Cicloturismo e bikepacking: le differenze

Tutto il bikepacking è cicloturismo, ma non tutto il cicloturismo è bikepacking...

Cicloturismo e bikepacking: le differenze

Benché usati spesso come sinonimi, cicloturismo e bikepacking rappresentano due modi sostanzialmente diversi di vivere la passione per la bicicletta. Passione per la bicicletta intesa come desiderio di avventura e scoperta, di viaggio, di pedalare senza badare alle prestazioni.

Cicloturismo e bikepacking: le differenze

Ma trovato il punto in comune quali sono le differenze tra ciò che chiamiamo bikepacking e il cicloturismo? Volendole proprio trovare sono essenzialmente due: il cicloturismo è per lo più su strade asfaltate, tendenzialmente per una intera vacanza e quindi periodi abbastanza lunghi di viaggio da un punto a un altro (anche se ultimamente le cose stanno cambiando un po’ con alcune destinazioni cicloturistiche a fare da hotspot per visite di pochi giorni); il bikepacking è invece per lo più su fuoristrada, non percorsi da MTB ma più da gravel o trekking bike, spesso per brevi avventure, tendenzialmente in autonomia (anche se pure in questo caso le cose stanno cambiando). Ma forse, come vedremo in questo articolo, la differenza sostanziale si può riscontrare nel tipo e nell’allestimento della bicicletta, in particolare per quanto riguarda la scelta delle borse.

Cicloturismo e bikepacking: le differenze

Bici da bikepacking e cicloturismo: quali sono?

Esistono delle vere e proprie bici da bikepacking e cicloturismo? Sì e no. Diciamo che, volendo tracciare delle caratteristiche imprescindibili, entrambe le tipologie di bici devono essere sicuramente comode, maneggevoli, adatte a lunghe percorrenze o a percorrenze su terreni accidentati, e consentire di montare delle borse in cui riporre tutto ciò che si vuole portare con sé. Lunga o corta che sia l’avventura in bici.

Per questi motivi le bici che oggi vanno per la maggior per il cicloturismo e il bikepacking sono quelle da trekking, le touring e ovviamente le gravel in tutte le loro declinazioni. Ma ciò non esclude che ci siano cicloturisti e bikepacker che usano le MTB, soprattutto front, mentre è più difficile trovare qualcuno con delle vere e proprie road bike, per evidenti motivi di comfort, o city bike, per questioni più legate al posizionamento delle borse.

 

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Borse da cicloturismo e bikepacking

Come dicevamo, molta della differenza le fanno le borse da cicloturismo e bikepacking. Tipicamente i cicloturisti viaggiano con una o due coppie di borse alloggiate sui portapacchi posteriore e anteriore: normalmente le più grandi, cioè voluminose e pesanti, stanno dietro, e quelle meno ingombranti e più leggere stanno davanti. Questo assetto ha il vantaggio senza dubbio della capienza, ma rende anche la bici meno maneggevole quando la strada comincia a diventare irregolare o tortuosa.

Cicloturismo e bikepacking: le differenze

I bikepacker dal canto loro optano per un assetto decisamente più minimale, con la borsa da sottosella, quella da manubrio e quella da telaio. Il tutto senza portapacchi e altre strutture rigide, e con materiali decisamente più leggeri. Questo comporta maggior agilità e controllo nella guida quando la strada diventa tecnica, dal gravel ai single track fino alle carrarecce scassate di montagna. Ovviamente il prezzo da pagare è quello di avere meno spazio a disposizione e dover fare scelte più essenziali su cosa portare con sé. Il vantaggio è invece quello di maggior aerodinamica, meno vibrazioni di portapacchi e agganci assortiti, un miglior equilibrio della bicicletta.

 

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Quali viaggi in bicicletta?

Ma quindi quali viaggi avventura in bicicletta rappresentano di più il bikepacking e il cicloturismo? Fatte le differenze di fondo e assetto della bici, poi non è che per forza bisogna imbarcarsi in un’epica traversata d’Europa per fare cicloturismo o pedalare in Kirgizistan per fare bikepacking. Detto che non è nemmeno obbligatorio dormire in tenda e cucinarsi i pasti in totale autonomia, nell’uno come nell’altro caso, sono tante le opzioni per chi vuole avvicinarsi all’uno come all’altro modo di vivere qualche avventura in bicicletta.

1. Giri ad anello

Un nome su tutti: l’Eroica è tipicamente un giro ad anello che si può fare con l’uno come l’altro assetto della bici, dormendo in tenda e preparandosi i pasti col fornelletto così come soggiornando in B&B, agriturismi o resort a 5 stelle e pranzando al ristorante.

2. Viaggio da punto a punto

Probabilmente la quintessenza dell’avventura in ogni modo, in bici come a piedi: partire da un punto e arrivare in un altro, seguendo un itinerario più o meno immaginato e pianificato. La VenTo, la Ciclabile del Danubio, la Francigena ma anche il Sentiero Italia (almeno per i tratti tracciati e percorribili in bicicletta) sono tutte avventure di viaggio da punto a punto.

3. Facendo base in una località

Ok, questa è la versione più soft e forse anche apocrifa sia dell’una che dell’altra modalità di turismo in bicicletta. Ma senza voler fare troppo i puristi e sapendo bene che per essi il bikepacking è principalmente autosufficiente: i distretti cicloturistici stanno letteralmente esplodendo, e in fondo esplorare o visitare un territorio in bicicletta, su strade asfaltate o meno, non è altro che turismo in bicicletta.

4. Tour guidati

Possono essere una qualsiasi delle opzioni precedenti, con il vantaggio di avere una guida, che conosce il territorio, proprio come una guida turistica, ma anche il mezzo, cioè la bicicletta, e le sue esigenze. E può essere un buon modo per cominciare a mettersi alla prova per una vacanza o un viaggio sempre “con il sedere sul sellino” e tutti gli aspetti organizzativi – pernottamenti, pasti, spedizione bagagli, etc – già sbrigati.

Alla fine…

Alla fine ciascuno è libero di fare ciò che gli piace nel modo in cui gli piace, ma se proprio vogliamo trovare una sintesi tra cicloturismo e bikepacking potremmo dire che tutto il bikepacking è considerabile cicloturismo, ma non tutto il cicloturismo è considerabile bikepacking.

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