8 belle piste ciclabili del Piemonte

piste ciclabili del Piemonte

Le piste ciclabili del Piemonte sono il modo più bello per andare alla scoperta di una regione che è uno dei paradisi del cicloturismo. E non potrebbe essere altrimenti: ci sono le montagne, ci sono territori come le Langhe, il Roero e il Monferrato, il Cuneese ma anche la zona di Biella, ci sono laghi bellissimi, da quello Maggiore a molti altri scenografici, panoramici e perfetti anche per prendere il sole e fare il bagno, e poi c’è il Po e molti altri fiumi di cui seguire il corso in sella a una bicicletta. I percorsi ciclabili del Piemonte sono tantissimi, frutto di un percorso di leggi cominciato nel 1990 e che nel 2015 ha visto approvare la Rete dei percorsi ciclabili di interesse regionale (tutte le info, compresa una cartina esaustiva, sul sito della Regione Piemonte), e c’è anche un portale dedicato, frutto della collaborazione tra gli enti di informazione turistica locale (si chiama Piemontebike e raccoglie oltre 100 percorsi cicloturistici variegati per per difficoltà, lunghezza, pendenza, caratteristiche tecniche e paesaggistiche). Tra i percorsi ciclabili di interesse regionale ci sono molti interessanti itinerari dedicati al cicloturismo, dalla VenTo Venezia Torino alle diverse vie (del Mare, Francigena, ora percorribile anche in bicicletta, dei Pellegrini, del Ticino, Provenzale e del Moviso) ma tra le molte vie ciclabili in Piemonte, nelle più belle non si possono non considerare queste 8:

  • La via del Sale
  • Il Santuario della Madonna della Neve
  • La via delle Risorgive
  • La ciclabile dei Laghi di Avigliana
  • La ciclabile del Lago di Candia
  • La ciclabile del Parco delle Lame del Sesia
  • La ciclabile del Canale Cavour
  • Le ciclabili del Piemonte nel Parco del Ticino

Le piste ciclabili del Parco del Ticino in Piemonte

Le piste ciclabili del Parco del Ticino in Piemonte più che un solo itinerario solo un vero e proprio reticolo di percorsi che virtualmente permettono di andare dal Lago Maggiore a Pavia (in Lombardia) sempre all’interno dell’area protetta. In totale sono 780 km di percorsi ciclipedonali immersi nel verde, di cui 122 lungo le alzaie e moltissimi lungo il corso del fiume. Il confine tra Piemonte e Lombardia è spesso labile e lo si attraversa più e più volte, ma andare in bicicletta nel Parco del Ticino rimane un grande classico sempre molto amato da ogni tipo di cicloturista, dai mountain bike che cercano gli sterrati alle famiglie con bambini e anche gli appassionati di gravel e strade bianche. La mappa interattiva dei percorsi, divisi per tipologia, si trova sul sito ufficiale del Parco del Ticino. Per chi si muove in treno dal Piemonte si può raggiungere Novara e da qui Galliate dove si imbocca il Sentiero E1 del Parco del Ticino, porta d’accesso ai percorsi ciclopedonali.

Il Giro al Santuario della Madonna della Neve

Il Giro al Santuario della Madonna della Neve è un bel percorso che raggiunge uno dei luoghi più ricchi di fascino del Monferrato. È un circuito ad anello, con partenza e arrivo a Stazzano, in provincia di Alessandria, con un buon dislivello (677 metri spalmati su 21 km) da affrontare con buona gamba e bici adatte ai percorsi sterrati. Il giro infatti imbocca quasi subito il sentiero CAI 200 per salire al Santuario Madonna del Monte Spineto, e poi raggiunge una serie di balconate da cui si gode un magnifico panorama sulla Valle Scrivia e sulla Val Borbera. Da qui si scende al passo di Bocca del Lupo, sempre lungo il sentiero CAI 200, e poi si raggiungono i Sentieri della Libertà, i percorsi teatro della Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo un po’ di saliscendi si giunge infine al Santuario Madonna della Neve o Cà del Bello, da cui sempre seguendo il sentiero CAI 200 si comincia a scendere tra tratti sterrati, asfaltati, lastricati e anche single track divertenti al’interno del bosco finché non si raggiunge la strada asfaltata che, sempre in prevalente discesa, riporta a Stazzano.

