Happy hour sulla neve: i migliori après-ski d’Italia

Il più trasversale: Locanda Kusk, Moena
All'inizio del lungofiume a Moena, di fianco al parcheggio per chi scende dalle piste del Lusia e del Passo San Pellegrino. Su tre piani, tutto in autentico legno di baita riciclato con musica dal vivo (spesso jazz e afro-cubana), un bel bancone dove accomodarsi e diverse salette dove bere, mangiare (la pizzeria è parte del locale) e ballare. www.hotelmaria.com
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Cosa fare quando si finisce di sciare? Ma l’après-ski, ovviamente, perché la giornata di un vero sciatore non finisce quando chiudono gli impianti. Direttamente sulle piste, con i piedi nella neve alla stazione a monte degli impianti e perfino nella piazza del paese: l’après-ski ha un sapore unico che nessun happy hour metropolitano può surrogare.

Non si è mai troppo stanchi né troppo infreddoliti per non avere voglia di bere qualcosa con gli amici e continuare le chiacchiere cominciate in seggiovia durante la giornata: nella sua versione più classica a base di stufe di ceramica, stube in legno antico e bombardini o in quella più moderna con cocktail ricercati, musica alta e sexy cubiste, l’après-ski è una tradizione imperdibile che prolunga il divertimento nelle località sciistiche.

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