto l’anno
Foto Germany Travel
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