La Via delle Risorgive, o pista ciclabile Airasca – Moretta

La Via delle Risorgive, o pista ciclabile Airasca – Moretta, è itinerario facile e bello che comincia a due passi da Torino, quindi perfetto per una gita nel fine settimana fuori città. I km non sono pochi, circa una sessantina, ma l’itinerario è pressoché tutto pianeggiante, prevalentemente su pista ciclabile, con alcuni tratti di attraversamento su strade secondarie, quindi ideale per ogni tipo di bici, anche quelle da città, e volendo in compagnia di ragazzi (forse, per i bambini, i km possono essere troppi volendo fare l’intero percorso). L’itinerario parte da Airasca, che si può raggiungere direttamente in bici dal centro di Torino lungo la ciclabile che parte dalla Stazione di Porta Susa, oppure ci si può spostare inizialmente con il treno regionale della linea 2 Chivasso – Pinerolo (è bene informarsi prima circa il trasporto biciclette, che abbiamo spiegato anche qui). La pista ciclabile Airasca – Moretta, rinominata via delle Risorgive in anni recenti per via delle numerose sorgenti di acqua dolce di origine naturale che vi si incontrano, è stata realizzata sulla sede della dismessa ferrovia Airasca – Saluzzo: è quindi un percorso protetto, interdetto alle auto, frequentato ovviamente anche a piedi o dai runner, ma semplice, facile e senza dislivelli particolari. Il tutto si snoda in un paesaggio prevalentemente agricolo, con campi coltivati e foreste di salici e pioppi. Particolarmente bello è il tratto in cui si attraversa il Parco del Po, incrociando virtualmente la VenTo, e dove volendo si può sostare per un pic-nic. In alternativa, per il ritorno, ci si può anche dirigere verso la vicina Racconigi da dove prendere un treno in direzione di Torino.

La pista ciclabile dei Laghi di Avigliana

I laghi di Avigliana sono due specchi d’acqua a est di Torino, molto amati dai torinesi che vi si recano nel weekend. Il più grande è balneabile e offre molte possibilità anche per fare sport d’acqua non a motore, il piccolo invece è un’oasi naturalistica, particolarmente importante per i volatili e la flora, e non è per questo balneabile. Il tutto all’interno del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, 400 ettari di natura con numerose postazioni per il relax e l’osservazione degli uccelli e numerosi sentieri. Ecco, volendo c’è anche la possibilità di fare un bel giro ad anello di una ventina di km, senza strappi, facile e gradevole, prevalentemente su pista ciclabile interdetta alle auto, con in più la possibilità di visitare o vedere il Dinamitificio Nobel, il primo dinamitificio industriale italiano, dismesso nel 1965 e ristrutturato di recente.

La ciclabile del Lago di Candia

Altra pista ciclabile intorno a un altro lago molto amato dai piemontesi. Qui i km sono ancora meno, circa 7, e il percorso sterrato facile e completamente pianeggiante, motivi per cui è la ciclabile perfetta da fare con i bambini (attenzione solo a un paio di attraversamenti, che nel weekend sono un po’ trafficati). Anche il lago di Candia è un paradiso dei volatili, vi si possono avvistare anche aironi, la natura circostante è per lo più boschiva anche se vi sono tratti agricoli, e non mancano le aree pic-nic dove fermarsi per rilassarsi.

