L’escursione nella Val Grande con la montagna che sembra il Kailash: il pizzo Tignolino è un’oasi di pace

Nella Val d'Ossola, alle porte del Parco Nazionale Val Grande, c'è una montagna con una forma così netta da ricordare il Kailash tibetano. Si chiama Pizzo Tignolino e si raggiunge facilmente partendo dal parcheggio di Faievo, salendo tra faggi e baite in pietra fino al Rifugio Parpinasca — e poi, per chi vuole, fino alla cima.

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Il Parco Nazionale Val Grande è l’area wilderness più estesa delle Alpi italiane — 15.000 ettari quasi completamente privi di strade, sentieri asfaltati e infrastrutture, a meno di cento chilometri da Milano. La sua fama è legata ai percorsi impegnativi, alle vallate remote, ai boschi impenetrabili che si sono ripresi gli alpeggi abbandonati nel dopoguerra.tignolino-sentiero-rifugio

Ma esiste anche una Val Grande più laterale (siamo nella zona nord ovest dell’area) e accessibile, che non richiede esperienza alpinistica e che ripaga comunque con paesaggi di rara qualità. L’accesso da Faievo, nella Valle del Rio Graglia sopra Trontano, è uno di questi.

La Val d’Ossola e il parco che quasi nessuno conosce

Trontano è un piccolo comune a sei chilometri da Domodossola, raggiungibile anche con il trenino della Ferrovia Vigezzina — la storica linea a scartamento ridotto che collega Domodossola a Locarno attraverso la Valle Vigezzo. È uno degli accessi meno conosciuti e più belli al Parco Val Grande.tignolino-sentiero

Da Trontano una strada consortile sale verso gli alpeggi di Faievo e Parpinasca. Chi vuole ridurre la camminata può spingersi in auto fino all’Alpe Faievo — il parcheggio è a circa 950 metri di quota, nei pressi di un pannello informativo del Parco. Da lì parte il sentiero.

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Il sentiero: faggi, robinie e le case dei pastori

Il bosco che si incontra subito dopo il parcheggio è quello che rende questo percorso diverso da molte escursioni alpine. I faggi sono grandi, ramificati, con cortecce di un grigio quasi argentato che cambiano luce a seconda dell’ora. Non sono boschi giovani — sono foreste che si sono riprese il territorio lasciato libero dagli alpeggi abbandonati negli anni Cinquanta, e nel tempo sono cresciuti senza interferenze. Le robinie si alternano ai faggi nei tratti più bassi, poi spariscono man mano che si sale di quota. Camminiamo in pace, nel silenzio assoluto.tignolino-sentiero

Lungo il percorso si incontrano le baite in pietra tipiche degli alpeggi ossolani — muri spessi, tetti in lastre di pietra, finestre strette. Alcune sono parzialmente restaurate, altre stanno tornando al bosco lentamente. Sono i resti di un sistema di vita che ha resistito per secoli e si è spento in pochi decenni, quando la montagna ha smesso di nutrire abbastanza famiglie. Ora qualche struttura è diventata una casa di vacanza.

Il Rifugio Parpinasca e la vista sul Tignolino

In circa quaranta minuti dall’Alpe Faievo si raggiunge il Rifugio Parpinasca, a 1200 metri di quota, sui pascoli dell’Alpe omonima. Il rifugio è gestito da Luca Prata, uno chef di Trontano con anni di esperienza in cucina professionale che ha scelto di tornare in montagna. La grande terrazza panoramica guarda direttamente sul Pizzo Tignolino — ed è lì, per la prima volta in modo completo, che si capisce perché qualcuno l’ha paragonato al Kailash. Ci vuole un po’ di fantasia, ma insomma, perché no?

La montagna sale con una geometria quasi irreale, con pareti che cadono verticali su tre lati e una cresta affilata. Non ha la dolcezza delle cime alpine circostanti — ha una durezza propria, una forma che sembra disegnata intenzionalmente. Ti viene da piegare lo sguardo per vederla, perchè ha un baricentro decentrato e appare storta. La somiglianza con il sacro monte tibetano non è botanica ma visiva: quella piramide di roccia grigia che domina la vallata ha la stessa qualità di presenza assoluta.

Verso l’Alpe Campo e la cima

Chi vuole spingersi oltre il rifugio può proseguire verso l’Alpe Campo, seguendo il sentiero che sale a sinistra della terrazza del rifugio verso la Costa dei Bagnoli. Il percorso attraversa ancora pascoli aperti con vista sempre più ampia sulla vallata e sui monti circostanti. C’è un punto aperto in cui si può sostare, rifocillarsi, perfino piantare una tenda per la notte (foto qui sotto). 

Per raggiungere la cima del Pizzo Tignolino (2246m) il dislivello totale da Faievo supera i 1300 metri, con un percorso che porta al Passo di Basagrana (2070m) e poi in cresta alla vetta. Attenzione, questa parte non è un’escursione per tutti — richiede buona preparazione, esperienza su terreno impegnativo e condizioni meteo stabili. Il panorama dalla cima abbraccia la Val Grande, la Piana dell’Ossola, la Val Vigezzo, e nelle giornate limpide si arriva al Lago Maggiore e alle Alpi che circondano il Monte Rosa.

La Val Pogallo: per chi vuole andare più in là

Dal Rifugio Parpinasca, chi ha gambe e voglia di prolungare il giro può scendere verso la Val Pogallo — uno dei cuori del parco, aspro e quasi completamente selvaggio. Pogallo era un tempo una piccola comunità di boscaioli e pastori, con decine di famiglie stabili. Oggi è un terrazzo abbandonato con baite parzialmente restaurate, raggiungibile solo a piedi. Il torrente Rio Pogallo scorre in basso con pozze cristalline e pareti di roccia ravvicinate.valpogallo

Questo prolungamento, arrivando fino al magico borgo di Cicogna,  trasforma l’escursione da gita di una giornata a traversata impegnativa — in alcuni tratti il sentiero è poco segnato e richiede orientamento. Non è consigliato come primo avvicinamento alla Val Grande, ma per chi conosce già il parco è uno dei percorsi più intensi che si possano fare.

Info pratiche

Dove: Comune di Trontano, Val d’Ossola, provincia di Verbano-Cusio-Ossola, Piemonte
Come arrivare in auto: da Domodossola, seguire indicazioni per Trontano (6 km), poi strada consortile per Alpe Faievo — parcheggio a 950m
Con i mezzi: treno Ferrovia Vigezzina da Domodossola fino a Trontano, poi a piedi
Da Faievo al Rifugio Parpinasca: circa 40 minuti, 260m dislivello, difficoltà bassa
Da Faievo alla cima del Tignolino: circa 1300m dislivello totale, 5-6 ore A/R, difficoltà EEval-grande

Rifugio Parpinasca: a 1200m, aperto in stagione — consigliato prenotare il pranzo
E-bike: noleggio disponibile a Trontano per chi vuole salire in sella fino al rifugio
Periodo consigliato: giugno-ottobre; i faggi in autunno sono tra i più belli dell’Ossola
Cellulare: segnale assente o scarso in gran parte del percorso — portare carta e bussola se si va oltre il rifugio

Foto Martino De Mori

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