L’Isola d’Elba è stata, per molto tempo, guardata da lontano: dai traghetti, dai libri di storia e dalle cartoline con Napoleone. Eppure il modo migliore per capirla è scendere in acqua, che sia a nuoto o con la prua di una barca puntata verso una cala che sulle mappe ha a malapena un nome.
Le spiagge più belle dell’Isola d’Elba vanno ben oltre i lidi attrezzati di Lacona o Marina di Campo: la costa è frastagliata, variopinta e per larghi tratti ancora difficile da raggiungere, e sono proprio questi angoli a raccontarla meglio. Ed è proprio questa varietà geologica (rara nel Mediterraneo) a rendere le spiagge elbane così diverse l’una dall’altra, anche quando si trovano a pochi chilometri di distanza.
Le spiagge da scoprire, una per una
1. Sansone è forse la più fotografata tra le calette del versante nord. Due lingue di ciottoli bianchi separate da uno sperone di roccia, con un’acqua che nei giorni calmi diventa quasi immobile. Si raggiunge a piedi dal porto di Portoferraio oppure via mare, ed è uno di quei posti dove l’ora di mezzo pomeriggio trasforma tutto in un dipinto.
2. Fetovaia si apre sul versante sud-occidentale, protetta da una penisola di granito che la isola dal vento. La spiaggia è lunga, il fondo sabbioso e l’acqua passa dal verde al turchese in modo così netto da sembrare alterata in post-produzione. Sempre frequentata in agosto, ma con un paio d’ore di margine al mattino rimane pienamente godibile.
3. Calanova è un’oasi di circa 80 metri sul lato orientale dell’isola, circondata da pini marittimi e alberi di sughero che crescono fin quasi alla riva. Chi naviga tra queste acque da anni lo sa bene: la scarsa accessibilità via terra è il suo vero vantaggio. Restano pochi ombrelloni, molta pace, e quell’atmosfera da approdo segreto che le spiagge più famose hanno perso da tempo.
4. Laconella è la variante tranquilla di Lacona (più piccola, più riposta e con meno stabilimenti). Tra la pineta e il mare c’è un confine quasi indistinto, e il fondale è basso abbastanza da restare a lungo senza affaticarsi. È il tipo di spiaggia che premia chi va oltre il primo cartello.
5. Capo Bianco si trova a est di Portoferraio e prende il nome dalle rocce chiare di caolino che la circondano. Fondale di pietre lisce e acqua cristallina, è il tipo di posto dove si porta solo un telo e si sta ore. L’accesso è segnalato ma richiede un minimo di orientamento (il che, ancora una volta, funziona come filtro naturale sulla folla).
6. Cavoli è una delle poche spiagge dell’isola con sabbia fine davvero abbondante, un fondale lungo e poco profondo, e una piccola borgata alle spalle che d’estate si anima quanto basta. Di fronte, appena fuori dalla baia, si vede l’isolotto di Ogliera: serve una maschera per comprendere perché questo tratto di mare richiama i sub da tutta la Toscana.
7. Seccione è il nome giusto da tenere a mente se si viaggia con bambini o con chi vuole restare in acqua a lungo senza pensarci troppo. La spiaggia è riparata, il fondale ghiaioso e l’ingresso graduale. Forse la meno scenografica dell’isola, ma ha quella qualità rara di essere bella e funzionale allo stesso tempo.
Come muoversi tra una caletta e l’altra
L’Elba si percorre bene in auto, ma alcune delle spiagge più interessanti restano fuori portata senza un’imbarcazione (anche solo un piccolo gommone a noleggio). Il consiglio più semplice è partire presto, prima delle nove, oppure puntare alle spiagge del versante est, meno frequentate rispetto a quelle del sud.
Il mare cambia faccia anche nell’arco di poche ore, e spesso il momento più bello capita nel tardo pomeriggio, quando la luce radente trasforma il colore dell’acqua in qualcosa che sfugge a qualsiasi definizione precisa.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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