C’è un angolo della Romagna che ti entra nel cuore e non si dimentica facilmente. Brisighella, borgo medievale incastonato tra le colline argillose del Faentino, in provincia di Ravenna, è un luogo in cui il tempo sembra scorrere in modo diverso: più consapevole.
Tre colli si ergono sul paesaggio, il centro storico racconta secoli di storia e l’atmosfera invita a rallentare. E. mangiare.
Non sorprende che Brisighella sia uno dei borghi più belli d’Italia, riconoscimento ufficiale che porta con sé l’orgoglio di una comunità che ha saputo custodire la propria identità.
Arrivare qui è già di per sé un’esperienza. La strada che sale dalla pianura padana attraversa un paesaggio di vigneti e calanchi, formazioni argillose che cambiano colore con la luce del giorno, dal grigio perla dell’alba all’oro intenso del tramonto.
Il borgo sorge nella Valle del Lamone, lungo la Via Faentina, ed si trova sul Cammino dei Gessi e dei Calanchi, uno dei più belli in Italia.
Un borgo sospeso tra roccia e cielo
Brisighella deve la sua forma e il suo carattere a quei tre colli inconfondibili che la dominano. Sul primo si erge la Rocca Manfrediana, fortezza trecentesca che ha visto succedersi Manfredi, Veneziani e Napoleone, oggi visitabile e capace di regalare una vista mozzafiato sulla vallata. Sul secondo svetta il Torrino dell’Orologio, simbolo iconico del borgo, costruito nel 1290 come torre di avvistamento e trasformato nel corso dei secoli prima in campanile e poi in torre civica.
Il terzo colle ospita il Santuario del Monticino, luogo di culto e silenzio, raggiungibile a piedi attraverso un sentiero che profuma di timo e lavanda selvatica.
È impossibile non fermarsi lassù, a guardare il borgo dall’alto, e sentire qualcosa che assomiglia alla pace.
Al di sotto, la Via degli Asini — o più propriamente Via del Borgo — è uno dei vicoli coperti più curiosi e fotografati d’Italia.
Questa strada sopraelevata e porticata, scavata nella roccia gessosa, veniva un tempo percorsa dai muli che trasportavano gesso e olio; oggi è il passaggio romantico per eccellenza.
Passeggiare al suo interno, tra le arcate di pietra e le finestre che si aprono come occhi sulla piazza sottostante, è un’esperienza che appartiene a quella categoria rara di cose semplici che restano impresse.
Oltre ai tre colli, il centro storico di Brisighella nasconde ulteriori gemme. La Pieve del Thò, una delle chiese romaniche più antiche e meglio conservate della Romagna, risale al IX secolo e si trova a pochi chilometri dal centro, immersa nel verde. L’interno spoglio, quasi austero, trasmette una spiritualità immediata e concreta.
Il Museo Civico raccoglie reperti paleontologici, archeologici e naturalistici che raccontano millenni di storia locale, dagli ammoniti fossili alle testimonianze romane.
Vale la visita anche per capire come questo territorio, apparentemente quieto, sia stato crocevia di culture e civiltà.
Escursioni nei dintorni: la Romagna che non ti aspetti
La Valle del Lamone e i colli attorno a Brisighella offrono decine di percorsi per escursionisti, ciclisti e semplici camminatori.
Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola è il cuore verde di quest’area, una dorsale di roccia gessosa lunga circa 25 chilometri punteggiata di grotte, crinali e belvedere sorprendenti.
Le grotte carsiche, alcune visitabili con guida, sono un’attrazione genuinamente spettacolare (no, non serve l’attrezzatura da speleologo professionista per godersele). Da non perdere è la discesa sotterranea nella grotta Tanaccia, per vedere com’era la preistoria. 
Il Cammino di Dante, il lungo itinerario che ripercorre i passi del Sommo Poeta tra Romagna e Toscana, attraversa anche questi territori. Chi ama camminare tra storia e natura troverà in questo tracciato una prospettiva inedita sul paesaggio romagnolo.
Anche il cicloturismo è molto praticato, grazie alla ciclabile della Valle del Lamone che collega Brisighella a Faenza in modo comodo e scenografico.
Cosa mangiare a Brisighella: i sapori autentici della Romagna
Brisighella è famosa in tutta Italia per il suo olio extravergine di oliva, prodotto da cultivar antichissime come la Nostrana di Brisighella. Le sue caratteristiche organolettiche sono davvero uniche: un fruttato intenso con note di carciofo e mandorla e una leggera piccantezza persistente. Ha ottenuto la DOP e viene considerato tra i migliori oli italiani, tanto da meritare un festival dedicato, la Sagra dell’Olivo, ogni novembre.
Ma la tavola di Brisighella non si esaurisce nell’oro verde. I ristoranti del borgo propongono i classici della cucina romagnola, tra cui piadina, passatelli in brodo, strozzapreti al ragù e grigliate di carne.
Il formaggio di fossa di Sogliano, stagionato in grotte di tufo, è spesso presente nei menu e rappresenta una delle esperienze gusto più intense della gastronomia italiana.
E il carciofo gigante, che cresce nei calanchi attornoal paese, da assaggiare in primavera.
Fermarsi a pranzo in una delle osterie del centro, magari con vista sulla piazza, è parte integrante dell’esperienza. La cucina romagnola non si racconta, si vive lentamente, con un bicchiere di Sangiovese di Romagna accanto.
Informazioni pratiche per visitare Brisighella
Come arrivare. Brisighella si raggiunge in auto dall’A14 (uscita Faenza) in circa 15 minuti. Chi preferisce il treno può arrivare a Faenza con Trenitalia e proseguire in autobus o taxi. La stazione più vicina al borgo è quella di Riolo Terme–Brisighella, sulla linea Faenza–Marradi, con corse limitate ma paesaggisticamente molto suggestive.
Quando andare. La primavera (aprile–maggio) e l’autunno (settembre–novembre) sono le stagioni ideali perché i colori del paesaggio raggiungono il loro apice, le temperature restano miti e la folla è gestibile. Novembre porta la Sagra dell’Olivo, un appuntamento imperdibile per chi vuole immergersi nella cultura locale.
Dove dormire. Il borgo e i dintorni offrono agriturismi, B&B di charme e piccoli hotel. Soggiornare almeno una notte permette di vivere Brisighella nella sua luce migliore, quella delle prime ore del mattino, quando la pietra si scalda piano e il borgo è ancora tutto per voi.
Foto Pexels, Martino De Mori, Vanni Lazzari, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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