Staglieno a Genova: il cimitero di Fabrizio De André e che i Joy Division misero sulla copertina di Closer

Un chilometro quadrato di marmo, sculture liberty e cappelle neoclassiche sulla collina di Genova. Staglieno è il quinto cimitero più grande d’Europa, ha ispirato Nietzsche, Mark Twain e i Joy Division, e l’ingresso è gratuito. Non è un posto lugubre. È uno dei musei di scultura ottocentesca più straordinari d’Italia, e quasi nessuno lo tratta come tale.

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Il Cimitero Monumentale di Staglieno occupa circa un chilometro quadrato sulla collina di Genova, nel quartiere che porta lo stesso nome.
Contiene più di 115.000 tombe, ha una galleria porticata che corre per centinaia di metri, cappelle neoclassiche, sculture liberty che in nessun altro contesto troverebbero posto, e un silenzio che non assomiglia a quello dei musei chiusi.staglieno-cimiterosatellite
È uno dei cimiteri più grandi d’Europa. L’ingresso è gratuito.
Pochi posti in Italia hanno questo tipo di densità culturale a costo zero e senza fila.
Un luogo perfetto per Halloween
nel weekend di Ognissanti, ma non solo.

Come nacque il cimitero

La storia di Staglieno inizia con un’ironia che nessuno aveva pianificato.
Il progetto fu affidato nel 1835 all’architetto Carlo Barabino, il più stimato di Genova in quel periodo. Barabino aveva disegnato il Teatro Carlo Felice e il Palazzo dell’Accademia Ligustica. Prima che i lavori iniziassero, morì di colera, la stessa epidemia che aveva spinto le autorità a ripensare il sistema delle sepolture cittadine.Cimitero_di_Staglieno_(92)

Il progetto passò a Giovanni Battista Resasco, che lo portò a termine. I lavori iniziarono nel 1844 e il cimitero aprì il 2 gennaio 1851 con quattro sepolture.
Oggi la piazza centrale porta il nome di Resasco. Barabino è ricordato nella storia dell’architettura genovese, ma è il suo successore ad aver lasciato il segno fisico più duraturo in città.

Le sculture: tra liberty, neoclassicismo e copertine dei dischi

Il livello medio delle sculture presenti a Staglieno è quello di una collezione museale di primo piano.
L’opera più famosa è l’Angelo di Giulio Monteverde, scolpito nel 1882 per la tomba della famiglia Oneto: una figura femminile con le ali aperta in marmo bianco, che ha ispirato imitazioni in tutto il mondo e che molti hanno scambiato per un’opera di Michelangelo alla prima occhiata.Genova_-_Cimitero_di_Staglieno_-_Statua_della_Fede_e_Pantheon

La tomba Appiani, scolpita da Demetrio Paernio intorno al 1910, ha un suo primato specifico: finì sulla copertina dell’album Closer dei Joy Division, pubblicato nel 1980, pochi mesi dopo la morte di Ian Curtis. L’angelo della tomba Ribaudo, opera di Onorato Toso, comparve sul 12″ di Love Will Tear Us Apart.
Staglieno non lo sapeva, ma diventò un riferimento estetico per una delle band più influenti della storia del rock, e quella connessione portò generazioni di fan a Genova in pellegrinaggio. Lo vedi nella foto di copertina.

Friedrich Nietzsche visitò Staglieno più volte negli anni 1880 durante i suoi soggiorni a Genova, e la frequenza delle visite dice qualcosa sul tipo di paesaggio che cercava. Mark Twain ne scrisse nel 1869 in Innocents Abroad, descrivendolo come qualcosa che aveva cambiato la sua idea di bellezza funeraria.

Chi è sepolto qui

Fabrizio De André è sepolto a Staglieno in una tomba semplice, molto visitata, coperta di fiori e biglietti.
Nella sezione inglese, dove riposano i militari britannici delle due guerre mondiali, si trova anche Constance Lloyd, moglie di Oscar Wilde, morta a Genova nel 1898. Sulla sua lapide, per anni, si leggeva solo il nome da sposata. Il nome Wilde fu aggiunto solo in seguito, su richiesta dei discendenti.

Ci sono anche Giuseppe Mazzini, Nino Bixio, Michele Novaro che compose l’inno di Mameli, la scrittrice Anna Maria Ortese e la traduttrice Fernanda Pivano, che portò Hemingway e Kerouac in italiano.
Non è un elenco neutro: è una sezione trasversale di chi ha contato nell’Italia degli ultimi due secoli.

Come visitarlo

Staglieno si trova in collina, raggiungibile dal centro di Genova con l’autobus o in circa venti minuti di auto.
L’indirizzo è Piazzale Resasco, 16137 Genova.
Telefono: +39 010 5576400.

Orari: aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 17:00. Prima di andare, specie nel periodo festivo, conviene verificare eventuali variazioni chiamando o consultando il sito del Comune di Genova.
Ingresso gratuito.

La visita richiede almeno due ore per chi vuole percorrere le gallerie principali e fermarsi davanti alle sculture più significative. Chi vuole fare un giro completo, incluse le sezioni più decentrate, ne impiega il doppio.
Sono disponibili visite guidate organizzate da associazioni locali, in particolare nel periodo di Ognissanti: vale la pena verificare il programma sul sito del Comune o su quello di Mentelocale Genova.

Foto Di Maurizio Beatrici – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35334115, Di Anselmoorsi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35057296, Di Twice25 e Rinina25 – Fotografia autoprodotta, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1022466

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