La ciclabile del Parco Naturale Lame del Sesia

Altro itinerario naturalistico facile, pianeggiante e rilassante è quello della pista ciclabile del Parco Naturale Lame del Sesia. Le Lame del Sesia sono particolari anse formate dal fiume nelle sue fasi di piena, che poi si staccano diventano acquitrini e poi terreno per la ricrescita boschiva. Anche questa è una zona cosiddetta umida, con moltissime piante palustri, pesci e ovviamente uccelli (la zona dell’Isolone di Oldenico è una delle garzaie più grandi d’Italia). La ciclabile del Parco Naturale Lame del Sesia altro non fa che seguirne gli argini, partendo da Albano Vercellese e arrivando fino a Ghislarengo. Questo è il tratto più frequentato, più facile e per molti anche più panoramico, ma nulla vieta di proseguire sia verso nord che verso sud lungo gli argini destro e sinistro del Sesia, a seconda di come si snoda la ciclabile, in cerca di aree pic-nic, punti di osservazione o semplicemente il silenzio della natura e delle risaie.

La pista ciclabile del Canale Cavour

A marzo 2020 l’assessorato regionale alla Cultura e Turismo del Piemonte ha sottoscritto un accordo programmatico per la realizzazione della pista ciclabile lungo il Canale Cavour, ma sostanzialmente la pista ciclabile del Canale Cavour esiste già, ed è una pista sterrata che corre lungo l’argine di questa opera ingegneristica voluta dal Conte Cavour a sostegno delle risaie. Il Canale Cavour unisce il Po, da Chivasso, e il Ticino, da Galliate, lungo l’asse est-ovest, e già ora è possibile percorrere l’intero itinerario in bici, fatti salvi un paio di attraversamenti (in particolare quello con l’autostrada e la linea ferroviaria alta velocità). È per lo più una ciclabile sterrata, generalmente in buone condizioni (a parte fango e pozze d’acqua nei periodi più piovosi) e in teoria potrebbe unire Milano con Torino. Percorsa interamente o solo per alcuni tratti, rimane comunque una pedalata in una delle zone agricole più interessanti del Piemonte.

Piste ciclabili del Piemonte: La Via del Sale

Infine la Via del Sale è senza dubbio uno degli itinerari ciclabili più belli del Piemonte e per molti anche una delle più suggestive di tutto il nostro Paese. Il punto di partenza in Piemonte è Limone Piemonte, e sono 40 km ma tutt’affatto agevoli: la Via del Sale è infatti un percorso storico che ricalca i sentieri sui quali venivano trasportati il sale e le altre merci che giungevano ai porti della Liguria, e si snoda prevalentemente in quota, tra i 1800 e i 2000 metri di altitudine delle Alpi. Un tempo le merci venivano trasportate a dorso di mulo, ora molti percorrono la Via del Sale a piedi, come itinerario di trekking, ma sono tantissimi anche quelli che l’affrontano in bici, avendo l’accortezza di munirsi di una MTB o almeno una gravel o una trek bike, dato che molti tratti sono su sterrati, sentieri e mulattiere, e ovviamente avere buone gambe, perché ci sono dislivelli anche impegnativi. A Limone Piemonte si può arrivare anche in treno (tanto che è uno dei comprensori sciistici che si possono raggiungere senza auto) e da qui ci si dirige verso il Col di Tenda e la Francia, affrontando diversi colli (il Colle della Perla, quello della Boaria e la Cima della Pertega) e incrociando fortificazioni militari e panorami dalla natura selvaggia. Per un breve tratto si entra anche in territorio francese, fino al Col Bertrand, e poi passando per il Passo Garay si imbocca l’Alta Via dei Monti Liguri, dove ci sono anche passaggi tecnicamente impegnativi. Da qui si scende poi per il Colle del Muratore verso Ventimiglia e il mare, finalmente su tratto asfaltato (e non lontano c’è la ciclabile dei Fiori del Ponente Ligure, primo tratto della ciclovia Tirrenica Ventimiglia – Roma).
Credits photo: FlickrCC Ferruccio Zanone

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